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Domani è troppo tardi per salvare il pianeta Terra. Lo affermano quindici mila scienziati di 184 paesi che hanno reiterato l'appello "World Scientist' Warning to Humanity"per fermare la distruzione del Pianeta, lanciato per la prima volta 25 anni fa. (l.s.)

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martedì 15 dicembre 2015

Il patto repubblicano annulla il Front National

Dopo queste elezioni, niente sarà più come prima. Il FN continua a tessere la sua rete sul territorio. In molti consigli regionali, dove i socialisti si sono ritirati, sarà la sola opposizione. Ha dimostrato di poter mobilitare nuovi elettori sui temi della crisi migratoria e della sicurezza». Il Fatto Quotidiano, 14 dicembre 2015 (m.p.r.)

Il fronte repubblicano ha fatto scudo al Front National ieri sera al ballottaggio delle elezioni regionali in Francia. Marine Le Pen è uscita sconfitta dalle urne su tutta la linea: dopo essere arrivata in testa al primo turno in sei regioni, dopo aver sfiorato lei stessa la presidenza della macroregione del Nord, la leader dell’ultradestra resta a mani vuote e non ha vinto da nessuna parte. A fare la differenza è stato il tanto atteso risveglio cittadino.

È la paura dell’ultradestra a vincere nelle urne come era stato nel 2002, quando i francesi si erano uniti per barrare la strada dell’Eliseo al patriarca del FN, Jean-Marie Le Pen. I Repubblicani di Sarkozy prendono il controllo delle macroregioni del Nord-Pas de Calais, dove Xavier Bertrand ha battuto Marine Le Pen con il 57,70% dei voti contro 42,30%, e della Provenza-Costa Azzurra, dove Christian Estrosi ha vinto contro la nipotina Le Pen, Marion, 53,50% contro 46,50%. Il voto dei socialisti, che si erano ritirati e avevano invitato a votare Sarkozy, è stato determinante. 

I Repubblicani hanno trionfato anche nell’est, in Alsazia-Lorena, battendo la stella nascente del FN, Florian Philppot, nonostante l’ammunitamento del socialista “ribelle”Jean-Pierre Masseret, che disobbedendo agli ordini dei vertici aveva mantenuto la sua lista, facendo probabilmente la scelta giusta.  Il PS, che usciva perdente dal primo turno, ha resistito e conservato cinque regioni. Porta a casa una vittoria strategica, ma perde la regione-capitale dell’Ile-de-France, dove il testa a testa tra Valerie Pecresse e Claude Bartolone è stato serrato. 

Dopo queste elezioni, niente sarà più come prima. Il FN continua a tessere la sua rete sul territorio. In molti consigli regionali, dove i socialisti si sono ritirati, sarà la sola opposizione. Ha dimostrato di poter mobilitare nuovi elettori e potrà continua a navigare sui temi della crisi migratoria e del sicurezza. Lo ha detto Manuel Valls che il «pericolo dell’estrema destra non è scongiurato». Dopo l’assordante silenzio del primo turno, il premier ha preso subito la parola e ha richiamato tutti alle proprie responsabilità: «Stasera non ci sono trionfalismi - ha detto - Smettiamola con i giochetti politici. I responsabili politici di ogni fazione devono imparare a costruire insieme». 

Da parte sua Nicolas Sarkozy, che si giocava tutto ieri sera, anche l’investitura all’Eliseo, resta ancora in corsa: «L’unità nel partito - ha detto - e il rifiuto di ogni compromesso con l’estrema destra ha permesso questo risultato. Questi principi devono restare nostri anche in futuro». Per i Républicains la campagna presidenziale è già iniziata. Dal feudo di Hénin-Beaumont, Marine Le Pen, accolta da un pubblico esultante, ha ringraziato i più di 6 milioni di “patrioti” che hanno votato per lei. Non sono mai stati così tanti: «Siamo entrati nel bipartitismo –ha detto –La scissione ormai non è più tra destra e sinistra, ma tra mondialisti e patrioti». E ha attaccato i socialisti, primo fra tutti proprio Valls, che l’hanno “calunniata”, ha detto, “diffamata”, lungo tutta la campagna.
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