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sabato 3 giugno 2017

Cambi d'uso turistici

Annunciato il blocco dei cambi di destinazione d'uso che hanno cambiato il volto della città di Venezia. Articoli di Leonard Berberi, Alberto Vitucci, Francesco Bottazzo. Corriere della Sera, la Nuova Venezia, Corriere Veneto, 2 e 3 Giugno 2017 (m.p.r.)



Corriere della Sera
VENEZIA
LA GUERRA DEI POSTI LETTO

di Leonard Berberi

Un passaggio della proposta di delibera dice già tutto. «Disposizioni per tutelare la città antica di Venezia dalla pressione turistica, dal proliferare incontrollato di attività ricettive e dalla perdita d’identità del patrimonio edilizio storico». Perché di questo passo, con 55 mila residenti (in calo rilevazione dopo rilevazione) e oltre 47 mila posti letto a disposizione (in crescita), tra poco finirà per esserci un materasso destinato ai visitatori per ogni iscritto all’anagrafe nel cuore del capoluogo veneto.

La giunta lagunare guidata da Luigi Brugnaro prende di mira il capitolo ospitalità e propone di bloccare sia la possibilità di trasformare gli immobili del centro in strutture ricettive, sia le richieste di ampliamento di quelle esistenti. Niente più nuovi hotel e, soprattutto, bed & breakfast. «Non ci saranno più cambi di destinazione d’uso degli stabili», spiegano dal Municipio e sottolineano come in realtà nel mirino finisca di più la micro-ospitalità come Airbnb che al 1° giugno contava 5.923 tra appartamenti e stanze disponibili sulla piattaforma.

Ogni nuova richiesta di apertura o eventuali modifiche saranno quindi valutate dal consiglio comunale. «E non si potrà fare che si propone di trasformare un appartamento in b&b perché o lo si fa per tutto lo stabile o niente». La delibera non ha effetto retroattivo ed esclude le isole, compresa la Giudecca. La proposta conta sette pagine e la «prima strategia a breve termine» si legge, ed è una citazione di un documento illustrato dal primo cittadino il 15 giugno 2016 - «è quella di contenere il fenomeno della progressiva occupazione del patrimonio residenziale cittadino da parte di attività ricettive alberghiere ed extra-alberghiere».

«Ora le attività del centro dovranno soggiacere a una politica qualitativa di ricezione», spiega Massimiliano De Martin, assessore all’Urbanistica. L’amministrazione ha già calendarizzato i passaggi. L’intenzione sarebbe anche quella di non dare la possibilità a chi esercita in modo abusivo di regolarsi prima che entri in vigore la delibera. Salvo sorprese l’ok del consiglio comunale dovrebbe arrivare a metà giugno, dopo i passaggi tecnici alla Municipalità di Venezia – Murano – Burano e alle commissioni.

Ma non c’è il rischio che lo stop a nuovi esercizi porti all’aumento dei prezzi? «Il rischio c’è, ma a Venezia i posti letto a disposizione non sono pochi», ragionano dal Comune. «E poi i prezzi degli alberghi qui sono già alti».

La delibera dovrebbe anche «accontentare» l’Unesco, l’agenzia delle Nazioni Unite che l’estate passata lanciò l’ultimatum: o entro il 1° febbraio l’amministrazione si muove concretamente per risolvere i problemi che stanno mettendo a rischio la sopravvivenza di città storica - dall’assalto dei turisti al moto ondoso, alla riduzione costante di residenti - o il capoluogo veneto sarà cancellato dai siti patrimonio dell’Umanità ed entrerà a far parte di quelli a rischio

Questo è il secondo passo di Brugnaro per contenere i flussi arrivati a livelli critici. A fine aprile la giunta ha approvato la delibera quadro sul turismo che prevede, tra le altre cose, la sperimentazione di sistemi conta-persone per regolare gli ingressi, l’individuazione di nuove aree di ristoro per i visitatori, l’avvio di una campagna di comunicazione sulle giornate di maggior afflusso e l’incremento degli agenti di Polizia locale. Su quest’ultimo punto, in Municipio fanno notare che 70 vigili verranno assunti per un anno, altri cento per i quattro mesi di picco.


la Nuova Venezia
STOP AI CAMBI D'USO
L'ORA DELLA VERITÀ

di Alberto Vitucci

De Martin: «30 giorni per le osservazioni, vedremo chi è contro». Boato: «Ritirare le licenze illegittime»

Stelline rosse per gli hotel, palline blu per i bed and breakfast, verdi per le locazioni turistiche. La nuova pianta di Venezia brulica di segnalazioni di attività ricettive turistiche. «Non resta molto spazio per le abitazioni», commenta un dirigente dell'Urbanistica. Dopo molti anni il Comune finalmente ha avviato un «censimento» di queste attività. E ci si è accorti che la situazione è al limite. Forse oltre il limite. Ecco la delibera che blocca i cambi d'uso.

«Andrà in commissione già la settimana prossima e in Consiglio comunale. Con l'adozione scatterà la clausola di salvaguardia», dice l'assessore all'Urbanistica Massimiliano De Martin, «poi ci saranno 30 giorni per presentare le osservazioni. Sarà il momento in cui vedremo chi è contrario a questo provvedimento». C'è anche il rischio dei ricorsi al Tar da parte di imprenditori che si ritenessero danneggiati e che in questi giorni tempestano geometri e architetti di loro fiducia di telefonate per avere «rassicurazioni». Remoto, perché il Comune ha stavolta studiato per bene i riferimenti di legge e le motivazioni della delibera. Ma non impossibile, vista la storia recente di questa città. 

La delibera che blocca i cambi d'uso prevede anche eccezioni per i progetti già in itinere. Oppure per quelli che riguardino edifici già oggetto di cartolarizzazione, cioè messi in vendita dal Comune per fare cassa con allegata la Variante urbanistica. Oppure «progetti di interesse che dovranno essere esaminati dal Consiglio comunale». Ma la strada sembra segnata. E dopo molti anni di inerzia adesso c'è una delibera che prova a invertire la rotta. «Per vedere se l'amministrazione fa sul serio dovremo attendere i primi provvedimenti di revoca di autorizzazioni illegittime», dice Stefano Boato, urbanista e assessore alla fine degli anni Ottanta, «per tornare indietro dal disastro occorre annullare tutte le situazioni realizzate in modo non legittimo». «Lo faremo», dice De Martin, «quando si fa il censimento, chi non c'è è fuori. E la nuova norma impedisce di presentare un'altra richiesta di cambio d'uso. Ci tengo a dire che questi provvedimenti sono presi in sintonia con l'Unesco. Le loro preoccupazioni sul futuro della città sono anche le nostre».



Corriere del Veneto
STOP AGLI HOTEL
CORSA A DEROGHE E RICORSI
di Francesco Bottazzo

«Nel 2016 oltre dieci milioni di presenze in centro storico. Ferrazzi: così si consolidano i cambi già fatti». Dimenticando che le ultime amministrazioni PD hanno reso possibile tutto questo. (m.p.r.)


Venezia. Corsa contro il tempo per le deroghe, per evitare «l’obolo» al Comune e di passare attraverso il consiglio comunale. Qualche proprietario che oggi si trova nella condizione urbanistica di poter trasformare il suo immobile in albergo, ma che non ha ancora presentato alcun progetto a Ca’ Farsetti, è già pronto a fare ricorso contro il provvedimento dell’amministrazione che blocca l’apertura di nuovi alberghi, b&b, e l’ampliamento di quelli già esistenti. «Sapevamo di scontentare qualcuno, ma è la città che da tempo chiede un intervento per limitare le trasformazioni e i cambi d’uso», spiega l’assessore all’Urbanistica Massimiliano De Martin.

Un blocco totale - che segue quello già passato in consiglio comunale un mese fa su pizze al taglio, kebab e take-away - anche se saranno possibili deroghe, sulla base di criteri molto restrittivi, autorizzate dalla giunta e dal Consiglio e dopo il pagamento del beneficio pubblico e dello standard di parcheggio, oggi non previsto. I numeri degli arrivi e delle presenze turistiche sono già alti. Oltre 10 milioni e mezzo in centro storico nel 2016, con una permanenza media di 2,26 notti, più di tre volte dei turisti che si fermano in terraferma. 

«Ma la giunta dovrebbe vedere il problema unitariamente mettendo insieme Venezia e Mestre, se sviluppiamo troppo la terraferma comunque non c’è il controllo del turismo - interviene il presidente dell’ordine degli Architetti Anna Buzzacchi - Invece la necessità di porre un freno alle trasformazioni è evidente per incentivare la residenzialità». Tecnicamente la delibera prevede una variante al «Piano degli interventi per la Città Antica». Dal blocco del cambio di destinazione d’uso in ricettivo, restano per ora escluse solo le locazioni turistiche (tipo AirBnb), per le quali ci sarà un provvedimento distinto in futuro, una volta risolto il problema giuridico se sia possibile limitare quel tipo di uso della propria abitazione. Perché anche questo provvedimento - sottolinea l’assessore al Turismo Paola Mar - fa parte delle 34 azioni che la giunta ha deciso di intraprendere da qui al 2019 per gestire i flussi, controllare i turisti e incentivare la residenzialità. 

«Abbiamo tracciato una road map in cui sono previste una serie di azioni che settimana dopo settimana stiamo mettendo in atto per risolvere i problemi della città a 360 gradi», precisa Mar. E per dare una risposta all’Unesco che ha «minacciato» di cancellare Venezia dai siti del patrimonio dell’Umanità facendola entrare nella lista dei siti monumentali a rischio. «Abbiamo condiviso i timori e non abbiamo avuto difficoltà a trovare un’intesa» dice De Martin. Proprio la settimana prossima sarà quella decisiva in cui Ca’ Farsetti sarà all’Unesco il «Dossier Venezia» - forse già lunedì quando i rappresentanti dell’organizzazione saranno in città - con le azioni previste, quelle messe in atto e quelle che arriveranno come il nuovo regolamento di polizia municipale, e l’individuazione di spazi in centro storico attrezzati per il pranzo, cercando di eliminare i pic nic su gradini di musei e di chiese.

Ma è chiaro che l’incentivo alla residenzialità e il blocco delle trasformazioni dei palazzi in alberghi è fino a questo momento il provvedimento che fa più rumore. E non a caso la giunta vuole ridurre al minimo il tempo tra l’annuncio della variante (l’adozione c’è stata giovedì) e l’approvazione da parte del consiglio comunale per evitare la corsa a protocollare nuove istanze. Martedì è previsto il primo passaggio in commissione con l’auspicio dell’assessore di trovare il consenso di tutti. «Il nuovo provvedimento consolida e non blocca tutte le operazioni che sono state portate a termine in questi anni e che invece andavano fermate subito, votando la Mozione che abbiamo presentato il 2 novembre 2015 e che la maggioranza ha bocciato», dice però il pd Andrea Ferrazzi.


la Nuova Venezia, 3 giugno
POSTI LETTO(47.229) QUASI COME I RESIDENTI
di Alberto Vitucci

Le camere censite nella città storica sono 25.400. San Marco e Cannaregio ormai sature

Le palline rosse (hotel e attività ricettive) e quelle blu (extralberghiere) sono dappertutto. Un reticolo fitto fitto, che fa impressione. È l'elaborazione grafica fatta in questi giorni dall'assessorato all'Urbanistica sulle destinazioni d'uso degli edifici della città storica. Un modo per quantificare le attività a uso alberghiero ed extralberghiero, i bed and breakfast, gli appartamenti a locazione turistica. «Lavoro preliminare alla delibera, necessario per avere un quadro definito», dice il dirigente dell'Urbanistica Vincenzo De Nitto.Oggi le camere censite - e denunciate - nella città storica sono 25.400. I posti letto in totale 47.229. Una cifra enorme, e forse nemmeno definitiva, perché molte attività ancora sfuggono al controllo del Comune e del fisco.47.229. Quasi il numero degli abitanti di Venezia che sono oggi ridotti a 54 mila. Un numero, quello dei posti letto turistici, che è andato aumentando negli ultimi anni, con particolare incremento negli anni del Giubileo - dall'anno Duemila - e poi in anni recentissimi.

Tendenza di mercato che ha permesso nelle maglie di una normativa piuttosto permissiva, di trasformare case in alloggi turistici, palazzi in grand hotel. La linea rossa e blu è intensa nella «pancia» della città, tutta l'area intorno a San Marco. Stelle rosse - alberghi di pregio - sul Canal Grande a Rialto e verso Ca' D'Oro e San Marcuola, intorno a San Marco, densità notevole soprattutto per gli extralberghieri anche a Cannaregio. Ancora esente dall'occupazione turistica il sestiere di Castello, dove sono pochissimi i grandi alberghi, meno che a Cannaregio, San Marco e Dorsoduro-San Polo gli appartamenti destinati ad attività turistica. Più rada la densità delle strutture turistiche alla Giudecca e al Lido. Alla Giudecca gli alberghi si contano sulle dita di una mano, quasi inesistenti gli affitti turistici. Dunque, dal punto di vista dei numeri, ogni giorno in città ci sono quasi 50 mila abitanti in più. Il numero dei «residenti» raddoppia, anche se non si tratta di cittadini residenti ma di turisti. Il loro numero è in continuo aumento, e adesso la «mappa» elaborato dall'assessorato all'Urbanistica consente di avere una percezione esatta - ma anche visiva - dell'occupazione della città. «Fa impressione perché lo spazio libero rimasto è davvero poco», commenta amaro un dirigente del Comune. Sono un centinaio i palazzi di pregio diventati hotel negli ultimi anni.


la Nuova Venezia, 2 giugno
LA GIUNTA BOCCIA I CAMBI D'USO TURISTICI

di Alberto Vitucci

Approvata la variante urbanistica che "congela" le trasformazioni di palazzi in hotel e appartamenti in bed and breakfast

Stop alle nuove strutture turistiche. Il cambio d'uso degli appartamenti e di palazzi non sarà più automatico e non sarà consentito ad eccezione di alcune aree (la Giudecca e il Lido) e di progetti «di particolare interesse». Che andranno approvati in deroga dal Consiglio comunale. Lo prevede la nuova Variante Urbanistica al Piano degli interventi della Città Antica, approvata ieri dalla giunta Brugnaro. Provvedimento forse tardivo, ma senz'altro di impatto. Che blocca l'apertura di nuove strutture ricettive per i turisti. Alla fine la giunta mette giù il carico da novanta. Il giudizio dell'Unesco si avvicina, e l'organizzazione mondiale ha chiesto «provvedimenti concreti». Questo lo è sicuramente. Mette un freno a una situazione ormai ingovernabile. Pone anche le basi per controlli a tappeto. Chi non risulta in regola, infatti - e «non esiste» rispetto all'anagrafe comunale - perderà ogni diritto e non potrà più riaprire l'attività. 

«È un punto chiave del nostro mandato», ha spiegato ieri l'assessore all'Urbanistica Massimiliano De Martin, «contrariamente a quanto è avvenuto finora, infatti, tutte le istanze di aprire nuove strutture ricettive o di ampliare quelle esistenti saranno congelate. La dimostrazione che come scritto anche nel programma del sindaco, questa amministrazione vuole invertire la tendenza». Il nuovo articolo 22-bis delle Norme tecniche di attuazione della VPRG per la Città antica, prevede adesso la «non ammissione», a partire dalla data di Adozione della variante da parte del Consiglio comunale, di «nuovi insediamenti o ampliamenti di attività ricettive alberghiere e complementari». 

Blocco che non sarà totale. «Eventuali deroghe», si legge nella nota dell'assessorato, «potranno essere autorizzate dal Consiglio comunale, previa presentazione di un progetto, sulla base di alcuni criteri». Come «la qualità delle strutture, l'alta gamma dei servizi offerti, la loro localizzazione all'interno del centro storico, la capacità di innescare processi di riqualificazione degli spazi pubblici circostanti, l'impatto occupazionale, l'indotto economico». Esclusi anche gli edifici compresi nei piani di alienazione del Comune. E quelli per cui le domande sono già «in itinere». «La commissione valuterà le proposte», dice la presidente Lorenza Lavini. Il blocco dovrebbe scattare dalla metà di giugno, giusto il tempo di portare la delibera a conoscenza della Municipalità e della commissione consiliare e poi al voto in Consiglio comunale. «Una necessità per arginare la pressione turistica», ripete De Martin. 

Le opposizioni ricordano di aver proposto un ordine del giorno bocciato dalla maggioranza due anni fa. «Ma non potevamo agire sull'onda dell'emotività», taglia corto De Martin, «prima dovevamo raccogliere i dati». Così nell'anno di grazia 2017, dopo decenni di allarmi e denunce non ascoltati, sappiamo finalmente «quanto» e «dove» sono le attività ricettive. E l'amministrazione ha capito che sono troppe e bisogna mettere uno stop. «Un provvedimento che farà voltare pagina», promette De Martin. V'è anche una norma che vieta di rilasciare licenze per locazioni turistiche in un edificio dove ci sia residenza. «Ma soprattutto», aggiunge De Martin, «non sarà più possibile il cambio d'uso. Adesso si può fare quando la superficie supera i 200 metri quadrati». Altra novità, chi apre un hotel a Venezia pagherà come in terraferma gli oneri peri parcheggi. La variante non si applica alla Giudecca dove gli alberghi «sono pochi» e al Tronchetto. Dove peraltro non sono previsti dal Prg.


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