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sabato 24 settembre 2016

Teste lavate

Un commento a una sciagurata proposta di cancellare una grandiosa idea per l'urbanistica romana trasformando un lungimirante progetto in un povero pupazzetto.


Troppe teste appaiono lavate, tra quelle dei decisori (anche tra quelle di chi li elegge o li sceglie, beninteso). Ma teste lavate non da fuori (capelli, cute, viso) ma dall’interno, là dove riposava (sì, riposava, evidentemente senza far nulla) il cervello. Mi riferisco alle teste di chi ha proposto e di chi ha sostenuto e sostiene la folle idea di trasformare Via dell’Impero, a Roma, in un viale alberato, anziché rimuoverla, per ricostituire l’unità del sistema archeologico Foro Romano Fori imperiali.

L'idea sembra nata dal soprintendente all’archeologia, Francesco Prosperetti, dalla cui memoria sono stati evidentemente cancellati decenni di ricerche, analisi, proposte, progetti, idee, movimenti d’opinione pubblica, tutti orientati a recuperare e far rivivere nel presente dei romani e delle persone di tutto il mondo l’immenso patrimonio culturale obliterato dallo stradone mussoliniano. Lui, e i suoi consiglieri e laudatores, non hanno capito nulla, oppure hanno dimenticato, gli studi, i progetti, le iniziative di parsone come Adriano La Regina, Luigi Petroselli, Antonio Cederna, Leonardo Benevolo, Giulio Carlo Argan, Italo Insolera, Vezio De Lucia.

Se cosi non fosse, l'architetto Prosperetti non avrebbe potuto proporre (per di più richiamandosi, come dichiara,   al «sogno di un archeologo del calibro di Adriano La Regina e di Antonio Cederna, il giornalista delle grandi battaglie per l’ambiente») un maquillage da giardiniere del Duce dell’infrastruttura di terra, cemento e asfalto che taglia in due il sistema dei Fori, gioiello unico al mondo. Prosperetti e i suoi sostenitori confondono l’area archeologica dei Fori con una mela. Il frutto, se un coltello lo taglia in due rimane lo stesso, l'altro no.

Non siamo nuovi a questi tentativi incolti e superficiali di addomesticare una grande idea riducendola a un pupazzetto. Lo ricordava, su questo sito, Vezio De Lucia quando, in memoria di uno dei più strenui partigiani dell’area archeologica dei Fori, Cederna, scrisse che «il torto maggiore alla sua memoria è di banalizzarla o distorcerla» ed aggiunse: «è quello che sta succedendo a Roma riducendo il complesso e geniale disegno di Cederna per i Fori Imperiali a una modesta proposta di pedonalizzazione».

È proprio quel che propone di fare Prosperetti, divenuto soprintendente archeologico del più ricco complesso di monumenti d’Italia, appoggiato da uno stuolo di teste altrettanto vuote. Ma chi voglia comprendere meglio i fatti, legga i numerosi scritti pubblicati in questo sito e dedicati all’argomento, cominciando magari col più recente, Cederna addomesticato, proseguendo con Cederna e il progetto ForiAntonio Cederna, Luigi Petroselli e il Progetto ForiVia dei Fori imperiali, affondo di La Regina: “Smantelliamola, ormai non si usa più.



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