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La Galleria di Milano requisita per una cena benefica. Per non turbare il senso estetico dei lussuosi ospiti, le barriere che bloccano gli ingressi sono state dipinte d'oro. Il nudo cemento va bene solo in periferia. (p.s.)

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mercoledì 17 agosto 2016

Con la palla al piede

L'attualità rende interessante riproporre l'intervista di Lorenzo Grassi ad Antonio Cederna sui Mondiali 90 a Roma. Il manifesto, 18 luglio 1988


Domani il Consiglio dei ministri discuterà il decreto legge per i mondiali del '90. È l'apice di un'operazione di "emergenza artificiosa" che dovrebbe aprire la strada all'orgia di asfalto e cemento, allo stravolgimento del piano regolatore, alla speculazione fondiaria privata. "È un effimero che determina il permanente - dice il deputato della sinistra indipendente Antonio Cederna - Deve rinascere una forte risposta culturale e urbanistica".

Una risposta con quali mezzi e con quali obiettivi?

Per l'ennesima volta Roma si sviluppa sugli interessi della rendita fondiaria: l'errore storico e capitale, anche delle giunte di sinistra, è sempre stato quello di non aver previsto l'esproprio e l'acquisizione delle aree interessate dalle grandi opere, come si fa in tutta Europa. Dobbiamo recuperare la cultura della pianificazione.

Come è possibile questo recupero, anche alla luce dell'impatto dei mondiali?

Il '90 è diventato un'emergenza artificiosa con la quale si cerca di far passare opere che nulla hanno a che vedere con quella data. La risposta deve essere risoluta con il rilancio delle vere opere prioritarie per l'emergenza della città: innanzitutto il parco dei Fori e dell'Appia antica, il recupero dei monumenti e dei musei, la liberazione del Celio e altri interventi di svuotamento e di liberazione urbanistica degli spazi cittadini da conquistare con i denti e con le unghie in modo complementare al cemento e ai chilometri miliardari delle autostrade.

Di queste proposte si parla da anni...
Ripetere non fa mai male, siamo qui per questo: il compito della vita è ripetere. Non si è ancora fatto nulla, anzi si svuota anche quel minimo di programmazione nel quale rientrava lo Sdo: si stravolge il piano regolatore sostituendo al sistema lineare un disegno alternativo basato sulla polverizzazione e sulla moltiplicazione dei poli direzionali, che inseguono gli interessi.

Cosa chiedere al governo?
Di abolire il maledettissimo tunnel dell'Appia e in generale di evitare che l'effimero dei mondiali si trasformi nel permanente che determina il futuro della città.

Riferimenti
Dall'Archivio Cederna l'articolo  Tutto è stravolto per i mondiali scritto  da Cederna all'indomani dell'approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del decreto legge per i mondiali del 1990.
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