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LA RAPINA DELLA TERRA AGLI ULTIMI

LA RAPINA DELLA TERRA AGLI ULTIMI
Sottrarre l'uso del suolo alle esigenze elementari (dall'alimentazione all'acqua, dall'abitazione alla riserva per gli usi futuri) delle comunità che lo abitano, è diventato in vaste regioni del sud del mondo, un ulteriore strumento di sfruttamento degli ultimi a vantaggio dei più ricchi. Il Land Matrix, un osservatorio indipendente del "land grabbing" registra che ad ora sono state concluse 557 transazioni, per un totale di 16 milioni di ettari (più o meno la metà della superficie dell’Italia) e altre, riguardanti circa 10 milioni di ettari, sono in corso. Questo fenomeno provoca l’espropriazione forzata e conseguentemente l'impoverimento e l'annientamento di comunità locali, la cui sopravvivenza è strettamente legata all'accesso a queste terre. (a.b.)

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giovedì 24 novembre 2016

Buone azioni

Tra i vincitori in borsa delle elezioni americane, spiccano Corrections Corp e GEO Group, due società che possiedono e gestiscono prigioni private, le cui azioni sono salite... (segue)


Tra i vincitori in borsa delle elezioni americane, spiccano Corrections Corp e GEO Group, due società che possiedono e gestiscono prigioni private, le cui azioni sono salite rispettivamente del 48% e del 34% , e la Magal Security Systems il cui titolo ha guadagnato il 20% in una settimana.

The Immigrant-Only Prisons (2015)
Per i padroni delle prigioni, la vittoria di Trump rappresenta l’occasione di invertire la crisi del settore, che si era profilata in seguito alla decisione del Dipartimento di Giustizia di sospendere contratti e appalti in seguito ai molteplici scandali e alle denunce di violenze e maltrattamenti ai danni dei detenuti. Ora, la prospettiva di incarcerare un gran numero di immigrati senza documenti, è per loro una garanzia di grandi profitti. Va ricordato, a questo proposito, che undici carceri privati sono destinati esclusivamente ai non-cittadini americani ed è chiaro che i “clandestini” sono i clienti perfetti per queste strutture.

Magal Security Systems è una società israeliana, quotata a Wall Street, leader mondiale nel settore della cyber sicurezza. Oltre alle recinzioni della striscia di Gaza e ai vari dispositivi per ingabbiare i palestinesi, ha realizzato anche le barriere lungo le frontiere con l’Egitto e la Giordania che impediscono il passaggio di profughi e migranti africani.

I dirigenti di Magal sottolineano che la società non si occupa di filo spinato, ma crea e realizza “smart fences”, cioè barriere che richiedono l’impiego di sofisticati sistemi tecnologici (sensori e dispositivi mobili e satellitari) ed è una delle “punte di eccellenza nel mercato della sicurezza”.

Magal Security Systems built the walls around Gaza
“Stiamo sempre più concentrandoci sul mercato internazionale”, dicono i portavoce della società che, in Europa ha già fornito i sistemi di video sorveglianza dell’aeroporto di Monaco ed in Africa sta cercando di aggiudicarsi la costruzione dei 682 chilometri di confine tra il Kenya e la Somalia. Nel corso di una recente visita a Nairobi, insieme al primo ministro israeliano Netanyahu, i suoi rappresentanti si sono dichiarati fiduciosi di ottenere la commessa, perché “chiunque può mostrare un powerpoint, ma solo noi abbiamo realizzato un progetto complesso e costantemente testato come Gaza!”. A dimostrazione che Gaza è un laboratorio dove il blocco militare, industriale e accademico, che ha trasformato Israele in un efficiente e feroce cane da guardia, sperimenta su cavie umane i suoi prodotti e poi li vende ai governi dei paesi democratici.

Non a caso, Saar Koursh, l’amministratore delegato di Magal, è molto soddisfatto della situazione mondiale. ”Il business dei confini sembrava aver toccato il fondo”, ha detto, “ma poi è arrivato lo stato islamico e il conflitto siriano … il mondo sta cambiando e le frontiere stanno tornando. E’ un grande momento”. E in effetti, grandi momenti si profilano all’orizzonte, se Trump manterrà la promessa fatta durante la campagna elettorale di affidare alla ditta, che è già impegnata in Arizona nella costruzione di barriere anti immigranti, la fortificazione del confine con il Messico.

Ma non è solo Trump a scegliere il marchio Magal. Delle sue tecnologie d’avanguardia messe a punto in decenni di occupazione dei Territori Palestinesi, si è discusso la settimana scorsa alla conferenza HLS & Cyber 2016 (Tel Al Aviv 14-17 novembre) dedicata alla “Homeland security”, che ha visto la partecipazione dei rappresentanti di alcuni governi europei, nonché di Frontex e Interpol. L’Italia ha inviato una “delegazione imprenditoriale e istituzionale di primo piano” (da Enav a Eni a Finmeccanica-Leonardo) e due italiani sono stati inclusi tra gli speaker internazionali: il capo della polizia Franco Gabrielli, che ha espresso la sua ammirazione per la tecnologia israeliana e Alfio Rapisarda “senior vice president security” di Eni, le cui buone azioni in giro per il mondo necessitano protezione e sicurezza
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