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giovedì 28 luglio 2016

Il cortocircuito dei consumi

«I Cortocircuiti francesi sono esperienze simili ai Gas, che importano direttamente dai produttori italiani agrumi e altri prodotti non disponibili localmente». Comune.info, 28 luglio 2016 (c.m.c.)


Vi ho già raccontato in un mio precedente articolo di come una cassa di arance siciliane sia arrivata lunga su Torino, rimbalzata fino a Parigi e quindi esplosa spargendo semi in tutta la Francia. Oggi mi trovo vicino a Gap, sulle Alpi francesi, per osservare l’avanzamento di questa reazione a catena.

Qualche giorno fa ho scavallato le Alpi, ho oltrepassato il lago di Embrun, e sono arrivato allo specchio d’acqua di Veynes, nel dipartimento delle Hautes Alpes, dove si svolge la festa dei Cortocircuiti francesi. Qui ho ritrovato Brigitte e Rémi, che quando passeggiano per Embrun vengono riconosciuti come “Madame et Monsieur Orange”.

Questi Cortocircuiti sono associazioni di cittadini francesi nate per organizzare l’acquisto collettivo di arance ed altri prodotti del consorzio “Le Galline Felici”; a partire dalle arance, i Cortocircuiti si diffondono ed organizzano per acquistare sia prodotti locali che altri prodotti non disponibili localmente, coinvolgendo i mangiatori di arance nella organizzazione degli acquisti e in attività di informazione e cittadinanza attiva.

Le arance delle Galline Felici – grazie alla loro qualità e all’organizzazione logistica messa in piedi da entrambi i versanti delle Alpi – sono un’esca di attivazione; i francesi le assaggiano e rimangono un po’ alla volta coinvolti. A partire dall’associazione Court Jus di Embrun fondata da Brigitte e Rémi, nel dipartimento delle Hautes Alpes sono nate altre sei associazioni in diversi paesi e città. Nel periodo da novembre a maggio ogni mese due Tir di prodotti partono dalla Sicilia per consegnare in sette punti lungo la valle, qui i prodotti vengono divisi tra i vari gruppi raggiungendo in questo modo oltre 2.000 famiglie, circa il 5 per cento della popolazione del distretto che conta 174mila abitanti.

Negli ultimi anni queste sette associazioni sorelle hanno unito all’ordine delle Galline Felici anche ordini da produttori locali, consegnati inseme nell’acquisto mensile; in questo modo il cortocircuito cambia le abitudini di acquisto e facilita l’incontro diretto lungo le filiere sia locali che internazionali.

Questa prima festa raduna qui tra i monti molti di questi cortocircuiti francesi: l’associazione Corto che organizza gli acquisti per quaranta gruppi parigini con la distribuzione in sette punti della periferia, Agrumes Pastel di Tolosa collegata con l’esperienza delle Amap come molte altre di queste associazioni, Cort-circuit Ubayen di Barcelonette nel dipartimento delle Alpes de Haute Provence, Tutti Frutti nella zona di Lione, Givrés d’Orange a Lille ed altre in costruzione tra cui Grenoble, Rennes in Bretagna e Liège in Belgio.

I temi trattati sotto al tendone sono molto simili ai nostri: aspetti logistici e fiscali, scambio di esperienze, il ruolo della distribuzione, il rapporto con i produttori, la partecipazione. La differenza rispetto ai nostri incontri di economia solidale (Ines) sta nella grossa partecipazione degli italiani invitati a scambiare le esperienze in qualità di produttori consorziati del Sud e consumatori organizzati del Nord (Gas, Aequos e reti locali), oltre al gruppo “Lo faccio bene Cinefest”, Social Business World e la squadra di rugby dei Brigantini di Catania; è una festa bilingue, con tanto di interpreti.

Per completare il quadro devo ancora ricordare la spremuta di arance, il succo di mela, il tendone da circo installato per l’occasione, i film tra cui “Autrement, avec des légumes” e i corti del concorso “Lo faccio bene”, i banchetti delle associazioni, i concerti e le danze che favoriscono il clima di festa e lo scambio diretto di esperienze ed informazioni tra i partecipanti.

Queste reti basate sulla relazione diretta tra produttore e consumatore mostrano un modello di crescita interessante, anche se un po’ caotico, che si articola in diversi modi. Lo scopo è di trovare le forme organizzative che consentono di soddisfare i bisogni attraverso un’organizzazione della logistica che sia razionale e allo stesso tempo mantenga le relazioni, sia lungo le reti locali che attraverso le reti lunghe.

Questo processo di contaminazione dei Cortocircuiti, insieme alle esperienze dei produttori e delle Amap francesi che si sono presentati durante gli incontri, mostra quanto la strategia delle reti sia efficace nella pratica, con la capacità di migliorare la vita di chi consuma e di chi produce.

Durante l’incontro della domenica mattina i partecipanti si sono divisi in due parti: da un lato del tendone un gruppo si interroga su come integrare i migranti nel lavoro agricolo, dall’altra i Cortocircuiti discutono insieme alle Galline Felici di progetti di co-produzione per avviare insieme la conversione delle coltivazioni in base alle richieste dei consumatori.

Quello che è specifico di questo incontro è l’intreccio tra reti locali e reti lunghe, che rafforza la trasformazione sociale innescata dalle varie forme di cortocircuito. Per questo motivo, nella sessione finale è stata chiesto alle reti presenti cosa possono mettere a disposizione in termini di beni, servizi ed esperienze. Le reti si fortificano in questo modo, e la partecipazione a incontri come questi mostra come si tratti di una trasformazione sociale in corso.

Oramai è evidente che le prime casse degli ordini collettivi di Gastorino che hanno viaggiato sulla macchina di Julien da Torino a Parigi nel dicembre 2010 e sulla macchina di Brigitte e Rémi da Collegno a Embrun nell’inverno del 2011, oltre a qualche arancia hanno dato un passaggio anche ai germi di questa contaminazione insieme ad un pezzetto di storia contemporanea. Sulla piazza di Embrun, a fianco del monumento a Clovis Hugues, propongo di installare un altro monumento dedicato alle prime casse di arance, la miccia di questa rivoluzione gentile.

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