ULTIMI AGGIORNAMENTI

lunedì 11 gennaio 2016

«La Toem sarà un’altra autostrada inutile»

Un altro dei progetti di urbanizzazione devastante e demente del centrodestra (e non solo), anzi il nodo centrale su cui convergono tante altre follie: il Grande Raccordo Anulare Lombardo. La Repubblica Milano, 11 gennaio 2016, postilla a link vintage (f.b.)

Sono due progetti collegati tra loro e già si prevedono nuove colate di asfalto; una per ora solo immaginata e l’altra, volendo, già realizzabile. Il prossimo capitolo del romanzo autostradale lombardo si chiama Toem (Tangenziale ovest esterna Milano). Che si sviluppa, come detto, su due frangenti: un collegamento tra Melegnano e Malpensa, e un altro che ricongiunge Vigevano con la tratta. Un anello che alla fine collegherebbe la Teem alla autostrada A4, quindi all’aeroporto. La Regione l’ha inserita tra le opere del Piano della mobilità e trasporti, ma da una parte 33 sindaci dei Comuni interessati e dall’altra il gruppo al Pirellone del M5S chiedono che non se ne faccia nulla. Troppo invasiva, sventrerebbe due parchi.

già si prevedono nuove colate di asfalto; una per ora solo immaginata e l’altra, volendo, già realizzabile. Il prossimo capitolo del romanzo autostradale lombardo si chiama Toem (Tangenziale ovest esterna Milano). Che si sviluppa, come detto, su due frangenti: un collegamento tra Melegnano e Malpensa, e un altro che ricongiunge Vigevano con la tratta. Un anello che alla fine collegherebbe la Teem (Tangenziale est esterna MIlano) alla autostrada A4, quindi all’aeroporto. La Regione l’ha inserita tra le opere del Piano della mobilità e trasporti, ma da una parte 33 sindaci dei Comuni interessati e dall’altra il gruppo al Pirellone del M5S chiedono che non se ne faccia nulla. Perché l’opera sarebbe una «pugnalata al polmone verde del Sud Milano», cioè al Parco agricolo Sud. E andrebbe ad intaccare anche il Parco del Ticino. «È nostra intenzione — hanno scritto i sindaci nella lettera inviata al Pirellone tempo fa — promuovere azioni e attivare idonee strategie intercomunali, per continuare a salvaguardare il nostro territorio e la salute dei cittadini contro la realizzazione di infrastrutture di grande impatto ambientale, inutili, costose e non condivise».

Ma sulla Vigevano-Malpensa ballano 118 milioni di finanziamento deliberati dal Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) con la legge obbiettivo Malpensa 2000 e che la Regione — e gli industriali del territorio — non vogliono perdere. Lavori gestiti da Anas e progettati dalla Sea. E pazienza se un’alternativa, almeno per quella tratta, ci sarebbe. L’aveva presentata Arianna Censi (Pd) della città metropolitana in un incontro con Anas e Regione. Il nuovo progetto avrebbe ridotto da 23 a 6 i chilometri di nuovo asfalto, riqualificando le strade provinciali e statali già esistenti. Tutto troppo comodo, perché oltretutto quei milioni fanno gola a imprese e amministratori del territorio.

Eppure le ultime autostrade regionali se non sono state un buco nell’acqua poco ci manca. E il traffico verso Malpensa — tra numero di passeggeri e voli — non è certo quello immaginato negli anni 90. «Basta vedere i numeri di Teem, inaugurata nel maggio del 2015 e di Brebemi, aperta dal luglio 2014. Sono tutti ben al di sotto delle attese, con piani economici saltati da un pezzo. È così che pensano di lottare contro lo smog? Eliminando verde e alberi e cementificando ulteriormente? Il problema dei collegamenti della zona Ovest di Milano si può risolvere con interventi mirati, ampliamenti dell’esistente ragionati e con un incremento del trasporto pubblico, non con mega opere inutili come il progetto caro all’assessore Garavaglia», ragiona Stefano Buffagni del M5S.

Come andrà a finire? Difficile dirlo, anche se per ora da Palazzo Lombardia si nicchia. «Un conto è mettere un’opera nel piano regionale e un’altra è realizzarla davvero — dice l’assessore regionale ai Trasporti Alessandro Sorte — Effettueremo un serio studio di fattibilità». Insomma, poi si vedrà. Ma per ora le due nuove arterie restano nel libro dei sogni. O degli incubi, dipende dai punti di vista.

postilla
Ovviamente, del Grande Raccordo Anulare Lombardo, che è il vero obiettivo di tutta la ridda di progettini e progettoni di trasformazione del territorio, se ne parla poco o punto. Mentre invece dovrebbe essere proprio quello l'oggetto del contendere: come vogliamo crescere? In sapienza e bellezza o in metri cubi indigeribili e irrespirabili? I particolari, ahimè, in un vecchissimo articolo del sottoscritto, dove già parecchi anni fa delineavo questo fosco futuro occupato dai
Capannoni della Zia T.O.M. (f.b.)