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LA RAPINA DELLA TERRA AGLI ULTIMI

LA RAPINA DELLA TERRA AGLI ULTIMI
Sottrarre l'uso del suolo alle esigenze elementari (dall'alimentazione all'acqua, dall'abitazione alla riserva per gli usi futuri) delle comunità che lo abitano, è diventato in vaste regioni del sud del mondo, un ulteriore strumento di sfruttamento degli ultimi a vantaggio dei più ricchi. Il Land Matrix, un osservatorio indipendente del "land grabbing" registra che ad ora sono state concluse 557 transazioni, per un totale di 16 milioni di ettari (più o meno la metà della superficie dell’Italia) e altre, riguardanti circa 10 milioni di ettari, sono in corso. Questo fenomeno provoca l’espropriazione forzata e conseguentemente l'impoverimento e l'annientamento di comunità locali, la cui sopravvivenza è strettamente legata all'accesso a queste terre. (a.b.)

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lunedì 20 febbraio 2017

Un mese di Trump, Joseph Stiglitz spiega come sopravvivere a The Donald

Anche negli Usa di Donald D. Trump, contro chi vuole distruggere le conquiste di un passato migliore del presente, la parola d'ordine è la stessa: resistere, resistere, resistere. Huffington Post, 20 febbraio 2017


A un mese esatto dall’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca, il premio Nobel per l’Economia Joseph Stiglitz pubblica sul Guardian una riflessione su come sopravvivere all’era Trump senza diventare ciechi e sordi di fronte a violazioni dello stato di diritto che si annunciano continue. In una parola: resistere. Senza mai abbassare la guardia, resistere. Senza stancarsi, resistere.

Scrive Stiglitz:

«Se c’è un risvolto positivo nella nube Trump, è un nuovo senso di solidarietà su valori fondamentali come tolleranza ed eguaglianza, sostenuto dalla consapevolezza dell’intolleranza e della misoginia, sia nascoste che evidenti, incarnate da Trump e dal suo team. E questo senso di unità è diventato globale, con Trump e i suoi alleati che stanno riscontrando rifiuto e proteste in tutto il mondo diplomatico».

Il premio Nobel , che oggi insegna alla Columbia University, porta l’esempio dell’American Civil Liberties Union (Unione Americana per le Libertà Civili) che – “avendo anticipato che Trump avrebbe presto calpestato i diritti individuali – si è mostrata più preparata che mai a difendere principi chiave della Costituzione come il giusto processo, l’equale protezione e la neutralità ufficiale riguardo alla religione. Nei mesi scorsi – sottolinea Stiglitz – gli americani hanno supportato l’organizzazione con milioni di dollari di donazioni”.

«Allo stesso modo – continua l’autore de Il prezzo della diseguaglianza -, in giro per il Paese, dipendenti e consumatori hanno espresso la loro preoccupazione per amministratori delegati e consigli d’amministrazione che sostengono Trump”. Di fronte all’atteggiamento spesso opportunista e spregiudicato di investitori e vertici aziendali, spetta ai singoli il compito di “rimanere vigili e resistere, ove necessario».

Scrive ancora Stiglitz:

«Media di primo piano come The New York Times e The Washington Post hanno finora rifiutato di normalizzare la negazione di Trump dei valori americani. Non è normale per gli Stati Uniti avere un presidente che rigetta l’indipendenza dei giudici; rimpiazza i funzionari più esperti dell’esercito e dell’intelligence al cuore della legislazione sulla sicurezza nazionale con un fanatico dei media dell’estrema destra; e, di fronte all’ultimo test missilistico della Corea del Nord, promuove le iniziative imprenditoriali di sua figlia».

Tutto questo – conclude Stiglitz – non è normale né accettabile, ed è importante ricordarselo sempre per evitare di diventare “insensibili” a questi e altri abusi di potere.

«Una delle sfide più grandi di questa nuova era sarà restare vigili e resistere – ogni volta e in ogni luogo in cui sarà necessario».

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