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Gli aguzzini si incontrano sui confini. La barriera costruita nel 2015 sul confine tra l'Ungheria, la Croazia e la Serbia, di cui si vanta oggi il presidente ungherese Viktor Orban. Il sindaco di estrema destra Laszlo Toroczkai si era visto inizialmente rifiutare la richiesta di costruire un muro sullo stile di quello USA-Mexico, ma con l'avvicinarsi delle elezioni ungheresi il presidente nazionalista ordinò infine la costruzione della recinzione. (i.b.)

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martedì 17 novembre 2015

Europa: tre cosine da fare subito

I peggiori, alla cui squadra si è iscritto François Hollande, gettano benzina sul fuoco da loro stessi acceso. Se c’è nei dintorni qualcuno che voglia invece che i focolai si spengano, allora lavorino in Europa e altrove per ottenere tre cose:  (1) che cessi lo sfruttamento internazionale delle risorse dei popoli del Medio Oriente, a partire dal petrolio; (2) che si ponga fine alla produzione e al commercio di armamenti a chi li adopera per attizzare i fuochi, (3) che si aiutino quei popoli a ricostruire le comunità nazionali e le istituzioni statuali che Europa e Usa ha distrutto.
Utopie? Forse, ma  qualche gufo del secolo scorso affermava che «posto a un livello più basso dell’utopia, il problema non ha soluzione»



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