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venerdì 18 novembre 2016

La Regione: le autostrade non mangiano suolo

«Tentativo di blitz per stravolgere con un documento attuativo la legge del 2014 a tutela del territorio. Contro la proposta della giunta leghista insorge l’opposizione: "Così si prendono in giro i cittadini"». Corriere della Sera, ed. Milano, 18 novembre 2016
Insieme al Veneto la Lombardia detiene il record italiano di cementificazione di territorio: almeno l’11 per cento del suolo regionale è coperto da opere dell’uomo. Per arginare il fenomeno, e sulla spinta delle associazioni ambientaliste, la giunta leghista di Roberto Maroni aveva deciso che uno dei suoi primi atti sarebbe stata l’approvazione di una legge regionale che ponesse un freno al consumo di suolo. Non fu una gestazione facile, ma dopo qualche compromesso la maggioranza regionale riuscì due anni fa ad approvare una legge che stabiliva soglie di territorio consumabile per ogni tipo di intervento urbanistico o infrastrutturale, ovviamente prevedendo la possibilità di deroghe per casi che si sarebbero dovuti definire in sede tecnica. Allora tutta l’opposizione votò contro, perché non teneva conto dei 530 milioni di metri quadrati di futura edificazione già previsti nelle pianificazioni comunali.

Ieri sono però arrivate le deroghe «tecniche» annunciate e che certo non piaceranno alle associazioni ambientaliste: in Commissione territorio è spuntato uno dei documenti attuativi predisposto dalla giunta che se approvato renderebbe la legge «meno efficace». Il riferimento è al lungo elenco di opere «di interesse pubblico o generale» che la Regione intende sottrarre al meccanismo delle soglie, e che quindi non verrebbero in ogni caso conteggiate come consumo di suolo. Si tratta di strade, autostrade, aeroporti e pressoché ogni tipo di intervento infrastrutturale. E ancora ospedali, case di cura, scuole, ma anche cave, discariche e inceneritori. Interventi importanti, spesso fondamentali, ma la cui sottrazione dal meccanismo delle soglie poste in legge contro il consumo di territorio è operazione forse impropria. O almeno così la pensano i consiglieri del centrosinistra che denunciano l’allentamento dei vincoli a tutela dell’ambiente. «L’interpretazione della maggioranza porterebbe a stravolgere il senso stesso della legge. Il centrodestra sta prendendo in giro i cittadini e i Comuni che attendono da due anni di poter applicare la legge contro il consumo di suolo», attacca il consigliere dem Jacopo Scandella: «La Lombardia è la Regione italiana che ha subito la maggior cementificazione negli ultimi anni, Maroni a parole aveva assicurato di voler invertire la tendenza ma i fatti lo smentiscono. Oggi abbiamo le amministrazioni comunali che vorrebbero contenere l’edificazione ma che non lo possono fare per i ritardi e le interpretazioni controverse di Palazzo Lombardia. Se questo documento venisse approvato la legge contro il consumo di suolo diverrebbe definitivamente carta straccia».

La Commissione del Pirellone si prenderà comunque un’altra settimana di riflessione. Il voto finale è in calendario per giovedì prossimo, ma il centrodestra sembra comunque intenzionato a rendere la legge «più flessibile».
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