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martedì 11 ottobre 2016

Bergoglio invita il sindaco di Riace. Mentre il governo boicotta il suo modello

«Il Viminale blocca la moneta inventata da Mimmo Locano. Il papa invece lo invita in Vaticano». Il manifesto, 11 ottobre 2016 (p.d.)




Il sogno di Mimmo Lucano, sindaco di Riace, era quello di incontrare Bergoglio. «Il suo messaggio rivoluzionario è quello che più si avvicina all’universalismo dei diritti che qui, nel nostro piccolo, cerchiamo di praticare», aveva detto in un’intervista rilasciata a questo giornale. E l’incontro si farà.

Lucano è stato invitato, «su desiderio di Papa Francesco», a partecipare al summit europeo, il 9 e il 10 dicembre, presso la Casina Pio IV in Vaticano. Con lui anche l’alcadesa di Madrid, l’ex magistrato Manuela Carmena. Si tratta di un summit sulle buone pratiche messe in atto nel mondo a favore di rifugiati e sans papier. Un tema notoriamente caro al papa argentino. «Innalzare altri muri e recinzioni – è scritto nella nota che anticipa il convegno – non fermerà i milioni di migranti in fuga. Urge che i sindaci, in quanto autorità più vicine alla cittadinanza, mettano a disposizione le loro competenze per accogliere e regolarizzare tutti i migranti e i rifugiati. È necessario che la voce dei sindaci venga ascoltata per promuovere la costruzione di ponti e non di muri».

Ma la bella notizia mitiga solo in parte l’indignazione di Lucano per quel che è accaduto dalle parti del Viminale qualche giorno fa. Il servizio centrale per l’immigrazione ha, infatti, comunicato che d’ora in poi sono vietate le banconote inventate nel 2011 da Lucano per superare le pastoie burocratiche in cui spesso il sistema Sprar si impantana. Un meccanismo rivoluzionario: Lucano ha istituito una moneta locale, una sorta di bonus sociale convertibile, mediante il quale i commercianti riacesi fanno credito ai migranti. Sono banconote con l’effigie di Martin Luther King, Che Guevara, Peppino Impastato, Pio La Torre, Charlie Chaplin e altre icone di libertà e giustizia.

Hanno un valore di 1,2,5,10, 20 e 50 euro. I debiti contratti vengono saldati in pochi mesi, e, nel mentre, si tiene in piedi un esperimento tanto pratico quanto efficace. Ciò, al fine di sopperire al ritardo dei fondi pubblici e per assicurare ai profughi un reale potere d’acquisto. Ma tutto questo evidentemente dà fastidio a qualcuno. Non è la prima volta che si cerca di ostacolare il “modello Riace”. Ci hanno già provato. Ecco dunque l’ordine di ritirare i bonus-moneta dalla circolazione.

Lucano è infuriato ed è pronto scendere in piazza con tutti i migranti accolti se il divieto non verrà ritirato. In settimana incontrerà il capo del dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del Viminale, Mario Morcone.
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