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martedì 16 maggio 2017

In Senato arriva il salva-abusivi

«Una proposta di legge dei verdiniani sottoscritta da un’ampia maggioranza allontana le ruspe dai fabbricati, basta dimostrare che siano abitati. Solo in Campania sono 70 mila». il Fatto Quotidiano, 16 maggio 2017 (p.d.)

Giovedì arriva nell’aula del Senato il progetto di legge “blocca ruspe”. La giunta della Campania, guidata da Vincenzo De Luca, lo attende con trepidazione da mesi, al punto da averne anticipato gli effetti in una proposta di legge regionale approvata il 16 marzo scorso. E il momento è arrivato. Sembra proprio che il progetto normativo – primo firmatario il verdiniano Ciro Falanga – abbia la strada spianata, almeno al Senato. Il testo con pochi emendamenti è stato approvato nelle commissioni di Palazzo Madama con una maggioranza inedita che va dal Pd a Forza Italia e M5S.

Tutti d'accordo nel fermare le demolizioni introducendo nella normativa due criteri che lasciano ampie possibilità di farla franca. Il primo è quello della penuria di fondi. La legge assegna per l’esecuzione delle demolizioni appena 10 milioni di euro ogni anno fino al 2020. Basta per eseguirne 130-140 all’anno. Con il secondo si stabilisce che tutte le case abitate saranno messe in coda alla lista degli edifici da demolire, senza distinzioni tra casotti di tufo e ville con piscina. “Ma l’aspetto più grave – rincarano il coordinatore nazionale dei Verdi Angelo Bonelli e il responsabile territorio e paesaggio Sauro Turroni – è che l’applicazione non ha limiti di tempo a differenza dei condoni. Questo significa che chiunque potrà edificare una villa sulla costa, in una vallata o in qualunque altro luogo avendo i requisiti di necessità, uno strumento formidabile anche in mano alla criminalità che potrà agire indisturbata utilizzando dei prestanome”.

Secondo la lettura dei Verdi si fermeranno anche le demolizioni delle case abitate edificate nelle aree protette, con vincolo ambientale e idrogeologico. “Appellandosi a questa legge, gli avvocati faranno giustamente il loro dovere che è quello di tentare ogni strada per impedire la demolizione dell’immobile del proprio assistito – ha avvertito il procuratore generale di Napoli Luigi Riello – ogni legale dirà: perché demolite casa al mio cliente e non a quell’altro? È stato verificato che l’ordine di priorità è stato rispettato? Sono stati controllati bene tutti i criteri? I quali criteri, mi si permetta di dirlo, mi sembrano evanescenti”.

Ed è soprattutto in Campania che l’abusivismo edilizio è diventato una piaga storica, favorita più che contrastata dalla politica in cambio di voti. Tanti. Nella regione dove circa il70% dei Comuni è privo di un Piano regolatore e anche la zona rossa intorno al Vesuvio è intensamente popolata, le case abusive sono oltre 70 mila. Per De Luca non c’è alternativa. Da poco eletto governatore, spiegava: “Ci vuole una sanatoria, si tratta di buon senso”. E poi: “Se c’è un povero cristo che nell’entroterra campano, senza danneggiare nessun paesaggio, ha fatto l’abuso, lo si sana perché non abbiamo alternative”. Ogni anno in Italia vengono realizzate 20 mila nuove case abusive. In Sicilia anche il governatore Rosario Crocetta ha proposto di fermare le ruspe, nonostante esista una casa abusiva ogni 900 metri di costa.
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