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venerdì 29 luglio 2016

Ire, alla Ca’ di Dio al posto degli anziani un hotel di lusso

Prosegue a Venezia l'eliminazione di spazi pubblici a vantaggio degli alberghi di lusso. Questa volta si tratta di un Istituto pubblico di assistenza e beneficenza «che ha confermato l’intenzione di mettere a reddito l’edificio - non vendendolo - ma affittandolo alla società che lo trasformerà in albergo». La Nuova Venezia, 29 luglio 2016 (m.p.r.)


La casa di riposo Ca’ di Dio sarà trasformata in un albergo di lusso anziché continuare a ospitare - come è stato da sempre - una residenze per anziani autosufficienti gestita dall’Ire, l’Istituto per il ricovero e l’educazione. Ieri in Commissione consiliare a Ca’ Farsetti si è discusso infatti della Variante al Prg che consentirà la trasformazione dopo che già il commissario straordinario Vittorio Zappalorto aveva approvato una delibera che elimina lo standard pubblico attuale che vincolava l’uso dell’edificio di origine duecentesca che si affaccia sulla riva dell’Arsenale e apre la strada, dunque alla trasformazione alberghiera. In cambio, saranno rafforzati gli standard delle altre due case di riposo dell’Ire alle Penitenti e alla Giudecca.

La residenza dispone di 78 stanze a un letto con bagno e 6 a due letti, per una ricettività complessiva di 90 posti-letti, ma attualmente sono ancora una dozzina gli anziani autosufficienti ospitati e che pagano rette abbastanza elevate, intorno ai duemila euro mensili. Per l’Ire, quella degli anziani autosufficienti è una categoria ormai residuali [sic! -ndr], visto che la maggior parte degli anziani ospitati nei circa 460 posti disponibili tra le sedi di San Lorenzo, Zitelle e San Giovanni e Paolo - che chiuderà tra pochi mesi per lasciare spazio alla nuova residenza di San Giobbe - non lo sono. Di qui la dismissione della Ca’ di Dio, già attrezzata per la trasformazione alberghiera. 

L’Ire ha confermato infatti anche ieri l’intenzione di mettere a reddito l’edificio - non vendendolo -, però, ma affittandolo per circa 850 mila euro all’anno alla società che lo trasformerà in albergo - anche per finanziare altre operazioni immobiliari in corso, ma per cui mancano anche fondi come il complesso di appartamenti che dovrebbero essere realizzati al posto della casa di San Giovanni e Paolo. Proprio il fatto di non vendere l’edificio è una delle condizioni poste dal Comune per dare il via alla Variante. La nuova strumentazione urbanistica sancirà anche la trasformazione d’uso in Cittadella della Giustizia dell’ex Manifattura Tabacchi e proprio ieri nel corso del Consiglio Metropolitano il sindaco Luigi Brugnaro ha annunciato che il Comune cercherà di ottenere i fondi per il secondo lotto dei lavori da quelli che il Governo ha riservato ai progetti per le periferie.
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