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La strada «dell’apartheid»

La strada «dell’apartheid»
12 febbraio 2019. Per Israele la route 4370 è una «tangenziale» che permette al traffico di scorrere senza problemi all’ingresso orientale di Gerusalemme. Per i palestinesi, invece, è la prova dell’intenzione di Tel Aviv di sviluppare una doppia rete stradale, una per loro sotto occupazione e un’altra per gli israeliani. In effetti la corsia ovest a loro destinata preclude l’accesso alla Città Santa e prosegue verso il sud della Cisgiordania (Nena-news.it).

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DAI MEDIA

martedì 18 ottobre 2016

Il Davide chiamato Vallonia vincerà il colosso Usa.Canada?

Si protesta  a Lussemburgo per impedire un ulteriore passo nella subordinazione dei diritti alle convenienze commerciali delle multinazionali. Il modello è quello del TTIP. La Vallonia non è d'accordo , e frena l'intesa dei Grandi. . Noi stiamo con Davide. Agenzia ANSA, 18 ottobre 2016
"Non svendete la democrazia - #Stop CETA". E' il messaggio che compare su uno striscione di oltre 70 metri quadrati che quattordici attivisti di Greenpeace hanno aperto sul centro congressi europeo di Lussemburgo, dove i ministri per il Commercio dei paesi Ue si stanno per incontrare in occasione del Consiglio Trade. Greenpeace e altre organizzazioni della società civile, spiega l'organizzazione ambientalista in una nota, si oppongono alla ratifica del CETA, accordo commerciale tra Ue e Canada, perché "si tratta di una minaccia per la democrazia, per le politiche ambientali europee e i servizi pubblici".

"Il messaggio per il governo italiano e l'Unione europea è molto chiaro: il CETA va fermato", dichiara Federica Ferrario, responsabile campagna agricoltura e progetti speciali di Greenpeace Italia. "Se oggi i ministri dovessero firmare l'accordo - aggiunge - compierebbero un gesto contrario al volere della maggioranza dell'opinione pubblica europea. Le relazioni commerciali tra l'Ue e gli altri Paesi dovrebbero seguire i basilari principi democratici e contribuire a tutelare clima, ambiente, politiche sociali, oltre che raggiungere obiettivi di carattere economico. Il CETA invece, così com'è, antepone gli interessi delle multinazionali a quelli delle persone e del Pianeta".

Un punto di particolare preoccupazione, sottolinea Greenpeace, consiste nell'inclusione nel CETA dell'ICS - un sistema per la protezione degli investimenti - "che dà agli investitori stranieri particolari privilegi. Ogni multinazionale con sede o filiale in Canada potrà utilizzare questo sistema per sfidare leggi e standard dell'Ue". "Qualsiasi accordo che metta a rischio standard ambientali, di salute pubblica e del lavoro, per concedere poteri privilegiati alle multinazionali, servirà invece ad alimentare le disuguaglianze a scapito dei cittadini", conclude Ferrario

Riferimenti

Vedi su eddyburg gli articoli di Giorgio Lunghini e di Giovanna Ricoveri  e l'intervista a Colin Crouch a proposito del Transatlantic Trade Treaty
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