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mercoledì 31 maggio 2017

Turismo: plateatici e spazzature

Governanti servitori dello sfruttamento turistico della città: ogni mercante si prende lo spazio pubblico che vuole, e i cittadini contribuenti pagano le tasse per i turisti. Cronache di Alberto Vitucci e Roberta De Rossi, la Nuova Venezia 30 e 31 maggio 2017 (m.p.r.)


la Nuova Venezia, 31 maggio 2017
STOP AI PLATEATICI
 L'INVASIONE NON SI FERMA
di Alberto Vitucci


Via ai pianini del Gran Viale, della Giudecca e di Sant'Agnese. Conferenza dei servizi ieri mattina a Ca'Farsetti per avviare l'approvazione di nuovi strumenti di riordino del plateatico e dell'occupazione di suolo pubblico. Strumento lanciato qualche anno fa dall'assessore Giuseppe Bortolussi (giunta Cacciari), poi ritirato e riveduto da Carla Rey (giunta Orsoni), adesso riproposto con la giunta Brugnaro. «Un problema complesso, che va affrontato un pezzo alla volta, settore per settore», dice l'assessore al Commercio e Plateatici Francesca Da Villa. Ancora saldamente al suo posto nonostante l'ultimatum inviato al sindaco dal suo partito, la Lega, due mesi fa. «Se resta rappresenta solo se stessa, perché sul referendum non ha seguito la linea della Lega», aveva accusato il segretario Sergio Vallotto. «Io vado avanti, lavoro», replica Da Villa. Un lavoro per il momento concentrato sui pianini. Della Conferenza dei Servizi che decide fanno parte anche i rappresentanti delle associazioni interessate, Pubblici esercizi e commercianti. «Sono gli stakeholders, li dobbiamo ascoltare», dice l'assessore, «e alla fine trovare un compromesso tra le attività economiche e il decoro». 

Per adesso l'ago della bilancia volge in favore delle categorie. Nonostante gli annunci, in alcune aree della città la situazione è peggiorata. Aree occupate da banchi ambulanti, per buona parte gestiti in subappalto da stranieri. Diventati veri e propri negozi con oggetti appesi. Dilagano anche i plateatici, così come le tende, sempre più grandi, sulla pubblica via. È il caso della Strada Nuova, dove in alcuni punti, verso Santi Apostoli, la viabilità è resa problematica da sedie e tavolini di nuovi esercizi, banchi e oggetti esposti da parte dei negozi. Tornano sedie e tavolini anche in luoghi che erano stati vietati. Come a ridosso delle chiese e anche in mezzo alla pubblica via. I pareri della Municipalità, che un tempo erano obbligatori, adesso non lo sono più. Il via libera arriva dai vigili, quasi in via automatica. 

In pratica ogni esercizio che apre ha diritto al suo plateatico. Cioè ad allargare il negozio sul suolo pubblico. Aprono senza rispettare un Piano che non c'è e senza chiedere la licenza. Basta avere l'autorizzazione per la canna fumaria e per le fosse settiche per poter aprire, solo con una Scia, cioè la dichiarazione di un professionista. Sparito anche il tetto delle attività nelle singole zone. Un bar può aprire anche accanto a un altro, senza chiedere niente a nessuno. Risultato, l'affollamento di Pubblici Esercizi che seguono il mercato, cioè i consumi del turismo mordi e fuggi.


la Nuova Venezia  30 maggio 2017
CITTÀ SEMPRE PIÙ AFFOLLATA DI TURISTI
CESTINI PIENI DI RIFIUTI
DIFFICILE SVUOTARLI TUTTI»
di Roberta De Rossi


Cestini rigurgitanti immondizia già alle due del pomeriggio: sul Ponte di Rialto, in Strada Nuova, nelle calli attorno a campo San Bartolomeo.

È accaduto in un “banale” lunedì, come già si era registrato sabato e domenica. Bottiglie di plastica, carte unte, bicchieri sporchi di gelato, a mucchi, sopra e accanto ai cestini, non in grado di contenerli tutti: segno di una città sempre più affollata di turisti, non solo nei fine settimana.

«Abbiamo avuto qualche difficoltà nello spazzamento delle strade», confermano dall’Ufficio relazioni esterne di Veritas, «a causa di una quantità anomala di rifiuti, prodotti tra sabato e domenica. Certamente in centro si tratta di rifiuti collegabili al turismo, anche se c’è da dire che nelle zone più periferiche continua il fenomeno - illegale - di chi utilizza i cestini per gettare i sacchetti dell’immondizia di casa».

Fuor di metafora: non bastano gli spazzini per pulire la città da rifiuti in costante aumento. Un fenomeno non certo di questi giorni: le 51.485 tonnellate raccolte nel 2014 a Venezia, Murano e Burano, sono diventate 52.647 nel 2015, per crescere fino a sfiorare le 54 mila tonnellate nel 2016. E il trend - conferma Veritas - è in aumento anche quest’anno.

A Venezia è come se ogni abitante producesse il doppio di rifiuti: se la media veneta è di 1,8 chili a testa, a Venezia è di 2,8. Lasciti dei turisti messi (in parte) in conto ai residenti in città: il solo spazzamento delle strade, con relativa pulizia dei cestini, costa 6 milioni e mezzo all’anno. Tutti messi in bolletta ai residenti.

Per il servizio di raccolta porta-a-porta e pulizia della città e delle isole, Veritas spende 81 milioni di euro l’anno. Naturalmente, alberghi, ristoranti hanno un ricarico della Tari proporzionale alle loro attività e, quindi, contribuiscono per la loro parte alle spese di Veritas, ma per il resto ci pesano i veneziani: rincaro dei biglietti Actv e tassa di soggiorno non vengono dirottate sui conti dell’azienda. 
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