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domenica 13 novembre 2016

Venezia nuova manifestazione: «Vogliamo vivere qui»

«Siamo qui, come residenti, perché non vogliamo che Venezia, che è già diventata Disneyland, si trasformi a breve in Pompei: un cumulo bellissimo di pietre senza nessuna anima». Articoli di Roberta De Rossi e  Elisa Lorenzini, La Nuova Venezia e Corriere del Veneto -Venezia, 13 novembre 2016 (m.p.r.)


La Nuova Venezia
CORTEO CON LE VALIGE
«SALVIAMO VENEZIA»
di Roberta De Rossi 

VENEZIA.«Tutti a Mogliano, andiamo tutti a Mogliano, tutti a Moglianooooo...» cantano cinquecento veneziani - chiara allusione alla residenza del sindaco Brugnaro - tirandosi appresso il loro trolley. Sfilano tra le calli del centro dietro al Doge e alla sua enorme valigia rosso fuoco stile Roberta di Camerino, pronto a imbarcarsi in gondola davanti a Ca’ Farsetti, per prendere la via dell’esilio e consegnare definitivamente la città ai turisti. Ieri, tra campo San Bartolomeo e la sede del Comune, è andato in scena #Venexodus (come recitava il grande striscione che ha avvolto il Ponte di Rialto), nuova manifestazione dei residenti veneziani contro lo spopolamento della città, scesa sotto quota 55 mila. 

Così, dopo le 300 lenzuola colorate che a luglio hanno avvolto le case della città per #Veneziaèilmiofuturo; il corteo con i carrelli della spesa organizzato dai giovani di Generazione 90, ieri è stata la volta dell’ironica protesta colorata firmata Venessia.com (la stessa del funerale alla città di qualche anno fa e del conta abitanti in campo San Bartolomeo), alla quale hanno aderito una quindicina di comitati. 

I perché. «Siamo qui, come residenti, perché non vogliamo che Venezia, che è già diventata Disneyland, si trasformi a breve in Pompei: un cumulo bellissimo di pietre senza nessuna anima. Vanno prese subito misure per contrastare questo declino», dice Matteo Secchi, portavoce dell’associazione, «perché il nostro è un siparietto ironico per accendere i riflettori sul problema, ma seriamente chiediamo all’amministrazione impegni certi per una politica della residenza a favore degli abitanti, che comprenda ad esempio il fatto che chi affitta ai turisti deve pagare molte più imposte rispetto chi affitta ai residenti». 

Al corteo che si è snodato tra campo San Bortolo - con partenza davanti al contatore fermo su 54.926 abitanti - e Ca’ Farsetti, è seguito un lungo incontro tra una delegazione e la giunta, assente il sindaco Brugnaro fuori Venezia. «Ci hanno promesso un secondo incontro, che non è un granché, ma non è fine a sé stesso», dice all’uscita Secchi, «noi abbiamo dato disponibilità ad aiutarli: ma non aspettiamo tanto. Per ora sono solo parole, ma se non lavoriamo tutti assieme ai fatti, non saltano fuori le case promesse per il social housing e non si interviene sui flussi e gli affitti turistici, tra un mese facciamo tutti di nuovo casino». «Hanno aperto a progetti di autorecupero degli immobili da parte degli inquilini, che è quello che chiediamo da tempo», dice Chiara, dell’Agenzia sociale per la casa, che occupa alcuni appartamenti in città. 

«C’è stato un importante impegno all’ascolto», interviene Giampietro Pizzo, ex candidato sindaco, che nel corteo aveva vivacemente polemizzato con alcuni assessori, «ma vogliamo chiarezza sui programmi, i tempi, le risorse ed essere coinvolti passo passo». «Abbiamo ricordato che il Pat obbliga l’amministrazione nella redazione del piano degli interventi a politiche per la residenza anche a scapito della ricettività», sottolinea Marco Caberlotto, tra i volti di generazione 90, che ha proposto al Comune di seguire l’esempio di Barcellona e Firenze e stringere con Airb&b un patto per la riscossione delle imposte di soggiorno dai turisti che affittano un alloggio attraverso la piattaforma, per reinvestire i fondi sulla residenza. 

La polemica. Ma che ci fanno in corteo l’intera giunta e molti consiglieri di maggioranza, in una manifestazione che chiede proprio all’amministrazione politiche certe su casa e turismo per bloccare lo spopolamento? Ci sono la vicesindaca Colle e gli assessori Boraso, De Martin, Venturini, Zaccariotto, Romor, D’Este, Mar, il capodigabinetto Ceron e la presidente del Consiglio Damiano e molti consiglieri di maggioranza. Ogni tanto un gruppo dal corteo intona “Consiglieri infiltrati”. Gli aderenti al gruppo 25 aprile lasciano la manifestazione per protesta. . 

L’amministrazione. «Desideriamo tutti lo stesso obiettivo», dichiara in una nota la vicesindaco, Luciana Colle al termine della (quasi) due ore di incontro con la delegazione di manifestanti, «sul tema casa continueremo nel processo di riorganizzazione, riordino, riassegnazione delle emergenze abitative». La giunta ha annunciato che presto verranno azzerati i bandi Social Housing e Erp per accelerare i tempi di assegnazione.«Il tema che deve vederci tutti uniti», continua Colle, «dev’essere quello del rifinanziamento immediato e urgente della Legge speciale per provvedere alla manutenzione della città storica e superare il gap di extracosti ma anche per favorire le ristrutturazioni delle abitazioni residenziali e rilanciare il lavoro dei piccoli artigiani. Un'altra priorità - è stato sottolineato - è creare nuovi posti di lavoro per far rimanere i giovani che studiano nelle nostre università e il rilanciare Porto Marghera». 

L’amministrazione si è poi impegnata con i manifestanti ad operare perché «venga rivista, per il centro storico di Venezia, la legge regionale sui Bed&breakfast, così come l'opportunità che venga considerata la specialità di Venezia a livello nazionale sulla questione Airbnb». L’opposizione. M5s attacca per voce del consigliere Davide Scano: «Anziché dimostrare con i fatti la volontà di fermare l'esodo degli abitanti in laguna, la giunta fa passerella. Le delibere votate, o da votare, dicono in realtà che ai nuovi amministratori va benissimo il trend in corso: meno abitanti e più alberghi. Basti pensare, alle due delibere sui cambi d'uso che hanno coinvolto pure un'esponente della lista civica del sindaco, alla vendita di immobili per farne nuovi hotel anziché abitazioni oppure alla scelta di rinunciare ai park per residenti nell'area della Marittima per lasciare tutto ai turisti e autorizzare, in aggiunta, due nuovi alberghi con più di 400 camere»


Corriere del Veneto - Venezia
TROLLEY E CARTELLI
VENEZODUS PER 500
«CASE E SERVIZI, VOGLIAMO VIVERE QUI»
di Elisa Lorenzini

Un dossier di proposte a Ca’ Farsetti. Mezza giunta in corteo, esplodono le proteste

Venezia. Si sono presentati in oltre 500, ieri mattina, per protestare contro lo spopolamento in città, armati di trolley, valigie e cartelli con la scritta #venexodus, alla manifestazione ideata dai Venessia.com. In testa il Doge accompagnato dalla sua maxi valigia, tre metri per due e dietro un fiume di cittadini. Come Annalisa Pastrello con un trolley nero: «La città è svenduta non ci sono più case per i giovani, mia figlia abita in un condominio affittato a turisti, arrivano ubriachi, fanno disastri». Come Patrizia Capuzzo: «Ormai aprono solo negozi per stranieri, questa non è più una città vivibile». Come il fotografo Andrea Avezzù, uno tra i più giovani a sfilare: «Questo è un grido contro lo spopolamento inesorabile, Airbnb va fermato è il colpo di grazia alla residenzialità». Tra i tanti ci sono anche Marco Capitanio e Maria Giulia Manente, due giovani sposi: «Viviamo a Venezia perché avevamo la casa di famiglia, altrimenti non ce l’avremmo fatta». Maria Giulia fa la pendolare con Jesolo: «Servono più servizi per i residenti, dai trasporti ai parcheggi, il comunale non basta».

L’orologio conta residenti in campo San Bortolomio ormai scende in picchiata, la soglia dei 55 mila è già superata. Il corteo ieri è salito sul ponte di Rialto dove è stato srotolato uno striscione con lo slogan della giornata. Tra i 500 c’è chi pensa che il «nemico» sia il turismo tout court, chi punta l’indice contro le masse dei pendolari. «Serve un limite alle botteghe-spazzatura - dice Alberto Bettin - e vanno favorite le imprese culturali che attraggano turismo di qualità». E chi punta il dito contro tanti veneziani. «La gente affitta ai turisti perché guadagna di più - dice Giovanna Massaria, immobiliarista che affitta solo a non-turisti - e i controlli non ci sono, è una situazione nata con la connivenza dell’amministrazione».

Ma in mezzo al corteo c’è anche metà giunta guidata dalla vicesindaco Luciana Colle, con l’assessore al Turismo Paola Mar e la presidente del Consiglio Ermelinda Damiano e uno stuolo di consiglieri fucsia. Una presenza che ha scatenato qualche defezione, abbandoni in corsa e proteste anche contro gli organizzatori. «Avevamo aderito a un corteo di protesta, non a una manifestazione di regime travestita», tuona Marco Gasparinetti del Gruppo 25 Aprile. E Giampietro Pizzo di Venezia Cambia: «Chi ha oggi la responsabilità di decidere non può presentarsi come un cittadino qualsiasi». Protesta anche il presidente della Municipalità di Venezia Andrea Martini che «sventola» l’accordo di programma (bocciato dal parlamentino) di Comune e Porto sulla nuova Marittima con hotel e parcheggi per turisti. «Le delibere della giunta - dice il consigliere Davide Scano (M5S) - dicono che ai nuovi amministratori va bene il trend in corso: meno abitanti e più alberghi».

A Ca’ Farsetti, mentre il Doge, simbolo dell’esodo, parte in gondola lasciando la città, gli assessori hanno ricevuto una delegazione di manifestanti con un dossier di proposte, dall’autorestauro dell’Assemblea Sociale per la Casa, alle maggiori tasse per chi affitta a turisti di Venessia.com. «Ci rivedremo a gennaio - spiega dopo l’incontro il portavoce Matteo Secchi - siamo disponibili a lavorare assieme ma non ad aspettare a lungo, è un’emergenza». Pizzo aggiunge: «Vogliamo chiarezza dall’amministrazione, deve rispondere ai cittadini, non a interessi corporativi».
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