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LA RAPINA DELLA TERRA AGLI ULTIMI

LA RAPINA DELLA TERRA AGLI ULTIMI
Sottrarre l'uso del suolo alle esigenze elementari (dall'alimentazione all'acqua, dall'abitazione alla riserva per gli usi futuri) delle comunità che lo abitano, è diventato in vaste regioni del sud del mondo, un ulteriore strumento di sfruttamento degli ultimi a vantaggio dei più ricchi. Il Land Matrix, un osservatorio indipendente del "land grabbing" registra che ad ora sono state concluse 557 transazioni, per un totale di 16 milioni di ettari (più o meno la metà della superficie dell’Italia) e altre, riguardanti circa 10 milioni di ettari, sono in corso. Questo fenomeno provoca l’espropriazione forzata e conseguentemente l'impoverimento e l'annientamento di comunità locali, la cui sopravvivenza è strettamente legata all'accesso a queste terre. (a.b.)

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domenica 15 gennaio 2017

Migranti minori. Fano e il no «preventivo» a 32 stranieri sotto i 18 anni

Anche oggi, una testimonianza dell'epidemia velenosa che serpeggia nel popolo italiano. Dicono che ospitare bambini cacciati dalle loro terre può minacciare il business turistico  e la sicurezza pubblica,«visti i recenti fatti di cronaca che leggiamo tutti i giorni» (?!).L'Avvenire, 15 dicembre 2017

È bastata la sola ipotesi del possibile arrivo di 32 profughi minorenni per mandare in allarme la piccola frazione di Ponte Sasso, nel Comune di Fano, in provincia di Pesaro Urbino. I giovanissimi migranti dovrebbero essere ospitati in una porzione di prossima ristrutturazione dell’ex colonia marina Mater Purissima, di proprietà dell’Arcidiocesi di Urbino.

Il bando del ministero dell’Interno per l’accoglienza attraverso i progetti Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) non è stato ancora formalmente aggiudicato al Comune di Fano e alla cooperativa Labirinto ma alcuni residenti, insieme alle associazioni di categoria e ad un comitato civico, hanno avviato da giorni una serie di iniziative pubbliche di protesta. In una lettera, indirizzata ai mezzi di informazione, i firmatari parlano di minaccia «alla sicurezza pubblica ed economica visti i recenti fatti di cronaca che leggiamo tutti i giorni». Per alcuni esercenti del posto inoltre la presenza di questi minori potrebbe compromettere la prossima stagione turistica mentre, su facebook, è particolarmente attivo il gruppo pubblico 'Se sei di Ponte Sasso', dove si possono leggere una marea di commenti dai toni spesso molto pesanti.

Eppure gli abitanti di Ponte Sasso non ci stanno a passare per razzisti ed hanno appeso davanti alla colonia un maxi striscione con la scritta «Salviamo la nostra infanzia». Quella struttura infatti – a detta dei manifestanti – fa parte della storia della piccola comunità locale che teme che ai 32 minori si possano aggiungere altri migranti. In merito alla vicenda è intervenuto anche l’arcivescovo di Urbino-Urbania-S. Angelo in Vado che, sulla stampa locale, ha invitato a riflettere sul dovere di accoglienza verso ragazzini che non hanno più accanto i genitori. E sulla stessa linea è anche il settimanale Il Nuovo Amico delle diocesi di Pesaro, Fano e Urbino. «Domenica 15 gennaio – scrive la testata cattolica – cade la 103esima Giornata mondiale del migrante e del rifugiato che quest’anno è dedicata proprio ai migranti minori. Il Papa nel suo messaggio sollecita tutti a prendersi cura dei fanciulli che sono tre volte indifesi perché minori, perché stranieri e perché inermi, quando, per varie ragioni, sono forzati a vivere lontani dalla loro terra d’origine e separati dagli affetti familiari. Davvero – conclude l’editoriale – sono un pericolo 32 bambini e adolescenti rimasti soli al mondo?». 
Ma nel frattempo la protesta va avanti sostenuta anche da alcune forze politiche di minoranza, mentre i residenti di Ponte Sasso hanno chiesto un incontro ufficiale con il sindaco di Fano e con la cooperativa Labirinto.
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