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La Galleria di Milano requisita per una cena benefica. Per non turbare il senso estetico dei lussuosi ospiti, le barriere che bloccano gli ingressi sono state dipinte d'oro. Il nudo cemento va bene solo in periferia. (p.s.).

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domenica 29 maggio 2016

La liberazione dei mappamondi

Per meglio comprendere come gira il mondo è assolutamente necessario cambiare il nostro punto di vista, così da traguardare nuovi orizzonti. Comune-info, 27 maggio 2016 (p.d.)


Ad un certo punto della storia, attorno al XVIII secolo, il mappamondo ha smesso di girare liberamente. Fissato l’asse di rotazione, il Nord è stato posto su e il Sud giù: in alto l’emisfero settentrionale e in basso quello meridionale. Da allora argentini, australiani, sudafricani… devono sempre chinare la testa per trovare le loro patrie nella parte “sotto” della Terra. Come se il globo terrestre non ruotasse intorno al Sole (oltre che vagare in giro per l’universo: “pianeta”, dal greco planao = vado errando).

Ma: “Hasta el mapa miente!” (“Questa mappa mente!”) – esclamò Edoardo Galeano nel suo scritto: 501 años cabeza abajo. “En el espacio no hay arriba ni abajo”. Quella del mappamondo, infatti, fornisce una visione di parte, arbitraria ed eurocentrica. È nato così nel Movimento di Cooperazione Educativa con la Sapienza di Roma, la Bicocca di Milano e la Plaza del cielo di Esquel in Argentina, un gruppo di docenti e insegnati che ha dato vita al “Movimento GloboLocal per la liberazione dei mappamondi dai loro supporti fissi universali, per diventare locali e democratici”.

Se vi salta in mente una qualche connessione di idee con il movimento per la liberazione dei nani da giardino siete fuori strada. Questo è un vero progetto scientifico e didattico che ha avuto riconoscimenti importanti e che permette di posizionare i mappamondi in modo omotetico (coerente e parallelo) rispetto a dove vi trovate sul pianeta. Le semplici istruzioni disponibili nel sito e una bussola sono sufficienti per auto-costruire un supporto al nostro mappamondo che rimette il piano d’orizzonte dove dovrebbe essere, esattamente sotto i nostri piedi, e orienta la Terra correttamente rispetto al sole di giorno e alle stelle di notte. Permette inoltre di comprendere facilmente l’alternarsi delle stagioni e il susseguirsi dei fusi orari.

Non sfugge il fatto che si tratta di un’operazione che restituisce non solo verità scientifica e storica a un oggetto molto comune nelle scuole e nelle case, ma anche giustizia ai popoli della Terra che abitano gli emisferi “inferiori”.

Incontriamo Nicoletta Lanciano, matematica, docente alla Sapienza, ad un laboratorio organizzato in un liceo. La professoressa pensa giustamente che vi sia una “pedagogia del cielo” capace di far comprendere “i diversi punti di vista locali e di valorizzare la connessioni tra cultura e democrazia, su scala globale”. GloboLocal ha organizzato eventi nel corso delle quattro giornate internazionali dedicate alla liberazione dei mappamondi che si svolgono nei giorni degli equinozi e nei solstizi. Ovviamente. I prossimi, quest’anno, sono: il 20 giugno, il 22 settembre il 21 dicembre. Per partecipare nelle scuole, nei parchi, nei musei… nei diversi posti del mondo si costruiscono “mappamondi paralleli”, li si fotografa e li si confronta. Avranno tutti inclinazioni diverse. Come gli esseri viventi che li popolano.
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