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La conquista di Israele della Palestina passa attraverso la casa: sistematici sfratti e distruzione di case palestinesi e la colonizzazione della West Bank e Gerusalemme con insediamenti israeliani. L’attacco alla casa non è ‘solo’ un attacco ai diritti umani dei palestinesi ma è un attacco all’essenza della vita, in quanto “la casa è un'infrastruttura del sociale, del politico e del tessuto economico di individui, famiglie e comunità” (citazione di Sabrien Amrov). i.b.

scritta dai media

domenica 2 ottobre 2016

Una buona notizia

Il governo fascista dell'Ungheria ha perso la sua battaglia contro i rifugiati. Il referendum contro quel minimo di tolleranza espresso dall'Unione europea non ha raggiunto il quorum. Ma la lotta perché vincano ragione e carità, insieme a solidarietà e lungimiranza, prosegue. La Repubblica online, 2 ottobre 2016, h20,19
IL REFERENDUM contro la ripartizione Ue dei profughi in Ungheria non ha raggiunto il quorum. Il presidente dell'Ufficio elettorale nazionale ungherese (Nvi), Andras Patyi, ha detto in tv che non è stato raggiunta l'affluenza del 50%. Parlando al telegiornale della sera, Patyi però non ha fornito cifre riservandosi di annunciarle più tardi.

L'istituto demoscopico vicino al governo, Nezopot, ha pubblicato un exit-poll secondo il quale - con 3,2 milioni di preferenze - il 'No' ai migranti ha ottenuto il 95% dei voti validi, mentre i sì sarebbero stati appena 170 mila (5%).

Secondo il deputato Gergely Gulyas, membro del partito Fidesz del premier Viktor Orban, promotore della consultazione per respingere le quote, il dato è del 45%.

Le operazioni di voto sono iniziate alle 6 ora italiana per concludersi alle 19. I primi risultati dovrebbero essere resi noti dopo le 20.

Il premier Viktor Orbàn esce sconfitto da questa consultazione elettorale. Ha presentato il referendum come passaggio cruciale per la difesa dell'identità cristiana dell'Europa minacciata dalle migrazioni di "masse di persone sfortutante invitate" dall'Ue e sperava di ottenere un avallo plebiscitario alla sua politica concretizzatasi nella barriera di filo spinato eretta alla frontiera con la Serbia. Un muro, voluto dal premier,  per impedire che l'Ungheria continuasse a essere un corridoio verso la Germania e la Scandinavia. 


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