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8 GIUGNO: MAI PIU'

8 GIUGNO: MAI PIU'
Dopo l'incidente di domenica mattina, nel quale una gigantesca nave da crociera ha investito un' imbarcazione e si è schiantata contro la riva, è stata indetta una manifestazione contro le grandi navi in Laguna. E' dal 2006 che A Venezia ci si oppone a questi mostri d'acciaio, pericolosi, inquinanti, devastanti. Non mancherebbero provvedimenti ai quali appellarsi per tenere fuori le navi, ma le istituzioni non esercitano i loro poteri, colluse come sono con gli interessi economici dominanti. Domani tutti alle Zattere, ore 16.00, anche se il prefetto ha negato il permesso di concludere il corteo a Piazza San Marco, luogo aperto a tutti i turisti e mercanti ma non a chi protesta! (a.b.)

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lunedì 6 febbraio 2017

Donald chiama Gentiloni: patto sulla Libia

«Prima telefonata tra Trump e il premier italiano. Riaffermati gli impegni nella Nato e nella lotta al terrorismo» Quindi è confermato che il governo Gentiloni è ancora peggiore del governo Renzi. La Repubblica, 5 febbraio 2017

Donald Trump e Paolo Gentiloni si sono parlati per la prima volta al telefono: una breve conversazione, mezz’ora circa, per conoscersi e avviare la discussione su alcune questioni di interesse comune. Il tema più sentito, che ha occupato un terzo della telefonata, è stato la Libia, anche in chiave di lotta al terrorismo. Un argomento su cui Trump ha insistito particolarmente nel corso della conversazione. Gentiloni gli ha illustrato i termini dell’accordo appena stipulato con Tripoli per la lotta contro il traffico di esseri umani e per le politiche dell’accoglienza e la regolazione dei flussi migratori nel rispetto dei diritti umani. Poi hanno discusso della commessa degli F-35, del vertice di Taormina del G7 a maggio, del ruolo della Nato e dell’Unione europea.

I due leader hanno ribadito l’importanza dell’alleanza e della cooperazione tra Italia e Stati Uniti su problemi regionali e globali.Non è ancora chiaro, ovviamente, se si nasconda dell’altro dietro questo giudizio ufficiale. Nelle precedenti telefonate con altri capi di Stato e di governo, infatti, il neopresidente americano aveva dimostrato di voler adottare un stile più battagliero e meno diplomatico: con il premier australiano Malcolm Turnball, ad esempio, si era irritato a tal punto su un accordo per i rifugiati, da buttargli giù il telefono. L’obiettivo di Trump, secondo gli osservatori, è sempre lo stesso: conquistare una posizione negoziale più forte nei confronti degli interlocutori, cercando di metterli sulla difensiva.

È successo così anche con Gentiloni? Certo Trump ha accolto con piacere l’invito di Gentiloni a venire a Taormina con la moglie Melania, in primavera. Il presidente americano, ha detto, sarà felicissimo di partecipare perché l’Italia occupa un bel posto nel suo cuore, grazie anche ai tanti elettori italoamericani che lo hanno votato.


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