menu

subheader

ULTIMI AGGIORNAMENTI

domenica 17 luglio 2016

Rivalta: Una rete di città e istituzioni per l'accoglienza

Testo in italiano dell'intervento di Gianna De Masi assessore al comune di Rivalta di Torino tenuto il 25 giugno 2016 presso il padiglione greco durante la conferenza «The Refugee Crisis: Industry Vs Solidarity - Alternative Narrations On The Refugee Crisis». In calce il testo in lingua inglese.



Vorrei mettere in evidenza l’importanza del lavoro in rete tra Enti Pubblici specie riguardo a temi rispetto ai quali i comuni difficilmente dispongono di molte risorse: le poche che ci sono vanno quindi ottimizzate. In secondo luogo illustrerò brevemente le azioni messe in campo dal comune di Rivalta insieme ad altri comuni sul fronte dell’accoglienza e integrazione dei migranti.Infine vorrei sottolineare la necessità di rivedere il sistema complessivo italiano in merito all’accoglienza.


La Pace: dovere dell'amministrazione pubblica

Penso che il dovere dell’Amministrazione Pubblica sia di offrire ai propri cittadini occasioni di incontro e di approfondimento, perché una miglior conoscenza permette di vincere i timori di ciascuno. Stimolare i cittadini a un impegno concreto sul piano della solidarietà deve essere un dovere istituzionale e occuparsi istituzionalmente di pace significa che non si tratta di buone azioni dipendenti dal “buon cuore” di un Sindaco pro tempore, bensì di un piano di interventi coordinati e produttivi sia sul territorio del comune sia nelle realtà con cui si coopera. Insomma governare una città non significa occuparsi unicamente delle sue necessità immediate e materiali (luce, strade, servizi…) perché la città è un organismo vivo e complesso che deve avere relazioni altrettanto vive e complesse.

Siamo convinti che la pace non sia “solo” assenza di guerra ma che si basi su una distribuzione più equa delle risorse, che sia uno stile di vita, un modo collettivo di intendere le relazioni umane; già Capitini sostenne che le città possono e devono impegnarsi, nella certezza che ogni passo, anche il più modesto, costituisce un elemento importante per raggiungere l’obiettivo di un mondo più giusto e più bello.

Rivalta sta cercando di rendere concrete queste affermazioni in particolare sul piano dell’accoglienza dei migranti.

L’ importanza del lavoro in rete

Circa 20 anni fa Rivalta ha fondato con altri 15 comuni della provincia di Torino, il Coordinamento comuni per la pace (per brevità lo citiamo con l’acronimo Co.Co.Pa). Ora riunisce 30 comuni della provincia ed ha diverse collaborazioni con la Regione Piemonte ed è impegnato sui seguenti fronti:
  • promozione cultura di pace 
  • proposte di percorsi di educazione alla pace 
  • progetti di cooperazione decentrata gestiti da reti tra comuni 
  • promozione della cultura della cooperazione 
  • valorizzazione del know how enti locali. in ambito di concertazione e di progettazione partecipata 

Il cammino è ancora lungo:

  • pochi enti locali hanno maturato il dovere istituzionale di cooperare, di accogliere, di integrare che nasce da una lettura attenta e lungimirante dei bisogni e delle realtà dei nostri territori
  • occorre investire sulla formazione del personale politico e amministrativo
  • occorre individuare con chiarezza gli obiettivi progettuali
  • occorre crescere nella capacità di coprogettare con le organizzazioni non governative e le cooperative, uscendo dal ruolo riduttivo di enti finanziatori che delegano in toto progettazione e realizzazione
  • è fondamentale il ruolo di indirizzo e controllo dei comuni nei confronti dei progetti di accoglienza


L’esperienza di Rivalta di Torino - Il progetto Sprar

Con altri 4 comuni, riuniti in un consorzio per i servizi socio assistenziali, Rivalta ha presentato un progetto Sprar (Sistema Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati), finalizzato all’accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati, che è stato approvato e verrà finanziato dal Ministero degli Interni.

Il progetto ha consentito di affidare, con un bando pubblico, a due cooperative la gestione delle problematiche dell’accoglienza, tra cui quella più delicata è l’individuazione di alloggi per i quali si stipuleranno regolari contratti di affitto, intestati alle cooperative, con i fondi assegnati dal Ministero degli Interni

I fondi del progetto sono poi destinati ad attività di apprendimento della lingua italiana e di inserimento nel tessuto sociale dei nostri territori, all’attivazione di borse lavoro, con l’obiettivo di accompagnare i rifugiati verso un’autonomia economica e sociale: in questo quadro sarà importantissimo l’apporto di volontari e associazioni che vogliano mettere a disposizione un po’ del loro tempo per aiutare il conseguimento di tale autonomia

Con questo progetto di accoglienza e integrazione, il nostro comune vuole continuare il percorso già avviato negli anni scorsi con i migranti dell’emergenza nord Africa che sono rimasti sul nostro territorio, con quelli accolti con un altro progetto Sprar in partenariato con il comune di Avigliana e con quelli affidati dalla Prefettura a una cooperativa con cui il comune, insieme alla Prefettura, ha firmato un protocollo di intesa per il volontariato di restituzione.
Che cosa è il volontariato di restituzione

Nelle ultimi mesi i nostri cittadini hanno visto gruppi di africani lavorare con i nostri volontari civici per il decoro del nostro comune; altri ci aiutano nella distribuzione della posta interna al comune, altri sono entrati a far parte di un coro e del gruppo di danze popolari per condividere anche i momenti di piacere: è un modo per entrare a far parte della comunità apportando un contributo concreto e volontario in una cornice di pace e amicizia.


Criticità del sistema di accoglienza in Italia

L’Italia sta investendo risorse economiche ed umane a fronte degli arrivi e degli sbarchi utilizzando fondamentalmente:
  • i centri di accoglienza (CIE: Centri d’identificazione ed espulsione [sic])
  • lo smistamento tramite le Prefetture formando per lo più grandi gruppi affidati a cooperative che devono dimostrare di avere strutture e capacità di accoglienza ma che spesso, a causa degli alti numeri, si limitano al soddisfacimento dei bisogni primari e l’assistenza ai percorsi legali per la richiesta di asilo
  • i progetti Spar. gestiti dal Ministero degli Interni che riguardano gruppi di minore dimensione e finalizzati all’integrazione.
Purtroppo il dialogo tra questi varie realtà è assai scarso, mentre sarebbe indispensabile avere un maggior raccordo tra la prima accoglienza di urgenza e i processi di effettiva integrazione che necessariamente possono avvenire solo operando su piccoli gruppi distribuiti nei numerosissimi comuni italiani

Il Co.Co.Pa ha tempo fa sottoscritto un appello per la chiusura dei CIE che ho fornito agli organizzatori.

Circa la connessione tra i percorsi delle Prefetture e il sistema Sprar è mia profonda convinzione che occorrerebbe dirottare verso di esso le persone inizialmente accolte con gli appalti delle prefetture, procedendo a un progressivo e continuo “assottigliamento” e ricambio dei grandi gruppi e consentendo,con le risorse dello Sprar un effettivo percorso di integrazione e conseguimento dell’autonomia grazie al raccordo tra amministrazioni e realtà associative del territorio.

Insomma occorre passare dall’assistenza all’integrazione.



RIVALTA: A NETWORK OF CITIES FOR HOSPITALITY

Thank you for this opportunity. I apologize if I’m going to read my speech, but my English is not so fluent.
I would like to highlight the importance of working in networks among different Public Administrations, over all about themes with a low level of economic availability.
In the second part of my speech I’ll describe some actions that we are carrying out in Rivalta Municipality
In conclusion I’ll suggest some considerations about the Italian migrants system

Peace and Public Administrations

I think that a Public Administration has to offer citizens some knowledge opportunities, because a better knowledge of the problem allows them to overcome suspicions.
Both motivating citizens to a concrete solidarity engagement and committing the Administration resources have to be considered institutional duties and not good actions depending on the charity and good heart of a temporary Major.
Peace on the planet is not only and “simply” the absence of war: peace is a more equal distribution of resources, it is a lifestyle, it is a collective way to interpret human relationships.

What we are doing in Rivalta

Rivalta is trying to translate these statements in a concrete engagement even for migrants hospitality.
About 20 years ago, Rivalta founded with 15 other Municipalities a network, named “Coordination of Municipalities for peace” (for the sake of brevity we’ll call it CO.CO.PA.). Now we have 30 Municipalities in the province of Turin and we have many cooperations with the Regional Government of Piedmont.
Our main goals are:
-          To promote peace culture in schools and among our citizens
-          To realize decentralized cooperation projects
-          To care for staff training in these topics
-          To cooperate with NGOs and with cooperatives working in these fields
-          To promote the guidance and control role of an Administration in migrants hospitality and cooperation projects

Furthermore, Rivalta is included in a social Welfare Consortium whose aim is to give answers to issues of social weakness.
With other 4 Administrations of this Consortium, we are realizing a project approved by the Italian Ministry of Internal Affairs. Its acronym is S.P.R.A.R., which we can translate as Service for the protection of asylum seekers and refugees.

The project has made it possible to entrust, by means of a public announcement, to two cooperatives the management of the reception problem, including the most delicate issue, namely the finding of an accommodation, for which regular rent contracts are issued, paid for by the cooperatives, with funds allocated by the Ministry of Internal Affairs.

The project funds are allocated to Italian learning programs and to integration programs into the social activities of the various territories, to the activation of employment grants, with the objective that refugees might reach economic and social autonomy.
In this framework, the contribution of volunteers and associations wishing to devote a bit of their time to help the achievement of such autonomy, will be very important.
With this project for hosting and integration, our Municipality wishes to continue the path already followed in recent years with the emergency of North African migrants who have remained on our territory.
Also, with the people who have arrived with another S.P.R.A.R.  project in partnership with the Municipality of Avigliana and with those entrusted by the Prefecture to a cooperative, with which the Municipality has signed a memorandum of agreement for voluntary return. The latter consists in social works of public utility done by the refugees for the hosting community.


The Italian migrant systeme: not so good

Coming now to the Italian system, in response to the migration flows Italy is investing many economic and human resources with utterly unsatisfying results.
We have:
- Centers of sheltering for the first hospitality (that in Italy we call C.I.E.).
- attribution to the prefectures of migrants, mostly in large groups
- public announcements, by which the prefectures entrust the management of migrant groups to the cooperatives: the latter then have to prove that they have facilities and reception capacity, but often, because of the high numbers, they limit themselves to satisfy the very basic needs and to provide assistance for legal procedures concerning the application to the right of asylum.
- Furthermore there are the S.P.R.A.R. projects (as I have mentioned before), managed by the Ministry of Internal Affairs: they are taking care of smaller groups and of the proper  integration of people.
Unfortunately, the dialogue between these various institutions is very sporadic, while it would be essential to have a tighter link between the first emergency reception and the actual integration process which can necessarily be achieved only by working in small groups proportionally distributed throughout the many Italian Municipalities.
Because of the inadequate life conditions and of the excessive lenght of the time spent in the CIE camps, the CO.CO.PA. has recently signed an appeal for the closure of the CIE centers. I have provided this to the organizers because it’s too long to describe it here.
As to the connection between the procedures of the Prefectures and the S.P.R.A.R. system, it is my deep conviction that we should send off to the S.P.R.A.R. the people initially welcomed by procurements of the Prefectures. This, in order to proceed to a gradual and ongoing "thinning" of larger groups and their gradual replacement, as well as to kick off through the S.P.R.A.R. resources an actual path of integration and autonomy, thanks to the link between the administrations and the territorial associations.

So it is compulsory to shift from assistance to integration.
Thank you for your attention.
Show Comments: OR