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mercoledì 27 gennaio 2016

Giovani ottimisti e bravi sindaci qui l’Europa è felice

Sono i risultati dell’Eurobarometro 2015, un sondaggio tra i cittadini della Ue I trasporti funzionanti e la possibilità di fare sport all’aperto sono considerati decisivi. La qualità della vita non dipende solo dal reddito ma da come sono amministrate le città , dall’istruzione e dal livello d’integrazione. In classifica svetta il Nord, con qualche sorpresa. La Repubblica, 27 febbraio 2016


Non è un paradosso: il sette per cento dei cittadini europei dichiara di essere totalmente felice ma del tutto insoddisfatto della propria vita. Una quota considerevole, rilevata in un Eurobarometro sulla qualità della vita nella Ue. L’ennesima prova, se ce ne fosse bisogno, che la felicità è una variabile indipendente. Ma spulciando le tabelle di questo e altri studi più recenti sull’umore dei cittadini europei, è chiaro che ci sono degli aspetti su cui i governi e le amministrazioni locali possono lavorare, per migliorare almeno il grado di soddisfazione delle persone.

La buona notizia, anzitutto, è che gli europei stanno riemergendo più sereni dalla crisi: tra il 2008, l’anno dello scoppio della Grande crisi, e il 2013, il numero di persone contente della propria vita è salito dal 76 all’80%. E la stragrande maggioranza delle persone che vive in città, sostiene uno studio che fa riferimento al 2015, è soddisfatta. In 79 città analizzate, oltre l’80% degli abitanti ci vive volentieri.

Tuttavia i sondaggi rivelano anche che la serenità cala con gli anni. E non è un dettaglio da poco, in Paesi che stanno invecchiando velocemente e in cui si allunga la vita. L’87% dei giovani tra i 15 e i 24 anni è “abbastanza” o “molto” soddisfatto. Anche qui, tra i dati si annida un dettaglio curioso: in molti Paesi del Nordeuropa c’è un “effetto pensionamento” per cui tra i 65 e i 74 anni la soddisfazione aumenta, rispetto agli ultimi anni lavorativi. Una sensazione che non riguarda, tuttavia, i pensionati italiani, francesi, croati o bulgari, insomma di Paesi dell’Est e del Sudeuropa. Inoltre, dopo i 74 anni la salute “gioca un ruolo essenziale” per il crollo della qualità della vita.

Altro elemento che dovrebbe far riflettere: le più scontente sono le donne over 65 o i genitori soli con figli. Quasi un terzo è insoddisfatto della propria vita. Al contrario, è nelle famiglie con figli che si registra il tasso più alto di persone che si ritengono realizzate. Più prevedibilmente, la serenità è anche proporzionale al reddito e al livello di istruzione. In più, in vetta ai cittadini europei più contenti, ci sono i “soliti” nordici: svedesi, danesi e finlandesi.

Esaminando maggiormente nel dettaglio i dati sulla qualità della vita urbana dell’Unione europea si scoprono cose sorprendenti. La città dove si trova più facilmente lavoro è Praga, poi la rumena Cluj Naroca e Monaco di Baviera. Purtroppo, in fondo alla classifica ci sono tre città italiane: Palermo, Torino e Napoli. E le città italiane sono anche in fondo alla lista delle 79 città sulla tolleranza nei confronti degli stranieri: alla domanda “la presenza di stranieri è positiva per la mia città”, sei sono finite tra le ultime quindici.

L’indagine sulle città mostra che sono generalmente i sindaci del Nordeuropa i più bravi a creare l’ambiente più favorevole ad una vita serena. Le domande riguardano i trasporti pubblici, la possibilità di fare attività all’aperto, la sicurezza, l’educazione, la qualità di strade ed edifici. In cima risultano Oslo, Zurigo e la danese Aalborg; tra le prime dieci, quattro sono tedesche, Amburgo, Lipsia, Rostock e Monaco.





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