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Aed Abu Amro, il ragazzo divenuto simbolo della “Grande marcia del ritorno”, la protesta dei palestinesi della striscia di Gaza iniziata il 30 marzo di quest'anno per rivendicare il loro diritto di tornare alle loro case e famiglie da dove sono stati espulsi 70 anni fa. In questi sette mesi le forze israeliane hanno ucciso almeno 205 palestinesi nell'enclave costiera assediata, compresi giornalisti e paramedici, e ferendone oltre 18.000.(i.b.)

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mercoledì 8 marzo 2017

Ungheria, detenzione per chi chiede asilo

«Sentenza a sorpresa della Corte di giustizia europea “Gli Stati non sono obbligati a concedere visti umanitari”». Incredibile avallo dell'UA al peggior emulo di Adolf Hitler oggi al governo ne mondo "sviluppato". la Repubblica, 8 marzo 2017

DETENZIONE automatica per chiunque chieda asilo entrando in territorio ungherese. È legge da ieri mattina, votata dalla Orszagház (casa della nazione, Parlamento magiaro), dominato dalla Fidesz, partito del popolare premier nazionalconservatore Viktor Orbán, liberamente eletto e rieletto al potere. «E’ una decisione contro la Ue, lo so ma siamo assediati, e una prossima grande ondata migratoria è vicina», egli ha detto.

La nuova sfida di Orbán arriva proprio nel giorno in cui la Corte di giustizia europea, respingendo il ricorso di una famiglia siriana che tentava di entrare in Belgio, ha deciso a sorpresa con una sentenza che gli Stati “non sono obbligati a garantire visti umanitari a persone che desiderano entrare nel loro territorio con l’obiettivo di presentare richiesta d’asilo”. In Ungheria, i nuovi migranti che riusciranno a entrare nel Paese saranno alloggiati in campi di raccolta costruiti con enormi alloggi-container in fila parallela circondati da filo spinato, finché il loro caso non sarà esaminato. Verso il summit straordinario della Ue a Roma il 25 marzo, è una sfida. Si reintroduce l’arresto automatico dei richiedenti asilo, sospeso nel 2013 su richiesta della Ue e dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr). «Con Donald Trump presidente eletto a Washington, elogiato da Orbán, il vento è cambiato», dicono fonti diplomatiche Nato per telefono.

Secondo l’Alto commissariato Onu per i diritti umani «vengono violati diritto internazionale e Ue, ciò avrà un impatto terribile». In vista del vertice Ue di Roma sul futuro dell’Europa Orbán ha definito l’immigrazione «veleno e cavallo di Troia del terrorismo». Nel 2016 circa 30 mila migranti sono arrivati in Ungheria, la maggioranza per proseguire il viaggio verso Svezia o Germania.

Di loro solo 425 hanno ottenuto asilo. È in costruzione la seconda barriera anti migranti al confine serbo: “barriera intelligente”, un sensore ogni 15 cm. Human Rights Watch accusa, ma senza prove, i soldati ungheresi di pestare i migranti e filmare tutto su selfies. Il partito di Orbán è membro del Ppe (Popolari europei).





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