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venerdì 29 aprile 2016

Bankitalia: torna il regalo annuale alle banche

Anche quest'anno le banche (private) titolari delle quote della Banca d’Italia hanno preso i dividendi e altri soldi pubblici in cambio delle loro quote in eccesso. Il Fatto Quotidiano, 29 aprile 2016 (p.d.)


Anche quest’anno la Banca d’Italia ha deciso di pagare un generoso dividendo alle banche titolari delle sue quote (che sono in gran parte anche quelle su cui vigila): 340 milioni di euro, come nel 2014, “considerata la sostanziale stabilità del risultato del 2015”, un utile netto di 2,8 miliardi. Allo Stato, che non è proprietario ma ha diritto ai proventi dell’attività della Banca centrale, spettano 2,2 miliardi a fronte di 1,9 dello scorso anno. Sono le decisioni dell’assemblea dei soci della Banca d’Italia, comunicate ieri.

Nel gennaio 2014, il Parlamento ha convertito in legge il decreto Imu-Bankitalia, la rivalutazione delle quote del capitale di via Nazionale (tassata per fare un po’di cassa subito) inserita in un provvedimento che bloccava l’Imu sulla prima casa. La rivalutazione si accompagnava a una modifica del criterio di calcolo dei dividendi.

L’opposizione in Parlamento (M5S) e molti economisti avevano denunciato quel provvedimento come un grande favore alle banche titolari delle quote di Bankitalia, bisognose di risorse. “Nessun regalo alle banche”, aveva promesso il governatore Ignazio Visco. I numeri sono questi: prima del decreto Imu-Bankitalia le banche azioniste ricevevano da via Nazionale dividendi tra i 50 e i 70 milioni all’anno, dopo la rivalutazione delle quote hanno avuto 380 milioni nel 2014, 340 nel 2015 e altri 340 nel 2016.

C’è tempo fino alla fine dell’anno per le grandi banche azioniste (Intesa e Unicredit) per finire di cedere le proprie quote in eccesso rispetto al limite del 3 per cento del capitale: per ora è passato di mano il 12 per cento del capitale. Ad aumentare la propria quota sono stati soprattutto gli “istituti di previdenza e assicurazione (dal 5,7 al 17,3%)”. Cioè l’Inps. Tradotto: le banche hanno preso i dividendi e altri soldi pubblici in cambio delle quote in eccesso.
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