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mercoledì 12 aprile 2017

La percezione della paura

Due  giornalisti sullo stesso argomento.La conclusione è la stessa: i mass media barano e gonfiano un fenomeno che non c'è. Ma l'uno (Vittorio Emiliani) parla schietto, l'altro (ci perdoni Corrado Augias) è un po' ipocrita e difende la corporazione. la Repubblica, 12 aprile 2017

Vittorio Emiliani domanda

CARO Augias, i Tg e anche molti quotidiani sono pieni di sangue, omicidi e femminicidi, gente che vuole armarsi. Un quadro che moltiplica per mille le insicurezze. Risponde al vero? No. Gli immigrati residenti sono saliti da 3 a 5,4 milioni nell’ultimo decennio (+83,7%), mentre gli omicidi sono drasticamente diminuiti: da oltre 600 a 438 (-27%). Nel 1991 erano ancora 1.910, la metà attribuita a mafia-camorra-’ndrangheta. In Italia si assassina meno che in Finlandia, Belgio, Grecia, Irlanda, Portogallo, Regno Unito, Austria e Danimarca. Per non parlare degli Stati Uniti. Siamo alla pari, o leggermente sotto, a Francia, Spagna, Olanda, Germania. Lì i Tg nazionali danno forse notizia di “un nuovo omicidio” in qualche sperduto paese? Da noi sì, e con grande evidenza. 

Dal 2010 agli inizi del 2013 (fonte Polizia di Stato), anche le vittime di femminicidio risultano diminuite dell’8,5 %. E per i migranti? Le richieste di asilo da noi risultano pari a meno di 1400 per 1 milione di abitanti, mentre in Ungheria sono oltre 17.500, in Svezia oltre 16.000, in Austria quasi 10.000, in Finlandia 6.000 e in Germania 5.441. Parlare di “invasione” è improprio. Ma perché allora i media ci fanno comparire come un popolo di omicidi, con extra-comunitari pronti ad uccidere, sommersi di rapine, furti e altro?

Corrado Augias risponde

COME diceva mia nonna non si deve fare d’ogni erba un fascio. I titoli dei giornali di destra sono una cosa, quelli degli altri una diversa. Le ragioni sono note, evidente la strumentalità politica: più c’è paura più guadagnano le destre che proliferano sui sentimenti forti: paura e rabbia sociale. Al netto di questa diversità, la stampa dà comunque troppa evidenza ai fatti di sangue? È possibile. Intanto siamo noti nel mondo per essere un popolo molto emotivo, i più cattivi si riferiscono a noi come “i brasiliani d’Europa”. Non è giusto, ma i pregiudizi non vanno tanto per il sottile. Ci sono anche altre ragioni per il fenomeno denunciato nella lettera. I grandi mutamenti in corso hanno colpito nel profondo. Non si tratta soltanto del rapido impoverimento delle classi medie, ma di un insieme di cambiamenti che sta sconvolgendo abitudini consolidate e lo stesso profilo della vita associata soprattutto nelle cittadine e nei paesi. 

La paura sociale è come la temperatura, conta non il termometro ma la percezione. Un immigrato pazzo che a Milano uccide i passanti a colpi di mannaia, un pregiudicato serbo che nel ferrarese spara al primo accenno di resistenza a una rapina, scuotono gli animi più di ogni più rassicurante (e veritiera) statistica. Nei giorni scorsi il questore di Milano diceva: gli omicidi sono diminuiti e le richieste di porto d’armi aumentate a dismisura. C’è una logica? Non c’è, nelle reazioni nervose ed emotive la logica non c’è mai. E la stampa che Emiliani mette sotto accusa? A parte gli eccessi strumentali cui accennavo, la stampa un po’ fa il suo mestiere, un po’ - diciamolo - ci marcia. Gli omicidi intimoriscono ma, paradossalmente, attraggono, sono un tema ghiotto. Basta pensare a quanti ne consuma ogni giorno la televisione.
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