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A volte dimentichiamo che i custodi del paesaggio, pochi e tenaci, sono generosi.  A tutti, anche ai distratti, regalano una scintilla.  L'istante di meraviglia nel quale, rivolti al compagno di viaggio, diciamo: guarda! (m.b.)

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giovedì 18 maggio 2017

Accordo sulle grandi navi. Martini verso l’addio al Pd

Un autorevole e rispettato amministratore, iscritto al partito di Renzi e Franceschini (il partito preferito nelle parole e nei fatti, dal sindaco Brugnaro), sembra decidere che in un partito così lui non ci sta. La città guadagna una speranza. La Nuova Venezia, 18 maggio 2017


«Se le cose in città vanno avanti così, non rinnoverò la tessera Pd». L’annuncio, accompagnato da una lunga nota polemica e accorata, è del presidente della Municipalità di Venezia Giovanni Andrea Martini e il “cuore” del disagio è per lui la vicenda Grandi Navi a cominciare «dall’accordo annunciato, in occasione della visita del ministro Franceschini, tra Governo, Comune e Autorità portuale per la soluzione del Canale Vittorio Emanuele come scelta risolutiva per il problema delle grandi navi». Ricorda tra l’altro Martini: «Il programma con il quale ci siamo presentati alle elezioni per il Consiglio di municipalità nel 2015 riportava “no agli scavi e fuori le grandi navi dalla laguna”. Lo stesso programma con cui è stata eletta la nostra segretaria comunale nel 2016 parla chiaramente di “niente nuovi scavi in laguna”. Siamo la Municipalità di Venezia, un’istituzione che dal partito deve essere riconosciuta e ascoltata».

E rincara la dose: «Credo che occorra fare chiarezza. Non possiamo che ringraziare la segretaria comunale, attenta e in sintonia su questi temi, ma abbiamo constatato l’assenza al suo fianco dei rappresentanti più vicini a Renzi prima e a Gentiloni adesso. Abbiamo assistito sgomenti all’accordo dichiarato tra Franceschini, Brugnaro e Musolino sul Canale Vittorio Emanuele senza nemmeno un passaggio per il partito locale. Come possiamo riconoscerci nelle posizioni del Pd nazionale che decide senza fare ascolto? È sotto gli occhi di tutti che non c’è alcuna interlocuzione col partito nazionale, che sembra operare senza conoscere, o, peggio, senza essere messo nelle condizioni di conoscere la realtà. A questo punto, un chiarimento è necessario». Manifestando «l’intenzione, se non ci saranno evoluzioni concrete - scrive ancora Martini - di non rinnovare la tessera del partito, di un partito che sembra aver perso o di voler perdere contatto con la realtà locale. Sono certo che tutto si chiarirà nelle prossime settimane e nei prossimi mesi e questo può accadere se i parlamentari del partito si faranno, cioè, portavoce del malessere della città, se manifesteranno il loro dissenso per la soluzione Canale Vittorio Emanuele e qualsiasi altro canale che possa condurre le navi in laguna». 

Getta acqua sul fuoco il segretario comunale del Pd Maria Teresa Menotto: «Comprendo la posizione di Martini, anche se la ritengo un po’ eccessiva. Non c’è dubbio, però, che un maggior dialogo tra Pd veneziano e nazionale, anche con i suoi membri al governo, sia necessario». Più netto il capogruppo del Pd Andrea Ferrazzi: «I tre punti qualificanti del Pd sulla questione Grandi Navi sono sempre stati la difesa dell’home port di Venezia, la tutela della capacità economica e dei posti di lavoro e la sostenibilità ambientale degli interventi che dovranno superare la valutazione d’impatto. Mi sembra che li stiamo rispettando». 
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