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mercoledì 6 luglio 2016

Unesco, per gli ispettori in arrivo, dodici punti per salvare Firenze

Individuazione di criticità da superare per evitare il degrado di una delle città più rappresentative dell'Italia e tutelata ancora dall'Unesco. La città invisibile, newsletter #45, 6 luglio 2016


Arriveranno a Firenze gli ispettori dell’Unesco, l’agenzia delle Nazioni Unite specializzata nella promozione della pace e della comprensione tra i popoli attraverso l’istruzione, la scienza e la cultura. Non si sa quando, ma arriveranno. Firenze è uno dei nodi più importanti al mondo in questa strategia, considerate la cultura che ha saputo esprimere e la sua capacità, nel passato, di aggregare intelligenze e pratiche straordinariamente innovative in tanti settori. Sono ben due infatti i “nostri” siti Unesco: il Centro storico, unico al mondo, e le meravigliose Ville e Giardini medicei che costellano Firenze.

L’ispezione avrà l’obiettivo di comprendere, visto il degrado in cui è precipitata la città a causa di politiche troppo spesso inadeguate e soprattutto dannose, se Firenze è ancora all’altezza dell’importante doppio riconoscimento.

Con questi punti vorremmo quindi definire meglio alcune delle criticità che mettono a rischio il premio dell’Onu; ne sono responsabili le amministrazioni comunali che si sono succedute negli anni, ma non solo, sono altri e più pressanti i poteri che pregiudicano il futuro della nostra città.

Criticità che possono rappresentare naturalmente anche una traccia per il lavoro degli stessi ispettori. Che sono tenuti a pretendere, dai decisori e responsabili politici, l’eccellenza di quei siti che hanno il compito di tutelare.

Ecco i 12 punti più critici:

1) L’alienazione del patrimonio edilizio storico monumentale pubblico/privato: alle vendite viene garantito il cambio di destinazione per usi alberghieri o residenze di lusso e si garantisce la realizzazione di garages sotterranei, situati nella falda freatica.

2) L’escavazione di 21 parcheggi sotterranei in area urbana, di cui ben 6 in zona Unesco, tra cui il parcheggio sotterraneo di Piazza Brunelleschi. L’ulteriore escavazione di parcheggi sotterranei nell’area di Via Tornabuoni, in particolare sotto il giardino di Palazzo Antinori, a ridosso della Prima e della Seconda cinta muraria di Firenze.

3) La realizzazione del nuovo aeroporto intercontinentale di Peretola, con la buffer zone e traiettorie degli aerei sulla verticale di ambedue i siti Unesco: Centro storico e Ville Medicee. Previsto il raddoppio dei passeggeri in transito di circa 4,5 milioni/anno (vedi punto 6).

4) La realizzazione di una linea tramviaria nel sottosuolo del Centro storico, che metterebbe a rischio la stabilità degli edifici del Sito Unesco e l’integrità dei reperti archeologici sotterranei.

5) Gli scavi dei tunnel nell’area Fortezza da Basso/Santa Maria Novella: per l’Alta Velocità, sotto la Fortezza da Basso e Piazza della Libertà; per la nuova stazione ferroviaria AV, sotterranea e a ridosso del torrente Mugnone; per le varie gallerie veicolari utili al transito in superficie della tramvia.

6) L’insostenibilità acclarata della pressione del turismo sul Sito Unesco: oltre 9 milioni/anno le presenze, occasione di sviluppo di bassa qualità e causa di forte degrado strutturale e di allontanamento dei fiorentini dal Centro storico della loro città (vedi punto 10).

7) L’utilizzo improprio delle Piazze del centro storico in occasione di manifestazioni varie e mercatini con allestimento di strutture temporanee fortemente invasive, fuori scala rispetto all’equilibrio architettonico degli spazi, costruite con materiali incompatibili esteticamente con l’ambiente (in particolare Santa Croce e S.S. Annunziata) e penalizzanti per la vita degli ultimi residenti del Centro storico (vedi punto 10).

8) La privatizzazione degli spazi pubblici della città per organizzazione di eventi riservati: Ponte Vecchio, Forte Belvedere, Accademia ecc. e soprattutto Palazzo Vecchio che ospita un numero esorbitante di iniziative con ingresso ad invito per cene servite nel Salone dei Cinquecento o in altri ambienti del percorso museale per centinaia di persone con allestimenti incongrui alla rilevanza del bene culturale.

9) La perdita dei significati storici e identitari del Sito Unesco. Evidenti i fenomeni di gentrification urbana e trasformazione della città in una Disneyland del Rinascimento: sostituzione delle botteghe artigianali e del piccolo commercio di prossimità con catene commerciali internazionali che omologano il Centro storico a una qualunque altra città. Ristorazione selvaggia e finta locale.

10) La progressiva ed inesorabile espulsione delle famiglie residenti nel centro storico a favore di turisti mediante trasformazione degli immobili in residenze temporanee (spesso al nero) con conseguente desertificazione del tessuto urbano centrale per quanto riguarda i servizi rivolti ai cittadini in favore del commercio per i non residenti (vedi punto 9).

11) Lo storno di risorse economiche dal pubblico al privato che pregiudica la sicurezza del Centro storico: il caso più eclatante è quello della voragine di Lungarno Torrigiani, crollo dovuto alla mancata manutenzione dell’acquedotto. Gli utili netti di Publiacqua spa non sono state destinate alla manutenzione ma suddivise come dividendi degli azionisti.

12) La realizzazione di mostre in luoghi chiave del Centro storico in cui può esporre chi paga, senza nessuna Commissione di valutazione sul valore delle opere. Un modo semplice, per chi ha i denari (collezionista/produttore) per alterare le quotazioni del mercato dell’arte utilizzando uno scenario unico al mondo.