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Le barbarie di una nuova shoa

Le barbarie di una nuova shoa
Negli ultimi anni sono morti nel Mediterraneo almeno 15.000 migranti. E continuano a morire, anche se, allontanate le ONG, cade il silenzio su una strage continua, atroce, senza pietà neppure per i bambini. Il ministro della malavita però non si accontenta delle vite spezzate e del successo dei suoi slogan feroci. Vorrebbe di più. Per ogni vita strappata alla morte 5.000 euro di multa comminata ai salvatori. In un paese che alza muri, in città che si chiudono ai diversi, trattandoli come scarti dell’umanità, occorre ribellarsi prima che la barbarie di una nuova shoa diventi la specificità intollerabile di questi tempi feroci. (m.c.g)

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sabato 27 agosto 2016

Francia, Consiglio di stato boccia divieto burkini

C'è un giudice a Parigi: «un grave attentato, manifestamente illegale, alle libertà fondamentali che sono la libertà di spostarsi, la libertà di coscienza e la libertà personale». Il manifesto, 27 agosto 2016


Dopo le polemiche dei giorni scorso il Consiglio di stato francese si è pronunciato ieri contro il provvedimento anti-burkini di Villeneuve-Loubet, uno dei circa 30 comuni francesi che avevano vietato di indossare sulle spiagge il costume integrale islamico.

La decisione è stata presa dai tre giudici del collegio esaminante e dispone l’annullamento dell’ordinanza del Tar di Nizza che convalidava quella del comune della Costa azzurra. A Villeneuve-Loubet, indossare abiti religiosi in spiaggia è di nuovo autorizzato a partire da ieri. Tutto questo dopo l’irruzione dei poliziotti che avevano intimato a una donna di togliersi il burkini; un’immagine che nei giorni scorsi aveva fatto il giro del mondo.

Negli altri comuni che hanno adottato la stessa decisione - una trentina - i divieti restano in vigore fin quando non saranno contestati davanti alla giustizia. La presa di posizione di ieri potrebbe portare all’annullamento di tutti gli altri divieti ancora esistenti.

Come sottolineato dal sito di Le Monde, quella del Consiglio di Stato è una decisione di principio che non mancherà di essere estesa a tutti gli altri casi in cui verrà fatto ricorso. Il collegio di tre giudici ha infatti sottolineato che l’ordinanza contro tenute da bagno «islamiche» rappresenta «un grave attentato, manifestamente illegale, alle libertà fondamentali che sono la libertà di spostarsi, la libertà di coscienza e la libertà personale».
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