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giovedì 19 maggio 2016

L’Europa che vogliamo. Un appello di insegnanti

«Con questa lettera intendiamo esprimere in modo fermo il nostro dissenso nei confronti delle irresponsabili politiche migratorie europee». Il manifesto, 19 maggio 2016 (p.d.)


Siamo un gruppo di insegnanti del Liceo «Leonardo da Vinci» di Trento.

Da anni insieme ai nostri studenti ogni 27 gennaio siamo soliti commemorare, con un ricco programma di iniziative, la giornata della Memoria; da anni gruppi di nostri alunni partecipano ai viaggi del cosiddetto «treno della memoria» e più recentemente alcune nostre classi hanno avuto la possibilità di visitare le città bosniache martoriate dalla guerra; da anni, come avviene in molte altre scuole italiane, la maggior parte degli insegnanti trentini s’impegna a promuovere i valori della pace e della convivenza tra i popoli e le culture.

Anche per questo oggi più che mai, come uomini e donne, come cittadini e cittadine che portano la responsabilità di formare altri all’essere uomini ed all’essere donne e a vivere consapevolmente la propria cittadinanza, sentiamo il dovere di affermare con forza che è inutile celebrare Giornate della memoria, organizzare viaggi per non dimenticare, onorare con corone di fiori le decine di migliaia di migranti sepolti in mare se, poi, di fronte alla disperata richiesta di aiuto di chi non ha più niente l’unica risposta che sappiamo dare è la costruzione di muri!

Eppure non abbiamo nemmeno bisogno di immaginare le conseguenze della demonizzazione e dell’esclusione di chi è debole e diverso, perché l’abbiamo già vissute e ne trasmettiamo il ricordo alle nuove generazioni attraverso l’insegnamento della storia, della filosofia, della letteratura del secolo scorso.

Ci suonano dunque gratuitamente ipocrite le Convenzioni che pure sono state firmate, le Agenzie che pure sono state create; ci sembra indecoroso lo spettacolo che le istituzioni europee e i rappresentanti dei singoli stati nazionali dell’Unione stanno offrendo in questi mesi; ci sembra del tutto rimossa la nostra storia nazionale, che, da Sud a Nord, è storia passata di migrazione economica di povera gente ed è storia presente di migrazione economica di giovani diplomati, laureati, ricercatori; ci sembra infine tradito e vilipeso l’articolo 10 della nostra Costituzione che sancisce il diritto di asilo per lo straniero cui «sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche».

Con questa lettera intendiamo esprimere in modo fermo il nostro dissenso nei confronti delle irresponsabili politiche migratorie europee. Troviamo poi semplicemente immorale il recente accordo stipulato con la Turchia, in nome del quale si riconsegnano donne, uomini e bambini ad un paese fino a ieri giustamente accusato di primeggiare in violazioni del diritto internazionale e della stessa Convenzione europea dei diritti umani ed oggi con incredibile cinismo riabilitato, al solo fine di liberarsi dell’impegno e della responsabilità dell’accoglienza. Ed ancora ci tocca vedere filo spinato e soldati in assetto di guerra a presidiare confini e centri di raccolta: immagini che pensavamo sepolte nel passato, masse di profughi accampate in condizioni disumane, come per esempio ad Idomeni, sul confine tra Grecia e Macedonia, o a Lesbo, dove persone giunte prive di tutto sono detenute al pari di criminali, perché certo un reato, e gravissimo, lo commettono ogni giorno ed è quello di voler vivere! Questa Europa non ci piace, non ci rappresenta, non la vogliamo (…). C’è un’Europa, invece, cui guardiamo con fierezza e commozione ed è quella che cerca di dare concreta attuazione ai principi contenuti nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, che perdura e resiste in tantissimi suoi cittadini.

Noi, persone comuni, non ci rassegniamo a tacere ed a voce alta chiediamo che tutta l’Europa si faccia terra ospitale, capace di condurci tutti insieme lontano dalle strade buie del nostro recente passato, sognando e credendo possibili altri percorsi non ancora tracciati.

L’Europa che vogliamo è quella disposta a restituire questa umanità dolente alla vita. Una vita dignitosa.

In memoria di Giulio Regeni.

Allocati Valeria, Arman Enrico, Armani Sara, Bertoli Elena, Bertolini Giuliana, Callovi Loredana, Carapella Antonio, Conci Alberto, Corradini Manuela, D’Acunto Pietro, D’Alonzo Nicolino, De Tomas Francesca, Eghenter Novella, Flessati Sabrina, Gemmati Raffaella, Maiolino Francesco, Marchese Agata, Maroni Luisa, Mastropierro Francesca, Nicolini Lorena, Nicolini Nicoletta, Oss Giorgio, Pascotto Sabrina, Pasquali Antonella, Paternoster Stefano, Pellegrini Massimo, Perini Paola, Piombo Federica, Ricupati Vita, Romanato Roberta, Tecilla Melania, Tomasi Chiara