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mercoledì 13 aprile 2016

Marco Tullio Cicerone sulla Repubblica che abbiamo conquistato e quella "riformata"

Una lettere che  ricordandoci le parole di un gufo del passato,   ci ricorda che la ruota della storia gira e rigira: ciò significa che possiamo farla girare anche noi, magari nel verso giusto.


Caro eddyburg, oggi mentre leggevo il De Officiis di Cicerone, ho trovato questa frase "Atque utinam res pubblica stetisset quo coeperat statu nec in homines non tam commutandarum quam evertendarum rerum cupidos incidisset!" (Ah se fosse rimasta in piedi la repubblica nello stato in cui aveva cominciato ad essere e non si fosse imbattuta in uomini desiderosi non tanto di cambiare la situazione ma di sovvertirla!)

Strana coincidenza… in quel mentre il ddl Boschi sulla riforma costituzionale veniva approvato dalla Camera con 367 voti a favore e 7 contrari.

Con la sesta e ultima votazione il provvedimento, secondo quanto previsto dall'articolo 138 della Costituzione, non avendo ottenuto la maggioranza di due terzi dei componenti di ciascuna Camera, può essere sottoposto a referendum popolare, che si svolgerà in ottobre.
Adesso la parola passa a noi cittadine e cittadini che abbiamo la possibilità di bloccare questa sciagurata "deforma" che nel combinato disposto con l'Italicum priverà definitivamente i cittadini di una legittima rappresentanza e provocherà una deriva autoritaria!

Laura Di Lucia Coletti, Venezia, 13 aprile 2016
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