responsive_m

PONTE MORANDI UN ANNO DOPO

PONTE MORANDI UN ANNO DOPO
Il 14 agosto di un anno fa, uno degli emblemi della 'modernità' crollava, trascinando con se 43 persone e travolgendo la vita di centinaia di sfollati e di una regione intera. Un episodio che avrebbe dovuto mettere in discussione la logica perversa che sta facendo marcire l'infrastruttura fisica e sociale del nostro paese. A un anno dal dramma nulla è cambiato, prosegue il disprezzo per la manutenzione, la sicurezza e la tutela dell'ambiente: nessuna revoca delle concessioni ai privati (interessati solo ai profitti) e finanziamenti al 'nuovo', dove corruzione, speculazione e interessi particolari possono fare i loro porci comodi. In Italia metà delle concessioni autostradali fanno riferimento a società collegate alla famiglia Benetton, che non sono un modello di imprenditoria ma emblemi di sfruttamento umano e ambientale. (ib & es)

INVERTIRE LA ROTTA

CONTRORIFORMA URBANISTICA

DAI MEDIA

VENEZIA

FARE SPAZIO ALLE ATTIVITA CULTURALI

domenica 11 giugno 2017

"Scandalo" ONG: neonazisti o ipocriti?

Secondo i minestroni che ci propinano i media bisognerebbe condannare chi, non volendo lasciar affogare i profughi, prende contatto con gli scafisti. A loro indirizziamo questa lettera aperta, con riferimenti


LETTERA APERTA A QUANTI SI SCANDALIZZANO
SE LE O.N.G. HANNO CONTATTO CON GLI SCAFISTI

Due sono i casi: o siete d’accordo con Matteo Salvini e gli altri neonazisti (ce ne sono tanti in giro, malamente mascherati), e vi augurate che i milioni di africani  e mediorientali che fuggono dagli inferni che oggi abitano affoghino, oppure siete dagli ipocriti.
In apparenza, meglio essere ipocriti che assassini. Ma a volte l’ipocrisia può essere peggiore: nasconde sotto una maschera di benevolente umanità una persona che persegue il medesimo risultato pratico, uccidere per conto terzi. Forse è peggio essere un Minniti che un Salvini.
Criminale è infatti ogni politica che assuma il respingimento dei profughi come obiettivo primario.
Persone che hanno la capacità di leggere almeno un giornale non possono non sapere quali sono le cause che generano l’esodo di milioni di persone, famiglie, gruppi etnici  verso i paesi dove si vive come noi viviamo: in Europa, al riparo da guerre, persecuzioni, assenza di nutrimento e di riparo.
Chi ha la competenza necessaria per scrivere un articolo su un giornale, o di preparare un servizio per la televisione, o di fare una lezione in un’università, o tenere un corso in una scuola media o elementare, costui non può non aver percepito la vastità dell’inferno che si è prodotto nelle regioni da cui fuggono verso l’Europa.  E, di conseguenza, la dimensione dell’umanità che tenta di fuggire dal male in cui vive.
Le persone che hanno la capacità di guardare con occhi critici la storia di oggi, di ieri e dell’altro ieri non possono non sapere che quell’inferno non è stato prodotto dai suoi abitanti, né solo da governi corrotti, né solo da lotte tribali o religiose, ma dal pesante sfruttamento compiuto per secoli dai paesi del capitalismo, il quale ha utilizzato, come strumento del proprio dominio, anche la corruzione dei governi locali e l’accensione di sopiti conflitti etnici.
In una parola, l’esodo dagli inferni del mondo di oggi non cesserà finche non si sarà stati capaci di ristabilire equilibri che sono stati distrutti.
Sarà un processo lungo, e non vi sono segni che sia neppure iniziato nelle menti dei potenti della terra: quelli che hanno compreso quel che si dovrebbe fare sono pochi, e privi di  altri strumenti che non siano la predicazione.
Se così stanno le cose veniamo al punto di oggi: allo “scandalo” che sarebbe costituito dal fatto che le organizzazioni non governative si accorderebbero con gli uomini e le organizzazioni che, per danaro (poiché questo è lo strumento col quale si paga qualunque servizio nella società in cui viviamo) aiutano i migranti a fuggire dai loro inferni.

Che cosa dovrebbe fare chi volesse aiutare i profughi a fuggire? Forse aspettare che i trafficanti li abbiano gettati in mare, e raccoglierne i corpi inanimati o agonizzanti? Non so se le donne e gli uomini delle ONG siano degli eroi o degli angeli: so che, nell’assenza criminale degli stati, in assenza della predisposizione di canali protetti per l’esodo e di idonee strutture e politiche per l’accoglienza, sono gli unici che fanno ciò che deve esser fatto – se non si vuole riconoscere d’essere affini ai neonazisti alla Salvini.
Edoardo Salzano


Riferimenti

Chi volesse informarsi meglio potrebbe trovare numerosissimi scritti su questo sito, prevalentemente raccolti nella cartella "2015-EsodoXXI". Un ampio saggio è stato scritto per eddyburg da Ilaria Boniburini, I nuovi dannati della terra. Gli sfrattati dello “sviluppo”.
Show Comments: OR