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sabato 3 giugno 2017

Lido di Venezia: il saccheggio della Cassa depositi e prestiti

Proseguono a go-go le privatizzazioni selvagge, promosse da quella Cassa depositi e prestiti che era nato come strumento del buongoverno comunale (quando c'era) e che oggi sono il grande motore pubblico della privatizzazione dei beni collettivi. La Nuova Venezia, 3 giugno 2017

IL TURISMO DI LUSSO
PER IL RILANCIO DEL LIDO
di Enrico Tantucci


«Due hotel di lusso all’ex ospedale al Mare, il progetto di Cassa Depositi e Prestiti: le strutture saranno gestite dalla società padovana con il colosso francese«

 Il futuro del Lido "giocato" sul turismo di lusso, legato anche al tema del benessere e sull'attività congressuale. Sembrano ormai queste le direttrici di sviluppo per l'economia dell'isola dopo anni di crisi, che anche il Comune sembra voler favorire, come dimostra l'appoggio che la neonata Agenzia di sviluppo per Venezia - voluta dal sindaco Brugnaro e guidata da un lidense come Beniamino Piro - ha dato al progetto appena presentato da Cassa depositi e prestiti per la realizzazione di due resort di lusso da 300 stanze e 600 posti gestiti da Th Resorts e Club Mediterranée, con oltre mille metri quadrati di spazi commerciali, due piscine a mare di fronte alla spiaggia e un centro benessere che svilupperà - come chiede anche Brugnaro - una vocazione sanitaria.

«Siamo stati bravi ma anche fortunati nell'inserirci al momento giusto nel momento in cui Cassa depositi e prestiti ha deciso, con il suo nuovo Fondo, di investire sul turismo», spiega Piro, «coinvolgendola a inserire anche l'ex ospedale al Mare nel "pacchetto" italiano, con circa 130 milioni di euro di investimenti. Ora continueremo su questa strada con altri progetti "mirati", in cui si inserisce anche la riqualificazione dell'ex Casinò condotta dal Comune per creare sull'isola un vero e proprio polo congressuale che ora stenta a decollare. Ma presto avremo, con l'ex ospedale al Mare in versione resort, anche la necessaria ricettività alberghiera». 

Questa idea di un Lido trasformato in isola alberghiera del lusso, a fianco di una Venezia già satura di posti-letto, non entusiasma chi - tra i lidensi - avrebbe preferito nuove attività più vicine al sociale. Ma è, in questo momento, la dura legge del mercato, visto che non c'è praticamente più spazio per grossi investimenti pubblici. L'altro polo - legato sempre al lusso e al turismo alberghiero - che sta per ripartire è quello della riqualificazione dell'hotel Excelsior e della futura riapertura del Des Bains, chiuso ormai da diversi anni, dopo la fallimentare esperienza della gestione di EstCapital. Solo poche settimane fa Manfredi Catella, fondatore e amministratore delegato di Coima sgr, ha annunciato il via libera all'operazione di ristrutturazione del fondo Real Venice I, oggi fondo Lido di Venezia. 

Grazie all'accordo con il partner London & Regional Properties (L+R) e il supporto finanziario delle banche Intesa San Paolo e Unicredit, parte il rilancio di Excelsior e Des Bains che si concluderà in cinque anni. Il budget sarà di 250 milioni. Coima sgr entro la fine del 2017 annuncerà il progettista di interni degli hotel e subito dopo inizierà la vera ristrutturazione dei due hotel. Partendo dall'Excelsior, che verrà chiuso per i lavori solo nei mesi autunnali e invernali, e proseguendo, l'anno successivo, con la ristrutturazione del Des Bains. La parte pubblica, con Comune e Biennale, è appunto impegnato oltre che sull'area del Palacinema, sull'ex Casinò - con i lavori già in corso - per utilizzare le strutture per la congressualità, al di fuori dei periodi estivi per l'organizzazione e lo svolgimento della Mostra del Cinema. Ma altre iniziative si annunciano, come quella di un altro resort nell'ex colonia Enel degli Alberoni - portata avanti da Marzotto e una cordata di imprenditori vicentini - a cui proprio Piro ha accennato in occasione della presentazione del progetto dell'ex ospedale al Mare.



CASSA DEPOSITI E PRESTITI
ORA PUNTA ALLA LAGUNA

«Il Fondo investimenti per il turismo stanzia grosse somme a Venezia
Progetto anche per Sant'Angelo delle Polveri, Th Resorts partner privilegiato»


. È il Fondo investimenti per il turismo lo strumento con cui la Cassa depositi e prestiti realizzerà l'importante investimento previsto nell'area dell'ex Ospedale al Mare del Lido, con un patrimonio di almeno 250 milioni di euro da investire nel 2017/'18 a livello nazionale e che vede nella società padovana Th Resorts guidata da Graziano Debellini uno dei partner privilegiati. Già acquistati cinque hotel da parte della Cassa da Th Resorts e da Valtur per oltre 90 milioni di euro, con una strategia che prevede che le strutture alberghiere vengano riqualificate e poi riaffittate alla precedente proprietà. 

È un meccanismo molto simile a quello "pensato" anche per l'ex ospedale al Mare, con la Cassa depositi che investirà sulla realizzazione dei due resort di lusso per circa 300 stanze e 600 posti-letto previsti nel complesso lidense e poi affiderà proprio alla Th Resorts e al Club Mediterranée la gestione delle due strutture.Ed è stata la stessa società di Debellini - a quanto risulta - su incarico della società controllata all'80% dal ministero dell'Economia, a contattare l'azienda francese per farla entrare nell'operazione sul Lido. Con la riqualificazione annunciata dell'ex ospedale al Mare, Cassa depositi e prestiti continua ad allargare sempre più il suo ventaglio di proprietà in laguna, divenuto uno dei suoi "terreni di caccia" preferiti per investimenti. Tra i progetti possibili, trasformazione in un albergo anche dell'isola di Sant'Angelo delle Polveri, nella laguna sud, lungo il canale Contorta, che ha acquisito da qualche anno. Ma continua anche la sua campagna-acquisti in città, con il Comune spesso come interlocutore privilegiato. 

La Cdp Investimenti ha acquistato due anni fa, per 20 milioni complessivi, Palazzo Diedo e Palazzo Gradenigo, per i quali aveva già trattato con l'allora commissario straordinario Vittorio Zappalorto. Per Palazzo Diedo, ex sede della procura della Pretura, c'è già il cambio di destinazione d'uso e il permesso di costruire appena approvato, secondo un progetto già presentato da EstCapital quando il palazzo faceva ancora parte del Fondo immobiliare Città di Venezia, da cui poi è stato sganciato. Un progetto che prevede la creazione di servizi igienici e magazzini al piano terra, funzionali al ristorante che si prevede di realizzare al piano ammezzato dell'edificio, mentre il primo e secondo piano saranno riservati a negozi e l'ultimo piano a due appartamenti. 

Sbarcata negli ultimi anni in laguna, la società del ministero dell'Economia sta conducendo una serie di operazioni immobiliari. Si era cominciato appunto con l'acquisto dal Comune dell'ex ospedale al Mare del Lido. Poi è toccato al fabbricato delle ex Carceri di San Severo a Castello, costruite dagli austriaci all'inizio dell'Ottocento, anch'esso acquisito dalla Cassa. Ed è stato preso anche l'ex Casotto capogruppo di San Pietro in Volta e sono state messe le mani sull'isola di San Giacomo in Paludo. La Cassa ha inoltre rilevato a prezzo di saldo dalla Regione il settecentesco Palazzo Manfrin sul rio di Cannaregio (stimato 16 milioni e mezzo e venduto a 10). Tra le acquisizioni recenti, Palazzo Duodo e Palazzo Ziani, in fondamenta San Lorenzo. 

Tra pochi giorni, Cassa depositi e prestiti dovrebbe presentare il suo piano complessivi di investimenti nel settore turistico di cui anche la trasformazione alberghiera dell'ex ospedale al Mare fa parte. La Cassa aveva indicato come una delle possibili destinazioni del complesso dell'ex ospedale al Mare quella delle Rsa, le residenze sanitarie assistite, per anziani o persone non autosufficienti, ma comunque con servizi non ospedalieri e di livello elevato. Ma la "svolta" turistica, con l'implementazione del suo nuovo Fondo, ha invece portato verso la strada dei resort di lusso con Th Resorts e Club Med al suo fianco.


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