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LA RAPINA DELLA TERRA AGLI ULTIMI

LA RAPINA DELLA TERRA AGLI ULTIMI
Sottrarre l'uso del suolo alle esigenze elementari (dall'alimentazione all'acqua, dall'abitazione alla riserva per gli usi futuri) delle comunità che lo abitano, è diventato in vaste regioni del sud del mondo, un ulteriore strumento di sfruttamento degli ultimi a vantaggio dei più ricchi. Il Land Matrix, un osservatorio indipendente del "land grabbing" registra che ad ora sono state concluse 557 transazioni, per un totale di 16 milioni di ettari (più o meno la metà della superficie dell’Italia) e altre, riguardanti circa 10 milioni di ettari, sono in corso. Questo fenomeno provoca l’espropriazione forzata e conseguentemente l'impoverimento e l'annientamento di comunità locali, la cui sopravvivenza è strettamente legata all'accesso a queste terre. (a.b.)

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lunedì 26 dicembre 2016

tutto è diviso


Nel presepe di don Vitaliano un bambinello a pezzi (Agenzia Italia, 26 dicembre 2016)
Un altro presepe 'provocatorio' di don Vitaliano della Sala a Mercogliano, in provincia di Avellino. Nella chiesa di Capocastello, per il Natale è stato esposto sull'altare un bambinello in frantumi, a simboleggiare un Paese diviso nell'accoglienza e di un mondo lacerato dai conflitti, che Papa Francesco ha definito una guerra mondiale "a pezzi". "Se insieme scorgeremo i tanti semi di speranza, i tanti mondi del mondo", ha scritto don Vitaliano sul suo blog, "e se ciascuno recuperera' il coraggio per fare la sua minuscola parte nel ricomporre i pezzi di un'umanita' in frantumi, allora la disperazione di tanti comincera' a trasformarsi in avvento di liberazione e di speranza per tutti: allora sara' veramente un buon Natale".




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