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mercoledì 1 febbraio 2017

Quale accoglienza in europa per i minori non accompagnati?

Una delle tante inadempienze del governo italiano in materia di accoglienza. Il testo integrale dell'intervento di Barbara Spinelli, eletta nella lista "L'Altra Europa con Tsipras". barbara-spinelli.it, 30 gennaio 2017


«Fra i problemi più drammatici associati all’esodo dei migranti sono le vittime di tratta e la carenza di adeguate strutture di accoglienza e protezione per i minori non accompagnati, in gran parte destinati a finire nelle mani delle reti criminali internazionali. In Europa, secondo l’Europol e l’Alto Commissariato per i Rifugiati (UNHCR), nel gennaio 2016 erano 10.000 i minori scomparsi; di questi, più di 6.000 in Italia, dove l’incuria delle istituzioni è sovrana e dove le procedure di identificazione, spesso crudeli e inaccettabili, spingono alla fuga. Un gruppo di esperti del Consiglio d’Europa ha denunciato le gravi carenze dell’accoglienza nel nostro paese. Secondo la parlamentare europea si tratta di “un successo nato dalla collaborazione tra società civile e istituzioni europee”» (m. c. g.)


Accolgo positivamente – ha dichiarato l’eurodeputata del gruppo GUE/NGL – il rapporto del gruppo di esperti anti-tratta incaricato dal Consiglio d’Europa di monitorare l’attuazione della Convenzione sulla lotta contro la tratta degli esseri umani nel nostro Paese. Benché l’Italia abbia ratificato la Convenzione, permangono gravi lacune e violazioni verificate dal GRETA durante una visita effettuata a settembre dello scorso anno negli hotspot e nei centri di accoglienza.

Il procedimento d’urgenza avviato nel 2016 sull’Italia ha messo in luce preoccupanti falle nell’accoglienza, nella detenzione e nel rimpatrio delle vittime di tratta e una grave situazione di incuria nei riguardi dei minori non accompagnati. Oltre che alle denunce delle Ong che con competenza e determinazione si occupano di vittime di tratta e minori non accompagnati, la visita ha fatto seguito a una mia lettera inviata a Frontex, al Ministero dell’Interno italiano e per conoscenza all’Ombudsman il 14 ottobre 2015, e a un’interrogazione scritta alla Commissione europea del 10 novembre 2015, in cui criticavo il rimpatrio forzato di venti donne nigeriane dal CIE romano di Ponte Galeria, e a un’interrogazione 
























































































































































































































scritta alla Commissione europea del 13 maggio 2015 in cui denunciavo l’uso del manganello elettrico nel CPA di Pozzallo per il rilascio forzato delle impronte, anche di minori.

Entrambe le denunce sono state possibili grazie a una stretta collaborazione con attivisti e associazioni della società civile, tra cui BeFree, Terre des Hommes, Campagna Lasciatecientrare e Clinica legale dell’Università Roma3.

Unendomi alla richiesta del Consiglio d’Europa affinché il governo italiano metta al più presto in atto le misure necessarie per proteggere adeguatamente i migranti e i rifugiati in balia dei trafficanti di esseri umani e agisca con determinazione per combattere il fenomeno della tratta in Italia, auspico che la collaborazione tra rappresentanti della società civile e istituzioni – che ha prodotto questo importante risultato – venga sostenuta e incoraggiata nelle democrazie dell’Unione come un elemento chiave per la tutela dei diritti, anziché subire crescenti e preoccupanti limitazioni.
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