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8 dicembre: L'Italia che lotta per la giustizia ambientale

8 dicembre: L'Italia che lotta per la giustizia ambientale
In migliaia contro questo modello di sviluppo che sta devastando l'habitat in cui viviamo. Contro le grandi opere inutili e dannose; l'inquinamento dell'aria; la contaminazione di acque e suolo da processi industriali; gli inceneritori, le politiche sui rifiuti e l'ecomafia che ci specula; il consumo di suolo; le grandi navi; i gasdotti e la dipendenza dai fossili; la sottrazione di beni comuni; le antenne militari; l'erosione della democrazia; il prevalere del profitto di pochi sul benessere di tutti. Non solo per la difesa dell'ambiente, della salute, dei territori, ma per un inversione di rotta (i.b.)

INVERTIRE LA ROTTA

FARE SPAZIO ALLE ATTIVITA CULTURALI

DAI MEDIA

martedì 18 ottobre 2016

Il Davide chiamato Vallonia vincerà il colosso Usa.Canada?

Si protesta  a Lussemburgo per impedire un ulteriore passo nella subordinazione dei diritti alle convenienze commerciali delle multinazionali. Il modello è quello del TTIP. La Vallonia non è d'accordo , e frena l'intesa dei Grandi. . Noi stiamo con Davide. Agenzia ANSA, 18 ottobre 2016
"Non svendete la democrazia - #Stop CETA". E' il messaggio che compare su uno striscione di oltre 70 metri quadrati che quattordici attivisti di Greenpeace hanno aperto sul centro congressi europeo di Lussemburgo, dove i ministri per il Commercio dei paesi Ue si stanno per incontrare in occasione del Consiglio Trade. Greenpeace e altre organizzazioni della società civile, spiega l'organizzazione ambientalista in una nota, si oppongono alla ratifica del CETA, accordo commerciale tra Ue e Canada, perché "si tratta di una minaccia per la democrazia, per le politiche ambientali europee e i servizi pubblici".

"Il messaggio per il governo italiano e l'Unione europea è molto chiaro: il CETA va fermato", dichiara Federica Ferrario, responsabile campagna agricoltura e progetti speciali di Greenpeace Italia. "Se oggi i ministri dovessero firmare l'accordo - aggiunge - compierebbero un gesto contrario al volere della maggioranza dell'opinione pubblica europea. Le relazioni commerciali tra l'Ue e gli altri Paesi dovrebbero seguire i basilari principi democratici e contribuire a tutelare clima, ambiente, politiche sociali, oltre che raggiungere obiettivi di carattere economico. Il CETA invece, così com'è, antepone gli interessi delle multinazionali a quelli delle persone e del Pianeta".

Un punto di particolare preoccupazione, sottolinea Greenpeace, consiste nell'inclusione nel CETA dell'ICS - un sistema per la protezione degli investimenti - "che dà agli investitori stranieri particolari privilegi. Ogni multinazionale con sede o filiale in Canada potrà utilizzare questo sistema per sfidare leggi e standard dell'Ue". "Qualsiasi accordo che metta a rischio standard ambientali, di salute pubblica e del lavoro, per concedere poteri privilegiati alle multinazionali, servirà invece ad alimentare le disuguaglianze a scapito dei cittadini", conclude Ferrario

Riferimenti

Vedi su eddyburg gli articoli di Giorgio Lunghini e di Giovanna Ricoveri  e l'intervista a Colin Crouch a proposito del Transatlantic Trade Treaty
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