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domenica 4 giugno 2017

Stop cambi d'uso, si decide caso per caso

I neobarbari al lavoro. Lotta dura per un maggiore sfruttamento della città da parte del complesso turistico-immobiliare, leader il sindaco in carica. la Nuova Venezia, 4 giugno 2017 


Blocco di nuovi alberghi e bed & breakfast nella città storica con lo stop ai cambi di destinazione d'uso. Ma, caso per caso, a discrezione del Comune e con un'ampia gamma di deroghe che potranno consentire il via libera anche per "monetizzare" i permessi di costruire, a vantaggio delle casse comunali. A leggerla bene, la delibera del Comune appena licenziata e che martedì approderà in Commissione consiliare per essere discussa prima del voto in Consiglio comunale, appare molto meno "severa" di come è stata presentata anche dall'assessore all'Urbanistica Massimiliano De Martin e lascia a Ca' Farsetti un'ampia discrezionalità per dare il via libera a nuovi interventi di carattere alberghiero in città.

La chiave è nell'articolo 21-bis. Al punto 1 infatti si scrive che per tutelare la Città antica di Venezia dalla pressione turistica, dal proliferare incontrollato di attività ricettive, a discapito della residenza e dei servizi agli abitanti e dalla perdita di identità del patrimonio edilizio storico, a partire dalla data di adozione della presente variante non sono ammessi nuovi insediamenti o ampliamenti di attività ricettive alberghiere e complementari». Ma al punto 2, ecco la gamma delle deroghe. «L'amministrazione comunale può autorizzare l'insediamento o l'ampliamento di attività ricettive alberghiere e complementari tramite permesso di costruire in deroga», «ove ne ravvisi il pubblico interesse, avendo riguardo, in particolare, alla qualità delle strutture e l'alta gamma di servizi offerti, alla loro localizzazione nell'ambito del centro storico, alla loro capacità di innescare processi di riqualificazione degli spazi pubblici circostanti, all'uso razionale ed unitario degli immobili, all'impatto occupazionale e indotto economico derivante, all'entità del contributo straordinario di cui all'articolo 16, comma 4, lettera d-ter) del D.P.R. 380/2001». 

Si tratta, in pratica della monetizzazione di parte dell'incremento di valore atteso per la struttura con il cambio di destinazione d'uso, legato anche agli oneri di urbanizzazione. Se insomma l'albergo è bello, darà lavoro a un buon numero di persone, o se il nuovo proprietario sarà disposto a riconoscere un congruo beneficio economico al Comune, la struttura potrà essere utilizzata nonostante il blocco, essendoci per Ca' Farsetti un pubblico interesse. Come quello, ad esempio, riconosciuto in Consiglio comunale tra le polemiche al cambio di destinazione d'uso a fini alberghieri che ha interessato la consigliera comunale della Lista Brugnaro Marta Locatelli. Pertanto, anche se sarebbero già annunciati un buon numero di ricorsi al Tar contro la delibera da chi teme di veder pregiudicata l'apertura di nuovi alberghi o bed & breakfast, il "menù" delle deroghe che essa offre, potrebbe facilmente accontentare molti. 

Prevista anche la possibile monetizzazione da parte del Comune dei parcheggi pubblici che dovrebbero essere messi a disposizione con l'insediamento o l'ampliamento di attività ricettive alberghiere e complementari e di medie o grandi strutture di vendita commerciali. Una strategia che la giunta Brugnaro ha già seguito in occasione del nuovo parcheggio in Marittima da realizzare con l'Autorità Portuale, dove una parte dei posti-auto riservati ai veneziani sono stati appunto "monetizzati" dall'Amministrazione. 

L'altra critica diffusa riguarda il fatto che nel frattempo i buoi sono appunto già usciti dalla stalla. Già autorizzata una proliferazione di nuovi alberghi in arrivo - da quello previsto in Marittima, nell'ambito dell'operazione del nuovo garage, a quello in via di realizzazione a due passi da piazzale Roma, a quelli che saranno realizzati a Murano al posto di vetrerie e fornaci - per cui lo stop, ammesso che tale sia, arriva in grandissimo ritardo. Ma incombe anche il "verdetto" dell'Unesco su Venezia e questa delibera sembra fatta anche per tranquillizzare l'organismo internazionale sul fatto che Venezia sul turismo ha "cominciato a fare i compiti"
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