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venerdì 4 dicembre 2015

Venezia sicura

Falsi allarmi, veri affari, ferocia di classe sono le parole chiave delle ultime cronache da Venezia. Il 25 novembre, data in cui si celebra ... (continua a leggere)



Falsi allarmi, veri affari, ferocia di classe sono le parole chiave delle ultime cronache da Venezia. Il 25 novembre, data in cui si celebra la lotta contro la violenza sulle donne, è apparsa la notizia che, il giorno prima, era stato vietato l’accesso a piazza San Marco a una turista che indossava il burqa. L’episodio è stato presentato come una prova dell’efficacia delle misure “antiterrorismo” adottate per il funerale di Valeria Solesin, durante il quale si poteva entrare in piazza solo attraverso cinque varchi controllati dalla polizia, mentre 400 agenti armati si aggiravano tra la folla e numerosi tiratori scelti erano appostati sui tetti.

“Una piazza di civiltà”, ha sentenziato il Corriere della Sera, mentre le autorità hanno espresso soddisfazione perché i cittadini non hanno protestato contro la limitazione della loro libertà di movimento. «È andata benissimo … la gente ha capito» ha detto il comandante dei vigili, spiegando che non si è trattato di un caso eccezionale, ma della “prova generale” di quello che avverrà in occasione di altri grandi eventi, a cominciare dall’inaugurazione del Giubileo con l’apertura della porta santa della basilica san Marco, il prossimo 13 dicembre. Alle parole del capo dei vigili si è associato il Primo procuratore di san Marco Carlo Alberto Tesserin, già consigliere regionale di NCD, che ha aggiunto: «oggi per il funerale è stato più facile», perché «tra le autorità ci si conosce tutti, almeno di vista», ma per il Giubileo stiamo studiando un sistema di «identificazione dei fedeli». Così, mentre il Papa camminava nelle bidonvilles di Nairobi e nei campi profughi di Bangui, le autorità veneziane hanno deciso che alla Messa del 13 dicembre si potrà assistere solo “per inviti” e in chiesa entreranno solo i “fedeli accreditati”.

La privatizzazione/militarizzazione di quello che era il cuore della città non è una novità. Proposte di chiuderne gli accessi e consentire l’ingresso, a pagamento, o comunque a discrezione di chi ne millanta la proprietà, si sono moltiplicate negli ultimi mesi, ma la loro applicazione è stata finora rallentata dalla contrapposizione dei diversi interessi di chi controlla il turismo “straccione” e dei padroni delle botteghe di lusso. Gli unici che, secondo il sindaco Brugnaro, alfiere della tolleranza zero contro i mendicanti che rovinano lo spettacolo ai turisti, hanno diritto di parola sulla questione. «E’ ovvio, ha detto, che un’ipotesi cosi estrema dovrebbe essere condivisa con le categorie, in primis commercianti e albergatori».

Intanto, mentre le “categorie” si spartiscono il territorio, è arrivato il ministro Alfano ed ha annunciato il piano “Venezia sicura”, che consiste nell’invio di “105 rambo per blindare la città” contro il terrorismo e contro il commercio abusivo. «Una città speciale merita un piano speciale» ha detto. Ed è solo l’inizio, se, come sembra, verrà accolta la richiesta del governatore del Veneto Zaia, di far arrivare cani che “fiutano l’esplosivo” nei “luoghi sensibili” della regione, cioè: Venezia e il suo carnevale, la basilica di sant’Antonio a Padova e Gardaland, accomunate in un osceno miscuglio di sacro e profano in quanto locations che attirano il maggior numero di visitatori paganti. Contemporaneamente, l’assessore alle politiche sociali del comune ha annunciato l’installazione di tornelli contro i barboni in biblioteca, misura, «necessaria per evitare che i senza dimora si siedano ai tavoli di studio insieme ai ragazzi che preparano gli esami per l’università».
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