responsive_m

EDDYBURG - LAVORI IN CORSO

EDDYBURG - LAVORI IN CORSO
Care amiche e amici, lettrici e lettori di eddyburg, con Eddy avevamo avviato un lavoro di ristrutturazione complessiva del sito, necessario per farlo funzionare correttamente e per rendere accessibile l'intero patrimonio di scritti e documenti pubblicati in più di 15 anni di attività. Le cose da fare sono molte e dedicheremo a questo impegno, e solo a questo, tutte le nostre energie per far sì che all'inizio del nuovo anno tutto sia di nuovo in ordine. Il sito è la cosa a cui Eddy teneva di più. Ilaria e Mauro

PER EDDY

INVERTIRE LA ROTTA

CONTRORIFORMA URBANISTICA

DAI MEDIA

VENEZIA

giovedì 25 febbraio 2016

Vendita dei beni immobiliari pubblici: la Regione Toscana inverta la rotta

Vendita dei beni immobiliari pubblici: la Regione Toscana inverta la rotta. Appello a Enrico Rossi presidente della Regione, del Nodo toscano della Società dei Territorialisti/e. Rivista SdT online, 24 febbraio 2016


Capisaldi sociali e territoriali, garanzia di inclusività e di crescita civile, i beni pubblici presiedono al disegno democratico di redistribuzione delle risorse, e il loro mantenimento in proprietà contrasta i progetti neoliberisti di trasferimento dei beni di molti nelle mani di pochi. Queste ragioni dovrebbero indurre la Regione Toscana a conservare la proprietà del patrimonio edilizio di sua competenza, a non perseguire politiche di stampo economicista nella loro gestione. E a ritirare quindi la delibera che pone in vendita molti edifici di proprietà regionale.

La Società dei Territorialisti/e è dalla parte di chi intende mantenere pubblica la proprietà del patrimonio edilizio e fondiario della nazione, la cui stessa esistenza favorisce i processi di ri-territorializzazione, sia nel territorio aperto che entro il tessuto urbano. Aree ed edifici che Regione, Comuni e Città metropolitana hanno messo all’incanto si sono infatti dimostrati luoghi di enormi potenzialità, in cui si inverano pratiche dal “basso”, esperienze di “costruzione di territorio”, sperimentazioni di nuove forme di autogoverno e di gestione collettiva del bene comune.

Nei centri storici desertificati e nelle periferie contemporanee, l’esistenza di aree di proprietà pubblica – il più delle volte di notevole valore storico-artistico – garantisce l’occasione per l’innesco degli auspicabili processi di rigenerazione urbana e sociale: il recupero di edifici o di terreni abbandonati al degrado, la loro fruizione collettiva e le nuove pratiche di welfare dal basso che possono scaturire dal riutilizzo di spazi pubblici vuoti o in dismissione, costituiscono una non trascurabile occasione di creazione di nuovi posti di lavoro in autogestione e di pratiche di autocostruzione finalizzate alla residenza per le fasce sociali più deboli.

Nelle campagne, proprietà e terreni pubblici contribuiscono a favorire l’occupazione giovanile nella neo-agricoltura autosostenibile, e, attraverso la promozione di parchi agricoli e di filiere alimentari locali, a innescare processi di ripopolamento rurale. Nello scenario attuale delle pratiche di riappropriazione di spazi pubblici condannati alla vendita, il caso della Fattoria di Mondeggi – di proprietà della Provincia – è paradigmatico e dovrebbe fungere da esempio per riconfigurare nuove politiche di gestione dei beni statali, regionali, comunali e pubblici in genere.

A fronte della mercificazione che investe città e territori, la Regione Toscana inverta la rotta e avvii un corso politico che impedisca l’introduzione dei beni comuni nel Mercato e che anzi valorizzi l’inveramento di pratiche dal “basso”, esperienze di “costruzione di territorio”, e sperimentazioni di nuove forme di autogoverno e di gestione collettiva del bene comune.

Riferimenti
 l,articolo di Antonio Fiorentino,  Se la Toscana rinuncia a difendere i propri beni comuni


Show Comments: OR