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giovedì 26 gennaio 2017

Città studi valorizzazione delle aree Expo 2015.


Pubblichiamo il testo dell'appello del gruppo cittadinanza attiva e comitato FAI "Che ne sarà di città degli studi?" 18 gennaio 2017 (m.c.g.)

Un altro esempio di ‘cattiva pratica’ urbanistica e amministrativa del capoluogo lombardo: pur di assecondare il discutibilissimo progetto di riuso delle aree EXPO Milano 2015, fortemente voluto da Renzi e da AREXPO (la società proprietaria dei terreni, controllata per il 39% dal ministero dell'Economia e delle finanze e compartecipata dal Comune di Milano e dalla Regione Lombardia) si mette a rischio la sopravvivenza di una vasta porzione della periferia milanese storicamente vocata all’istruzione universitaria. Ma i cittadini non ci stanno.(m.c.g.)

Egregio Sindaco Sala,

siamo un gruppo di residenti di Città Studi, Lambrate e Milano Est aggregatisi a partire dal febbraio 2016 tramite Facebook (dove la nostra pagina “Che ne sarà di Città Studi?” conta oggi oltre 2300 membri) e iniziative sul territorio. Lo scorso novembre, la campagna da noi lanciata per il riconoscimento di Città Studi come “Luogo del Cuore FAI” ha avuto un riscontro molto significativo tra i cittadini della Zona 3: in quattro settimane scarse hanno aderito con più di 4.500 firme, conferite per un terzo sul sito del FAI e per ben due terzi (oltre 3.000 firme) su carta, recandosi appositamente presso diverse decine di negozi della zona che si sono offerti di ospitare la raccolta. Vista la massiva e sentita partecipazione, il nostro gruppo si è anche costituito nell’omonimo Comitato FAI “Che ne sarà di Città Studi?”. (1)

Le scriviamo per manifestarLe la nostra viva preoccupazione per il futuro della periferia di Zona 3, che pare pericolosamente sospeso tra cecità amministrativa e vuoto di programmazione urbanistica.

L’area di Lambrate Stazione-Rubattino-Ortica è notoriamente afflitta da cronici problemi – degrado, occupazioni abusive, randagismo e microcriminalità- derivanti dalla presenza di numerosi siti industriali ed edifici civili dismessi lasciati in stato di abbandono, primo tra tutti l’amplissima area dell’ex Innocenti al Rubattino, da dieci anni sospesa nel limbo del lentissimo completamento della fase 1 e della mancata attuazione della fase 2 del PRU.

Eppure, a più di 6 mesi dall’insediamento della Sua Giunta e del Municipio 3, da parte di entrambe le amministrazioni non c’è segnale dell’intenzione di intervenire in modo strategico e radicale per risolvere finalmente lo stallo del PRU Rubattino e i collegati problemi di degrado e sicurezza dell’area. Il Piano per le Periferie da Lei varato lo scorso dicembre addirittura vede quest’area esclusa da ogni intervento strutturale.(2)

Il disinteresse del Comune e del Municipio 3 per la risoluzione dei gravi problemi dell’area Lambrate Stazione-Rubattino-Ortica si somma alle incognite del progetto che incombe sulla periferia del quartiere Città Studi: il trasferimento delle Facoltà Scientifiche dell’Università Statale sul sito di Rho-Expo. Grazie al sostegno fornito dalla Sua Amministrazione e da Lei personalmente, oltre che dall’uscente governo Renzi e da Regione Lombardia, il progetto è stato finanziato e troverà attuazione.

Sull’abnormità e sui possibili devastanti effetti di questo trasferimento e dell’ulteriore progetto di trasloco che interesserà la stessa periferia di Città Studi – lo spostamento a Sesto San Giovanni degli Istituti Tumori e Besta – ci siamo già espressi nell’allegato volantino(3), diffuso in 15mila copie tra i residenti di Zona 3 e che La invitiamo a leggere. Ora ci preme richiamare alla Sua attenzione che l’area Lambrate Stazione-Rubattino-Ortica è contigua e strettamente connessa – dal punto di vista della vitalità sociale, culturale ed economica – all’amplissima area di Città Studi (vie Valvassori Peroni, Pascal, Golgi, Celoria, Ponzio, Venezian, Colombo, Saldini, Botticelli, piazzale Gorini) che si svuoterebbe in conseguenza del trasferimento delle Facoltà Scientifiche di UniMi a Rho e dei due ospedali a Sesto.

È sorprendente come un’Amministrazione che proclama di voler porre le periferie al centro della propria visione sia completamente cieca alla concreta possibilità che il trasloco di UniMi e degli ospedali da Città Studi avrà l’effetto di aggravare ed allargare nella periferia e sin dentro il cuore di Zona 3 il cronico problema delle aree dismesse e abbandonate al degrado. Già oggi dall’area di Lambrate Stazione-Rubattino-Ortica l’abusivismo, il randagismo e la microcriminalità si allungano fin dentro zone più centrali di Lambrate e Città Studi. Il rischio che questi problemi avanzino e diventino endemici dentro la Zona 3 è grandemente favorito dalla vastità delle superfici che si svuoteranno e spopoleranno a seguito dei due progetti di trasferimento: almeno 350.000 mq tra edifici e plessi universitari e ospedalieri, oltre ai terreni annessi.

Non meno grave per Città Studi, Lambrate, Rubattino, Ortica e l’intera Zona 3 sarà il venir meno della vitalità sociale e culturale e dell’indotto economico che l’Università, gli ospedali e la correlate presenze (studenti, ricercatori e docenti, personale tecnico-amministrativo, personale sanitario, utenti degli ambulatori ospedalieri, degenti e loro famiglie) garantiscono da molti decenni a tutta la Zona 3, risultando però particolarmente importanti proprio per la sua periferia.

Con queste premesse, il trasferimento delle Facoltà Scientifiche e degli Istituti Tumori e Besta da Città Studi potrebbe assestare alla periferia della Zona 3 un colpo molto grave, se non fatale. In apertura della conferenza di presentazione del piano “Fare Milano” Lei ha detto che il Sindaco è in contatto quotidiano con i suoi cittadini che lo richiamano all’attenzione sui problemi. Ispirati da queste parole, abbiamo deciso di rivolgerci a Lei direttamente per segnalare il rischio concreto che, continuando su queste linee – da un lato avallate lo smantellamento di Città Studi senza avere alcun piano per il post dismissione, dall’altro non intervenite a sanare i problemi dell’area Lambrate Stazione – Rubattino – Ortica – Lei e la Sua Amministrazione getterete le basi per il futuro disastro sociale ed economico della periferia di Zona 3. Ci appelliamo a Lei perché scongiuri tale prospettiva, rivedendo con urgenza le vostre politiche per queste aree, a partire dagli interventi urbanistici.

In un evidente vuoto di programmazione urbanistica, si stanno infatti innestando sulla stessa zona, entro un raggio di pochissimi chilometri, tre grandi progetti: due dismissioni – Istituti Tumori e Besta, Università Statale – e una riqualificazione – scalo ferroviario di Lambrate – portati avanti ognuno per conto proprio, in assenza di una visione complessiva e ignorando i problemi e le potenzialità del territorio.

Guardando a tali potenzialità, la necessità di reperire nuovi spazi che spinge l’Università Statale a lasciare Città Studi poteva ben essere risolta utilizzando i numerosi grandi spazi disponibili alla periferia di Zona 3, tra l’altro vicinissimi alle sedi storiche di UniMi. Un’Amministrazione comunale davvero interessata a “mettere le periferie al centro”, avrebbe certamente visto la grande opportunità di riqualificare e anche rilanciare tutta la periferia di Zona 3 che si poteva creare destinando proprio l’amplissima e servitissima (tangenziale, stazione FS, metro, mezzi di superficie, aeroporto) area ex-Innocenti al Rubattino (4) alla realizzazione del nuovo e moderno campus di cui la Statale ha bisogno. Considerata anche la presenza in zona dell’area dello scalo di Lambrate da riqualificare, Rubattino offriva spazi sufficienti per accogliere l’intero progetto Human Technopole (5). Il nuovo polo scientifico e tecnologico si sarebbe qui giovato della presenza del Politecnico e delle numerose aziende farmaceutiche, biomediche e tecnomedicali che hanno sede nella periferia e nell’hinterland Est di Milano.

Invece, tramite ingenti finanziamenti pubblici, il Governo Renzi e Regione Lombardia hanno incentivato l’Università Statale a trovare nuovi spazi a Rho. L’Amministrazione comunale ha appoggiato la soluzione, consegnando la periferia di Zona 3 a un futuro di possibile ulteriore declino. Infatti, a partire dalla necessità di risolvere il problema del post-Expo, si è creato con effetto domino il problema del post-Città Studi, su cui persiste l’allarmante silenzio del Comune e del Municipio 3.

A noi cittadini della Zona 3 pare proprio che Lei e la Sua Giunta puntiate ad affossare la nostra periferia, piuttosto che “metterla al centro” come da Suo programma elettorale. Ora ci aspettiamo che vi facciate responsabilmente carico delle nostre preoccupazioni, riconsideriate molto seriamente la situazione – urbanistica e non solo – della periferia di Zona e diate risposta alle nostre domande, rompendo il vostro silenzio.

Da parte nostra, in rappresentanza dei cittadini della periferia e dell’intera Zona 3, vigileremo con massima attenzione su tutte le ulteriori vicende e fasi che riguarderanno la dismissione delle Facoltà Scientifiche e degli Istituti Tumori e Besta da Città Studi, adoperandoci per difendere la storia e l’identità del nostro territorio, con lo stesso civismo che ci ha spinto a scriverLe.

Grazie per la Sua attenzione,

Il Gruppo di Cittadinanza Attiva e Comitato FAI “Che ne sarà di Città Studi?”

Milano, 18 gennaio 2017



Note alla lettera:

Note alla lettera:
1) Presentazione e scopo del comitato disponibili al link: http://iluoghidelcuore.it/comitato/584
2) La situazione non pare sostanzialmente modificata dall’integrazione al Piano per le Periferie recentemente proposta dal Municipio 3.
3) Il volantino, del novembre 2016, è scaricabile sul blog del nostro gruppo, al link: https://chenesaradicittastudi.files.wordpress.com/2016/11/volantino_pronto_per_stampa.pdf
4) Ci riferiamo alla vastissima area su cui dopo un decennio non ha trovato ancora attuazione la fase 2 del PRU Rubattino, situata immediatamente a ridosso del quartiere residenziale “Parco Grande Rubattino”, distante appena 2 km dalle Facoltà Scientifiche di UniMi site intorno a via Celoria.
5) In zona Rubattino, a due passi dall’area ex Innocenti e dallo scalo di Lambrate, sono tra l’altro presenti, di proprietà della Statale, un ampio terreno non edificato (18.000 mq) in via San Faustino e, di fronte, in via Trentacoste 2, un edificio moderno che ospita le Facoltà di Farmacia e Veterinaria e confina con un’ampia area non più edificata appena dismessa dal Comune.




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