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sabato 20 agosto 2016

Castellina: «Quale sinistra a Capalbio? Lì c’è di tutto e sento frasi vergognose»

Finalmente qualcuno che, oltre a dire cose ragionevoli sul merito dello "scandalo di Capalbio" riconosce che  "sinistra" e PD sono cose diverse.. Corriere della Sera, 20 agosto 2016 (c.m.c.)

Luciana Castellina, tra i fondatori de il manifesto nel 1970, ex parlamentare del Pdup e di Dp, ex europarlamentare del Pci e poi di Rifondazione, il 5 agosto ha superato splendidamente la boa degli 87 anni: è al mare all’Argentario, guida la macchina, nuota, cucina, vede gli amici. Capalbio è vicina, lì spesso ha partecipato a dibattiti per «Capalbio libri», nel 2011 parlò del suo volume autobiografico La scoperta del mondo.

Come giudica, Luciana Castellina, quello che sta avvenendo nella «sinistra capalbiese» in vista dell’arrivo dei cinquanta immigrati?
«Per favore, smettiamola con il giochino di Capalbio simbolo della sinistra, o luogo di ritrovo solo di quell’area, sembra solo un divertimento estivo quando stiamo affrontando un problema grave e reale... Poteva essere vero un tempo, anni fa, ma adesso c’è di tutto: la sinistra, gli ex di sinistra, quelli che a sinistra non sono mai stati, la destra...».

Allora, come dice lei, parliamo di un problema serio. Dei 50 immigrati in arrivo. «Visto che ci siamo, vorrei affrontare la questione razionalmente e senza moralismi. C’è chi ha detto: “che vengano pure gli immigrati, ma senza bighellonare in giro”...».

Si riferisce a Chicco Testa.
«...vorrei dire, per tornare alla razionalità, che siamo di fronte a un processo irreversibile, di dimensioni enormi, a un problema gigantesco...».

C’è chi polemizza: la sinistra predica in un modo, poi agisce in un altro. 
«Prima di parlare della sinistra, vorrei citare i problemi provocati dalle posizioni dei vari Salvini, del centrodestra... Ma torniamo al punto. In questo caso, certo, non si può parlare teoricamente di globalizzazione, di circolazione di merci e idee, discuterci sopra e mettere da parte il vero problema che ci riguarda. Cioè l’immigrazione di massa, i flussi che vediamo. Questa, sì, è una contraddizione».

E quindi? 
«Quindi è bene darsi una regolata in tempo utile: nessuno può pensare di rinchiudersi nel suo piccolo castello, magari circondato da un fossato, alzando il ponte levatoio».

E nel caso di Capalbio?
«Ma lo sa quanti italiani tra il 1850 e il 1950 lasciarono il nostro Paese per emigrare? Trentuno milioni! Ai quali vanno aggiunti gli emigrati tedeschi, irlandesi, francesi. E noi di cosa discutiamo?».

Di 50 immigrati, si sa.
«Appunto, di cinquanta immigrati! Meglio essere seri».

Il sindaco pd Bellumori ha definito questa prospettiva, nelle prime ore, «una catastrofe lesiva dell’appeal di Capalbio». Che ne pensa?
«Una frase vergognosa. Però il sindaco ha detto anche altro. Cioè che è impensabile affidare alla prefettura di Grosseto tutte le decisioni, senza condivisione col territorio. La contestazione, in questo senso, non è sbagliata. Certe decisioni vanno affrontate con chi conosce le aree e i loro problemi».

Quindi lei pensa che gli errori della sinistra... 
«Anche qui basta con i luoghi comuni. Io sono presidente onorario dell’Arci, che è un’organizzazione storica della sinistra. Tutti i 5.000 circoli e il milione di iscritti si sono mobilitati per organizzare forme di accoglienza».

Ma la sinistra è anche il Pd al potere: locale e nazionale.
«Dal mio punto di vista, il Pd nemmeno appartiene alla sinistra. Il discorso è complesso e la faccenda riguarda anche il resto d’Europa. Il governo socialista di Hollande ha vietato il Burkini sulle spiagge. Ho smesso da quel momento di considerarlo di sinistra. Imporre alle donne come devono vestirsi rasenta il fascismo. Sì, il fascismo...».