menu

subheader

ULTIMI AGGIORNAMENTI

mercoledì 10 agosto 2016

La resa dei veneziani “Mai così pochi i residenti in laguna”

È da qualche decennio che chi governa Venezia (e il Veneto) fa ponti d'oro a chi lavora alacremente per aumentare la presenza dei turisti a Venezia. Turismo di lusso e turismo di massa tutto fa brodo. E anche la maggioranza dei veneziani acconsente: infatti, vota per loro. La Repubblica, 10 agosto 2016

La Venezia da cartolina attira sempre più turisti, ma quella dei veneziani rischia di sparire. Gli ultimi dati del Comune sul numero dei residenti rimasti in città sono preoccupanti. A oggi sarebbero soltanto 55.075 i cittadini che resistono allo spopolamento, ma il numero è destinato a scendere a 54 mila già dai primi di settembre, secondo le proiezioni. Un calo a picco che sembra irrefrenabile. Dal 2000, quando gli abitanti erano 66.386, Venezia ha perso in maniera sistematica mille abitanti all’anno, arrivando nel 2016 ai minimi storici con una media di 2,6 residenti in meno al giorno, 956 da gennaio.

Lo spopolamento è stato graduale ed è iniziato dopo la grande alluvione del 1966, quando moltissimi veneziani si sono spostati verso la terraferma. Nel 1861 Venezia aveva 128.787 residenti. All’epoca i numeri erano in crescita, tanto da arrivare nel 1901 a 146.682 cittadini residenti e nel 1951 a 167.069, il massimo storico. Poi, il lento ma progressivo svuotamento della città, mentre cresceva il turismo di massa, che oggi si attesta attorno ai 22 milioni di arrivi all’anno.

Una situazione paradossale, perché se la città è un sogno per il turista che ne rimane stregato, dall’altro lato è sempre più un incubo per chi vuole mettere radici nella laguna e si ritrova alle prese con affitti altissimi, botteghe di quartiere che chiudono, negozi di paccottiglia e di souvenir a un euro che proliferano e palazzi che si trasformano in un baleno in hotel di lusso. Se a questo si aggiunge che l’età media è di 47 anni e che la popolazione anziana è in continuo aumento, si capirà che per un veneziano restare a Venezia è diventata una vera battaglia.

Eppure, nonostante la Guardia di finanza abbia stanato nell’ultimo periodo circa duecento strutture ricettive abusive, il problema di Venezia sembra sia proprio rappresentato da una parte di veneziani. Quelli, sempre più numerosi, che hanno trasformato la propria città in un business di acchiappaturisti scegliendo di dare in affitto la propria abitazione. Affitti spesso irregolari, con una durata dichiarata di un mese che poi diventano quattro.

Il risultato è un business selvaggio che ricade per primo sui veneziani e su quelle associazioni che chiedono una città a misura di residente e non del turismo di massa, come fa il Gruppo25Aprile con la campagna #Veneziaèilmiofuturo, o l’Associazione Poveglia, che chiede che l’omonima isola non sia ceduta ai privati, o ancora Venessia.com che denuncia da anni il calo degli abitanti.

Se al numero dei cittadini della laguna si somma quello degli degli abitanti delle isole, il calo non si arresta, perché si passa da 84.666 a 83.398 abitanti. «Lo spopolamento non si può risolvere in pochi mesi — dice Lucia Colle, vice sindaco e assessora al Patrimonio — Quello che sta facendo la nostra amministrazione è cercare di attirare gli under 40 con alcuni bandi per case a prezzi privilegiati. Vogliamo anche provare a portare lavoro in città, perché è quello che poi aumenta la residenzialità. Per quanto riguarda le strutture abusive, invece, stiamo aumentando i controlli».

Nonostante le università Ca’ Foscari e Iuav pullulino di giovani, dopo la laurea quasi tutti imboccano il Ponte della Libertà e tornano nella terraferma, dissuasi a restare dagli affitti da capogiro. Uffici e magazzini si trasformano in stanze da affittare e giorno dopo giorno si chiudono i palazzi. E in tutto questo a rimetterci sono quei residenti che non vogliono diventare comparse costrette a vivere in un luna park. Il luna park Venezia che, quando cala la sera, viene dimenticato da tutti.

Show Comments: OR