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Le barbarie di una nuova shoa

Le barbarie di una nuova shoa
Negli ultimi anni sono morti nel Mediterraneo almeno 15.000 migranti. E continuano a morire, anche se, allontanate le ONG, cade il silenzio su una strage continua, atroce, senza pietà neppure per i bambini. Il ministro della malavita però non si accontenta delle vite spezzate e del successo dei suoi slogan feroci. Vorrebbe di più. Per ogni vita strappata alla morte 5.000 euro di multa comminata ai salvatori. In un paese che alza muri, in città che si chiudono ai diversi, trattandoli come scarti dell’umanità, occorre ribellarsi prima che la barbarie di una nuova shoa diventi la specificità intollerabile di questi tempi feroci. (m.c.g)

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venerdì 21 ottobre 2016

Per i profughi in Polesine il manifesto con le parole del Papa

Iniziative lungimiranti e solidali delle parrocchie e contraddizioni nel popolo. I profughi del Polesine furono aiutati dalla solidarietà, il sangue dei profughi da altre regioni della Terra ha forse un colore diverso?Rovigo Oggi online, 20 ottobre 2016


Rovigo - “Io mi occupo delle persone in carne ed ossa”. Così Massimo Bergamin, primo cittadino del comune capoluogo di Rovigo, commenta l’iniziativa delle parrocchie del vicariato di Rovigo che ha messo dei cartelloni in alcune zone della città dove lanciano un messaggio ispirato dal Papa sull’accoglienza dei profughi.

“Se loro vogliono dare una mano sono contento - spiega - figuriamoci se mi metto in polemica. Io so solo di fare il sindaco di una città che per il sociale ha 900mila euro mentre mette a disposizione per i richiedenti asilo 2milioni e 500mila euro”.

Bergamin, che sta studiando come recuperare i 5 euro dalla quota che le cooperative ricevono dalla Stato, si sente discriminato dal Governo perché i sindaci si trovano da soli a gestire queste problematiche: “Io oggi ricevo una famiglia, papà e mamma con tre figlie, che sta ricevendo uno sfratto, esecutivo lunedì” ribadendolo anche durante trasmissione Agorà su Rai 3.

Dall’altra parte il prefetto Enrico Caterino commenta positivamente, al di là dei pensieri politici, la posizione della Diocesi: “Quando c’è stato bisogno è stata la prima ad aiutarci - afferma - a fine agosto primi di settembre ha ospitato temporalmente per 10-15 giorni in via Sichirollo una ventina di profughi che poi sono stati collocati in altre strutture”. Situazione ancora entro i limiti: circa 600 i profughi presenti in Polesine.

Riferimenti
Qui da youtube un documentario della RAI sull'alluvione del Polesine del novembre 1961. Ma solo all'inizio, alla radice del disastro, si accenna alle cause
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