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Dalle miniere del Nord Kivu (Congo) alle discariche di Accra (Ghana) i danni ambientali e la lesione dei diritti umani che la catena commerciale del coltan (il minerale usato per cellulari e computer) provoca. Dalla mostra fotografica “Le vittime delle nostra ricchezza” di Stefano Stranges. (i.b.)

scritta dai media

DAI MEDIA

domenica 1 maggio 2016

Primo maggio 2016

Gli auguri di eddyburg per i lavoratori e per tutti gli altri che il mercato capitalistico esclude dal lavoro.





Non vogliamo solo festeggiare i lavoratori. In questo giorno vogliamo ricordare che:
(1) il lavoro è lo strumento che l’umanità può adoperare per conoscere e trasformare il mondo;
(2) il fine cui questo strumento deve essere adoperato non è il maggiore arricchimento e potere dei già ricchi e potenti, ma in primo luogo il soddisfacimento dei bisogni di tutte le persone, quale  ne sia il genere, l’etnia, la condizione sociale, la cultura di provenienza;
(3) devono essere  le persone nelle aggregazioni sociali che esse costituiscono, e non gli sfruttatori  e i loro agenti, ad articolarne il fine, a stabilire le priorita, e definirne ls retribuzione, a garantire il soddisfacimento delle esigenze personali:
(4) la grande massa di persone nel mondo intero cui non è dato di lavorare (precari, donne, migranti) costituisce lo spreco assurdo di una  grande risorsa utilizzabile per il progresso delle civiltà umane.

Rinviamo chi voglia approfondire alcune di queste asserzioni alla nota “Il lavoro su eddyburg", redatta nel 2012 ma ancora utile.
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