responsive_m


Meet Kikito: l’opera dell’artista JR collocata a Tecate, sulla barriera tra USA e Messico. L’immagine del bambino di un anno si sporge sopra la frontiera e, con le sue manine, sembra si appresti ad abbatterla, rimarrà esposta per un mese.

scritta dai media

DAI MEDIA

scritta Altri post

venerdì 22 aprile 2016

Earth Day, sale la febbre del Pianeta. Nasa: “Vicini a soglia limite di 1,5 °C fissata da accordo su clima”

«A lanciare l'allerta il n° 1 del Goddard Institute for Space Studies della Nasa (Giss), Gavin Schmidt, che prevede "sulla base dei dati sulle temperature medie globali raccolti tra gennaio e marzo dal Giss della Nasa, una probabilità superiore al 99% di avere un 2016 da record"». Il Fatto Quotidiano online, 22 aprile 2016 (p.d.)


Le temperature superficiali della Terra già nel 2016 potrebbero avvicinarsi pericolosamente a 1,5 °C in più rispetto ai livelli pre-industriali. Un aumento che potrebbe, cioè, sfiorare proprio quel grado e mezzo in più fissato come soglia limite a dicembre dalla comunità internazionale nell’accordo sul clima di Parigi. A lanciare l’allerta il n°1 del Goddard Institute for Space Studies della Nasa (Giss), Gavin Schmidt, che prevede “sulla base dei dati sulle temperature medie globali raccolti tra gennaio e marzo dal Giss della Nasa, una probabilità superiore al 99% di avere un 2016 da record”. L’annuncio, ripreso dalla rivista New Scientist, arriva a ridosso dell’Earth Day, la Giornata della Terra scelta dalle Nazioni Unite ogni 22 aprile, a partire dal 1970, per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità della conservazione delle risorse naturali del Pianeta.

Per approfondire questi dati l’Ipcc (Intergovernmental panel on climate change), il panel Onu sul clima, come riportato dalla rivista Nature, in un meeting che si è appena concluso a Nairobi si è impegnato a realizzare tre report nei prossimi anni. Le nuove indagini, la prima delle quali sarà completata entro il 2018, analizzeranno l’impatto sul Pianeta dei mutamenti climatici legati a un aumento delle temperature di 1,5 °C. “Finora abbiamo focalizzato la nostra attenzione su quel che potrebbe accadere con un aumento delle temperature di 4 gradi o più rispetto ai livelli pre-industriali – sottolinea su Nature Corinne Le Quéré, direttrice del Tyndall Centre for Climate Change Research di Norwich, e autrice di molti dei report Ipcc -. L’impatto di un riscaldamento relativamente più modesto, infatti, è molto meno studiato. E dobbiamo imparare a comprenderlo”, precisa l’esperta.

L’impegno a “portare avanti ogni sforzo per limitare l’aumento delle temperature a 1,5 °C”, come prevede l’accordo sul clima, è, infatti, uno dei punti salienti dell’intesa stipulata da 195 Paesi alla conferenza “Cop21″ di Parigi. Ma già all’indomani del summit, alcuni esperti avevano sollevato dubbi sull’efficacia dell’accordo, giudicato insuffficiente a limitare le emissioni di gas serra, e a contenere la febbre del Pianeta. I primi dati raccolti nel 2016 e le previsioni dell’esperto Nasa sembrano andare nella stessa direzione, confermando alcune perplessità iniziali.

Secondo quanto scrive la rivista New Scientist, per sapere se le temperature medie globali della superficie del Pianeta si manterranno elevate per tutto il 2016 bisognerà, tuttavia, guardare a El Niño, l’aumento delle temperature superficiali del Pacifico. Un’attenuazione di questo fenomeno tropicale, alla base del motore climatico terrestre, potrà infatti portare, secondo gli esperti, a una riduzione di questo trend di crescita. “È essenziale – conclude Jan Fuglestvedt, climatologo del Center for international climate and environmental research di Oslo, e vice presidente del gruppo di scienze fisiche dell’Ipcc – che i Governi sappiano come e quando è necessario agire, per mantenere il surriscaldamento al di sotto di 1,5 °C”.
Show Comments: OR

copy 2

COPYRIGHT
I materiali pubblicati in questa colonna sono ripresi da altri strumenti d’informazione precisamente indicati in apertura di ogni articolo.

La redazione non ha alcuna responsabilità per quanto riguarda i siti ai quali è possibile accedere tramite eventuali collegamenti, forniti come semplice servizio a coloro che visitano eddyburg.it. Lo stesso dicasi per i siti che eventualmente forniscano dei link alle risorse qui contenute. Il semplice fatto che eddyburg.it fornisca eventuali collegamenti, non implica una tacita approvazione dei contenuti dei siti stessi, sulla cui qualità, affidabilità e grafica è declinata ogni responsabilità.

I documenti e le immagini pubblicate in questa colonna del sito sono quasi tutti tratti da Internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; inoltre sono pubblicati senza alcun fine di lucro. In ogni caso, qualora qualcuno di detti documenti o immagini violasse specifici diritti di autore, si prega di comunicarcelo per la relativa rimozione.