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PONTE MORANDI UN ANNO DOPO

PONTE MORANDI UN ANNO DOPO
Il 14 agosto di un anno fa, uno degli emblemi della 'modernità' crollava, trascinando con se 43 persone e travolgendo la vita di centinaia di sfollati e di una regione intera. Un episodio che avrebbe dovuto mettere in discussione la logica perversa che sta facendo marcire l'infrastruttura fisica e sociale del nostro paese. A un anno dal dramma nulla è cambiato, prosegue il disprezzo per la manutenzione, la sicurezza e la tutela dell'ambiente: nessuna revoca delle concessioni ai privati (interessati solo ai profitti) e finanziamenti al 'nuovo', dove corruzione, speculazione e interessi particolari possono fare i loro porci comodi. In Italia metà delle concessioni autostradali fanno riferimento a società collegate alla famiglia Benetton, che non sono un modello di imprenditoria ma emblemi di sfruttamento umano e ambientale. (ib & es)

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sabato 11 febbraio 2017

Pelle d'agnello

Bella doppietta quella del gentiluomo incaricato di sparare i colpi che il suo principale avrebbe voluto esplodere ma non può. Due provvedimenti, uno verso l'esterno, l'altro all'interno; l'uno per ridurre il livello d'accoglienza nei confronti dei forestieri poveri usandoli come schiavi se entrano e l'altro per rendere più difficile la vita ai poveri che stanno nelle nostre città, introducendo un'apartheid sociale. Gentiloni Silveri si è collocato proprio bene nel Museo degli uomini di governo: sta tra Donald D. Trump. Imperatore e Luigi Brugnaro, sindaco di Venezia. Sembra che ci stia bene.
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