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Aed Abu Amro, il ragazzo divenuto simbolo della “Grande marcia del ritorno”, la protesta dei palestinesi della striscia di Gaza iniziata il 30 marzo di quest'anno per rivendicare il loro diritto di tornare alle loro case e famiglie da dove sono stati espulsi 70 anni fa. In questi sette mesi le forze israeliane hanno ucciso almeno 205 palestinesi nell'enclave costiera assediata, compresi giornalisti e paramedici, e ferendone oltre 18.000.(i.b.)

FARE SPAZIO ATTIVITA' CULTURALI

DAI MEDIA

sabato 25 febbraio 2017

Resiste a L’Aquila un’altra Italia dell’accoglienza

C'è qualche luogo in Italia dove i fragili e i diversi sono accolti perchè sono una ricchezza. Residui di un passato migliore o germi di un futuro meno disumano? dipende anche da noi. il manifesto, 25 febbraio 2017


«Come fate a vivere senza documenti? Se vi chiappano i carabinieri, vi rimbarcano in Africa». Con ingenuo stupore Benito, uno dei reporter, uno degli ospiti della "comunità XXIV luglio handicappati e non» che si sono improvvisati giornalisti e hanno girato con un pulmino nelle comunità d’accoglienza dei migranti, fa domande, chiede agli anziani dei paesi, riflette coi compagni e si confronta con questi ragazzi stranieri venuti dal mare.

«Siete del Bangladesh? E addò sta il Bangladesh?», «Fate il Ratatan? No, si chiama Ramadan, un mese di digiuno per osservanza religiosa». La faccia del paese migliore, quello dove due fragilità – i disabili e gli immigrati- si incontrano e s’interrogano, abbattendo i pregiudizi. L’Italia di questi piccoli paesi, dove l’accoglienza ha radici antiche ed è un gesto di arricchimento culturale.

La XXIV luglio è una onlus dell’Aquila, attiva da oltre quarant’anni, che utilizza il teatro, la fotografia e altre forme di comunicazione nel percorso di riabilitazione. Nata come attività di reportage audiovisivo (con l’assistenza di volontari videomaker professionisti), un viaggio durato una settimana tra i paesi dell’Appennino (Marche, Molise e Abruzzo,) incontrando maghrebini e africani, asiatici e profughi.

Ora è un doc I migrati, diretto da Francesco Paolucci, che andrà in onda stasera alle 23.50 su Tg2Dossier e domani alle 19.20 su Tv2000. Uno sguardo ravvicinato e curioso verso questi nuovi cittadini che provano a inserirsi nella società, a dimenticare un passato fatto di guerre, privazioni e violenze. «Sono stati quattro giorni in mare, l’esperienza più terribile che mi è capitata, prima il viaggio passando per Sudan, Egitto e Libia, qui voglio rifarmi una vita» racconta una ragazza somala, accolta in una di queste cooperative solidali che si avvalgono dell’aiuto di mediatori culturali.

I quattro cronisti di giornata – Benito, Barbara, Gianluca e Giovanni – chiedono agli abitanti se gli stranieri si sono integrati nella vita del paese. «Ma questi ragazzi, la sera, se ne vanno fuori a bere un aperitivo, una birra?». E restano sorpresi del divieto di consumare alcol, per motivi religiosi. Le situazioni sono molto più semplici e gestibili, dando un carattere leggero e piacevole a tutta la vicenda dove si lavora per l’apprendimento dell’italiano, tra giochi linguistici e indovinelli metafisici.
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