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La Galleria di Milano requisita per una cena benefica. Per non turbare il senso estetico dei lussuosi ospiti, le barriere che bloccano gli ingressi sono state dipinte d'oro. Il nudo cemento va bene solo in periferia. (p.s.)
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mercoledì 28 dicembre 2016

Problemi irrisolti a Venezia, nel 2017 un futuro mediocre

L'intervento del Vicepresidente di Italia Nostra Venezia sul delicato momento che Venezia sta vivendo con gli annosi problemi: Mose, navi, turismo. La Nuova Venezia, 28 gennaio 2016 (m.p.r.)


L'anno 2016 si conclude con tutti i grandi problemi di Venezia ancora irrisolti, mentre con il passare del tempo le situazioni gravi si cronicizzano. Com'è sempre accaduto a Venezia ciò metterà le generazioni future di fronte a fatti compiuti e irreversibili, con grande soddisfazione dei pochi che dallo stato esistente traggono rendite economiche e politiche. Il Mose è ancora incompleto. Dopo l'esplosione degli scandali, molto facilmente prevedibili e previsti, il carrozzone sussiste e barcolla ma continua a succhiare denaro. Le voci di chi era contrario fin dall'inizio e ora ha avuto platealmente ragione cadono ancora nell'indifferenza del potere; anzi, causano irritazioni aggiuntive.

Le navi da crociera continuano a passare davanti a San Marco, con stupore del mondo intero. Dopo anni di discussioni si è ancora incerti se portarle a Marghera o scavare canali per arrivare alla Marittima o creare banchine fisse o mobili alle bocche di porto. L'opzione più giusta, quella di liberare città e laguna da quell'incubo, non viene neppure considerata, nel nome di un malinteso vantaggio economico, che andrebbe solo a favore dei potenti organizzatori, con briciole di semi-stipendi per gli sfortunati figli di chi non possiede licenze di taxi, di gondole o di bancarelle finto-ambulanti. È esplosa la trasformazione degli appartamenti da case d'abitazione in strutture ricettive. Oltre seimila se ne contano su ventiquattromila utenze in città. Nessuno interviene e tra poco sarà troppo tardi. Sciami di lancioni depositano ogni ora migliaia di visitatori innocenti davanti alla Ca'di Dio, per ritornare a prenderli nelle prime ore del pomeriggio e riportarli agl'infernali trasporti su gomma per la corsa verso altre martirizzate città d'arte. 

Una commissione indipendente dell'Unesco, e poi un'assemblea generale, hanno esaminato il quadro generale e concluso che Venezia rischia di venire inclusa tra i siti in pericolo. Dovrebbe presentare un piano di resurrezione entro il febbraio 2017 ma non sembra avere intenzione di farlo. Il sindaco di Venezia si è scagliato contro l'interferenza negli affari della sua città, dimostrando un'abituale grossezza di vedute con la dichiarazione che prima di parlare l'Unesco dovrebbe mandare dei soldi per aiutare Venezia a pareggiare i bilanci. I quali bilanci sono sempre in rosso malgrado trenta milioni di turisti nel 2016, cosa che spinge a vendere altri palazzi di pubblica proprietà e a concedere altri permessi per alberghi e centri di commercio turistico. 

Di buono c'è che i cittadini non contagiati dalla generale miopia liberistica ancora resistono, ancora chiedono misure per salvare bellezza, cultura e qualità della vita e ancora mostrano a esempio le positive realtà di Barcellona, Amsterdam, San Francisco, perfino New York. In quest'ultima città, e nel suo intero Stato, non è possibile affittare un appartamento per meno di trenta giorni di fila: lungimiranza di amministratori che vedono un processo di degrado all'orizzonte e lo contrastano prima che sia troppo tardi. Oggi si cita con orrore un'ordinanza comunale del 1962 che obbligava a sversare in laguna tutti i materiali inquinanti prodotti dalle industrie di Porto Marghera. Domani lo stesso orrore sarà generato dall'indifferenza verso le grandi navi da crociera e verso il proliferare di plateatici, di affitti turistici, di ricordini fabbricati in Cina. Il 2016 ha dato una forte spinta in quella direzione. Il 2017 rischia di fare altrettanto e forse di più, data la composizione dell'attuale giunta comunale e del consiglio che la sorregge. Si va verso un anno di decisioni che non potranno essere che negative, date le premesse. Occorrerà resistere, mostrare che le strade alternative esistono e possono essere piene di luce. Anche quest'ondata di oscurantismo passerà, come tante altre in passato. * Vicepresidente Italia Nostra, Venezia
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