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La Galleria di Milano requisita per una cena benefica. Per non turbare il senso estetico dei lussuosi ospiti, le barriere che bloccano gli ingressi sono state dipinte d'oro. Il nudo cemento va bene solo in periferia. (p.s.)
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domenica 12 marzo 2017

Laboratorio locale di nuova economia

«Falegnami, restauratori, corniciai, parrucchieri artistici, un bronzista, un calderaio… hanno creato un’istallazione che hanno chiamato Eco-house». comune-info, 11 marzo 2017 (c.m.c.)



Fin da quando l’economia divorziò dalla filosofia e dalla morale, pretendendo di assumere uno statuto scientifico autonomo, si palesarono due tendenze: quella – ahimè vincente – basata sull’individualismo degli interessi di Adam Smith (di fede calvinista) e quella del suo contemporaneo meno noto Antonio Genovesi (napoletano di fede cattolica), primo cattedratico di economia in Europa all’Università di Napoli (1754), che considerava il mercato come una civilissima forma di “mutua assistenza”, capace di tenere assieme individui e comunità. A questa seconda scuola di pensiero si è ispirato il Laboratorio Nazionale di Nuova Economia, un gruppo informale che dal 2012 ha raggruppato ricercatori e attivisti di varie associazioni, fondazioni culturali, reti di economia solidale, tra cui Banca popolare Etica, Arci, Arcadia University, Attac Italia, Solidarius Italia.

Il loro scopo è stato studiare e accompagnare pratiche locali capaci di «coniugare l’economia e la finanza con la solidarietà, l’etica, la socialità, l’ecologia, le buone relazioni». Una di queste esperienze è in corso da circa tre anni a Roma, al III Municipio, tra via Salaria e via Nomentana.

Dopo molte riunioni periodiche aperte agli abitanti e incontri con gli operatori economici è stato organizzato nella piazza antistante il Municipio un incontro/evento per condividere con gli abitanti i risultati della ricerca-azione e una piccola fiera dell’artigianato di qualità del quartiere che mostrasse abilità e competenze degli artigiani. Falegnami, restauratori, corniciai, parrucchieri artistici, un bronzista, un calderaio… hanno creato un’istallazione che hanno chiamato Eco-house attorno a cui si sono svolte varie attività dimostrative. Le botteghe artigianali e il recupero di mestieri antichi possono costituire il tessuto su cui ricostruire relazioni sociali nelle aree urbane pesantemente colpite dalla crisi.

Oltre a ciò il Laboratorio è impegnato a costruire un circuito virtuoso tra il negozio locale di prodotti biologici Passo al Bio, rilevato da una cooperativa, il Gruppo di acquisto solidale, le cooperative sociali agricole del vicino Parco della Marciliana e i produttori della filiera agroalimentare che fanno parte della Rete dell’economia solidale del Lazio.

Soana Tortora, di Solidarius Italia, impresa sociale che si ricollega alle attività del filosofo brasiliano Euclides Mance, è una delle animatrici del gruppo di regia del Laboratorio: «Come ricercatori non siamo partiti dalle definizioni teoriche che connotano le varie esperienze di Nuova economia. Ci interessa piuttosto vedere dove ci porta un metodo davvero partecipativo di progettazione sociale. Come abitanti siamo impegnati a costruire relazioni comunitarie per mantenere di buona qualità le funzioni residenziali e la vocazione artigianale del quartiere attaccate dall’eccessivo costo dei fitti, dagli sfratti per cambio di destinazione e dal contemporaneo degrado e abbandono di molti edifici».
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