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PONTE MORANDI UN ANNO DOPO

PONTE MORANDI UN ANNO DOPO
Il 14 agosto di un anno fa, uno degli emblemi della 'modernità' crollava, trascinando con se 43 persone e travolgendo la vita di centinaia di sfollati e di una regione intera. Un episodio che avrebbe dovuto mettere in discussione la logica perversa che sta facendo marcire l'infrastruttura fisica e sociale del nostro paese. A un anno dal dramma nulla è cambiato, prosegue il disprezzo per la manutenzione, la sicurezza e la tutela dell'ambiente: nessuna revoca delle concessioni ai privati (interessati solo ai profitti) e finanziamenti al 'nuovo', dove corruzione, speculazione e interessi particolari possono fare i loro porci comodi. In Italia metà delle concessioni autostradali fanno riferimento a società collegate alla famiglia Benetton, che non sono un modello di imprenditoria ma emblemi di sfruttamento umano e ambientale. (ib & es)

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martedì 24 novembre 2015

Altro che “degrado”. Nardella risponda alle ​preoccupazioni ​dell’Unesco

IComunicato stampa di perUnaltracittà-laboratorio politico (23 novembre 2015) che denuncia il tentativo del sindaco di Firenze di nascondere l'autorevole parere dell'Unesco sul massacro in atto del centro storco della città che il pupillo di Renzi avrebbe la responsabilità di tutelare. In calce il testo originale del documento

Inqualificabile il comportamento del sindaco Nardella di fronte alla lettera dell’Unesco al Comune di Firenze che segnalava i rischi della realizzazione delle grandi opere in città.

Malgrado le ripetute richieste dei consiglieri, la lettera è stata tenuta nascosta in Palazzo Vecchio. Non solo. I contenuti della missiva sono stati artatamente mascherati. Rendendo dichiarazioni su​ una presunta dichiarazione Unesco su​l “degrado” della città storica, determinato secondo il sindaco dalla vendita di alcolici e dai minimarket, Nardella travisava il messaggio arrivato da Parigi.

L’analisi tecnica allegata alla lettera Unesco segnala ​invece ​problematicità di ben altro calibro, legate ad interventi pesanti e invasivi, quali: il tunnel TAV; la vendita dei complessi monumentali pubblici o «semi-pubblici» – tra cui la Rotonda del Brunelleschi – a investitori privati, e il loro cambiamento di destinazione d’uso (peraltro monetizzato dall’art. 25 delle N​ote ​T​ecniche del R​egolamento ​Urbanistico​); la costruzione di parcheggi interrati nel centro storico; il progetto di metró sotterraneo sotto il quadrilatero romano; la realizzazione delle linee del tram passanti nell’area protetta dall’Unesco; e infine l’eccessiva pressione turistica.

Sebbene la lettera ometta di inserire nell’elenco i sorvoli aerei sull’area Unesco che deriveranno dalla costruzione del nuovo aeroporto, essa ripete quanto stiamo dicendo da anni. ​​Un centro storico non pianificato, troppo indulgente alle lusinghe del turismo internazionale, avviato verso la trasformazione in una luxury-city (o wedding-city) che espelle i residenti e cancella le funzioni ​civiche ​e gli spazi pubblici vitali per la convivenza civile.

L’Unesco richiede pertanto «ulteriori dettagliate informazioni sui suddetti progetti, inclusa adeguata documentazione tecnica e VIA, così come le misure di mitigazione per i progetti sotterranei, con particolare riguardo ai problemi di vibrazioni e allagamento». Su questo è chiamato a rispondere Nardella​, ​che abbandoni il ruolo di promotore immobiliare e assuma, se ci riesce, quello che dovrebbe essere il compito di ogni sindaco, cioè di garante del buon andamento della cosa pubblica.

Riferimenti

Qui potete aprire e leggere il documento dell'Icomos (International Council On Monuments and Sites) l'organismo tecnico di cui si avvale l'Unesco, inviato dall'agenzia dell'Onu al sindaco di Firenze, che quest'ultimo ha tentato invano di nascondere.
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