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domenica 28 febbraio 2016

Aeroporto di Firenze: lettera al Presidente Enrico Rossi

Le associazioni ambientaliste toscane hanno inviato una lettera con sette domande  sul progetto del nuovo aeroporto al presidente della Regione Rossi. Il presidente ha risposto alla lettera  e le associazioni hanno replicato.Qui tutto il carteggio.


SETTE DOMANDE
SUL NUOVO AEROPORTO DI FIRENZE
AL PRESIDENTE ENRICO ROSSI


Gentile Presidente Enrico Rossi,

Come Lei sa, l’Università di Firenze e gli uffici tecnici della Regione hanno avanzato molte riserve sul progetto del nuovo aeroporto di Firenze, attualmente proposto a Valutazione d’impatto ambientale da ENAC e Toscana Aeroporti. Le Associazioni firmatarie di questa lettera si rivolgono a Lei in qualità di governatore della Regione Toscana e quindi di garante della salute e della sicurezza dei cittadini, affinché chiarisca i punti più controversi del progetto e rassicuri gli abitanti della Piana, sul fatto che, una volta realizzato, l’aeroporto non peggiorerà le loro condizioni di vita.

1. Il progetto sottoposto a VIA è un Master Plan e non un progetto definitivo, come vuole la legge. La Regione Toscana accetterà questo strappo alle regole o chiederà al Proponente di rispettare quanto prescrive il Codice dell’ambiente?

2. La pista del nuovo aeroporto sarà di 2000 metri, come stabilito nel Piano di indirizzo territoriale, o di 2400 metri come richiesto dal Proponente?

3. La Regione Toscana si è impegnata ufficialmente a promuovere un Dibattito Pubblico sull’aeroporto, ma finora non ha rispettato il suo impegno. Lei si adopererà affinché possa finalmente svolgersi questo processo partecipativo?

4. Secondo il parere tecnico degli uffici regionali, il rifacimento del Fosso Reale e dell’intero sistema idrografico della bonifica comporterà un rischio idraulico non adeguatamente calcolato. Saranno richiesti al Proponente studi più approfonditi?

5. Nonostante il Proponente abbia affermato che la nuova pista sarà esclusivamente monodirezionale verso ovest, nel Master Plan questa risulta prevalentemente monodirezionale, con una percentuale non trascurabile di atterraggi e decolli in direzione di Firenze, il cui centro storico è patrimonio Unesco. Lei può dire qualcosa di definitivo in proposito?

6. Il Proponente dice che col nuovo scalo inquinamento atmosferico e acustico diminuiranno, ma ciò appare incongruente rispetto alla previsione d’incremento dei voli e della dimensione degli aerei. La Regione intende fare chiarezza su questo punto?

7. Il nuovo scalo non interferirà solo sul reticolo idrografico discendente da Monte Morello, ma anche sulla viabilità Nord/Sud della Piana, decretando ad esempio la cancellazione di via dell’Osmannoro: sono state adeguatamente valutate le conseguenze (funzionali, sociali, economiche) sul sistema della mobilità metropolitana?

Tommaso Addabbo, WWF Toscana
Paolo Baldeschi, Coordinatore della Rete dei comitati per la difesa del territorio
Fausto Ferruzza, Presidente Legambiente Toscana
Sibilla della Gherardesca, Presidente Fai Toscana
Maria Rita Signorini, Presidente Italia Nostra Toscana



LE RISPOSTE DEL PRESIDENTE
LA REPLICA: GRAZIE DELLA DISPONBILITA'
MA LEI CONFERMA I NOSTRI DUBBI
Firenze, 26 febbraio ’16

Gentile Presidente Enrico Rossi,

La ringraziamo per aver risposto alle nostre domande, dimostrando una sensibilità istituzionale che volentieri Le riconosciamo. Dobbiamo, tuttavia, esprimere il nostro disappunto per il loro contenuto, più preoccupato della correttezza delle procedure adottate, che della loro “sostanza” politica. E, affinché Lei non pensi che il nostro disappunto nasca da pregiudizi o da prese di posizione ideologiche, vogliamo entrare, sia pur brevemente, nel merito delle Sue risposte.

Alla prima domanda, se Lei accetterà che sia sottoposto a VIA un Masterplan e non un progetto definitivo, come prescrive il Codice dell’Ambiente, Lei risponde che così si fa per ‘prassi consolidata’, come sostiene lo stesso ENAC. Inutile ricordarLe che nessuna prassi consolidata può giustificare una così plateale “deroga” alle regole.

Alla seconda domanda, sulla lunghezza della pista – 2000 metri, come prescriverebbe il PIT, o 2400 metri, come vuole imporre l’ENAC – Lei sposa completamente il parere di quest’ultimo ente, che alle osservazioni dell’Università di Firenze ha risposto: “La definizione della lunghezza della nuova pista di volo di Firenze non può derivare da valutazioni di carattere prettamente urbanistico-territoriale, ma discende da valutazioni di carattere aeronautico di competenza dell'ENAC.” Vale a dire che non è l’aeroporto che deve adattarsi al territorio, bensì, viceversa, il territorio che deve piegarsi alle esigenze dell’aeroporto.

Alla terza domanda, sul mancato Dibattito Pubblico, Lei risponde che questo importante strumento partecipativo non è obbligatorio per le opere d’iniziativa privata. Tuttavia, a parere unanime dei giuristi che abbiamo consultato, la legge 46/2013 ne sancisce l’obbligatorietà qualora, come in questo caso, l’iniziativa privata comporti opere la cui realizzazione e gestione abbiano caratteri palesemente pubblici. D'altra parte, Lei sembra dimenticare che è proprio la Variante al Pit sul Parco della Piana, approvata dalla Regione Toscana, a prevedere il Dibattito pubblico sull'aeroporto.

Alla quarta domanda, sulle carenze dello Studio di Impatto Ambientale relativamente al rischio idraulico, Lei risponde che la Regione ha richiesto che siano individuate dal competente Ministero dell'Ambiente le successive fasi in cui siano presentati gli sviluppi progettuali e le relative verifiche che il proponente è tenuto a ottemperare e che consentano lo svolgimento delle attività di controllo e monitoraggio degli impatti ambientali, valutando anche la costituzione di uno specifico Osservatorio". Questa è, appunto, la strategia seguita fin qui dall’ ENAC: rimandare tutti gli approfondimenti e le modifiche al progetto, a successive fasi, non più controllabili. Poco o niente può fare un Osservatorio che, nel migliore dei casi, agisce ex post. La disastrosa esperienza dell’Osservatorio TAV in Mugello e il mutismo dell’Osservatorio sul sottoattraversamento di Firenze, dimostrano ahinoi l’inefficacia di questi istituti.

Alla quinta domanda, sulla monodirezionalità della pista, Lei ribadisce ciò che l’ENAC ha dichiarato ufficialmente, ma  che è contraddetto sia da tabelle presenti nello SIA (che prevedono un 18-20% di sorvoli su Firenze), sia dalla seguente risposta dell’ENAC alle osservazioni dell’Università di Firenze: “L'operatività della pista con uso ‘prevalente’ su una direzione di decollo e atterraggio è, invece, essenzialmente legata alle procedure di volo pubblicate in AIP, che nel progetto presentato prevedono atterraggi e decolli sulla direttrice da/verso Prato.” “Uso prevalente”, perciò, e non “esclusivamente mono/direzionale”, né potrebbe essere altrimenti a causa dei dati anemometrici e della mancanza di una pista di rullaggio che impedisce l’agibilità di uno scalo monodirezionale.

Alla sesta domanda, sull’inquinamento atmosferico che, nonostante l’aumento del numero dei voli e delle dimensioni degli aerei, dovrebbe, secondo l’ENAC diminuire, Lei sostanzialmente non risponde. Né la VAS (effettuata su una previsione di pista di 2000 metri) ha mai trattato effettivamente la questione.

Alla settima domanda, che chiedeva se fosse stato studiato l’impatto del progetto sul sistema complessivo della mobilità metropolitana, Lei risponde che la Giunta Regionale ha condizionato il proprio parere favorevole al progetto, alla sottoscrizione di un Accordo di Programma tra tutti i soggetti interessati, per la realizzazione di una serie di opere infrastrutturali – dalla terza corsia autostradale, fino alla realizzazione del ponte sull’Arno a Signa, etc. Lei, tuttavia, sa benissimo che gli accordi di programma non comportano alcun impegno istituzionale (tanto meno da parte dei privati, come Autostrade per l’Italia) e che, senza risorse finanziarie è come se fossero scritti sulla sabbia.

Sulla base di queste considerazioni, le Associazioni firmatarie della lettera a Lei rivolta, non possono che dichiararsi deluse dalle Sue riposte che, in gran parte, riproducono le posizioni dell’ENAC, lasciando sostanzialmente intendere che non si farà sufficiente chiarezza su un progetto palesemente incompleto, contradditorio, proceduralmente iniquo e, a parere dei tecnici, dannoso per la sicurezza del territorio e dei suoi abitanti. Non si tratta, ci creda, di posizioni aprioristiche, ma anzi ampiamente documentate da pareri tecnici e scientifici ‘super partes’.  In ballo, ci creda, non c’è soltanto la salute e la sicurezza dei cittadini, bensì la credibilità stessa delle istituzioni di cui Lei è, in questo frangente, il primo garante. Detto ciò, saremo felici, come Lei auspica nella sua lettera, di poter proseguire questo confronto in modo proficuo e costruttivo.

Cordialmente,

Tommaso Addabbo, WWF Toscana
Paolo Baldeschi, Coordinatore della Rete dei comitati per la difesa del territorio
Fausto Ferruzza, Presidente Legambiente Toscana
Sibilla della Gherardesca, Presidente Fai Toscana
Mariarita Signorini, Presidente Italia Nostra Toscana