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sabato 10 ottobre 2015

Rossi contro Renzi: per una politica di sinistra?

Enrico Rossi, governatore della Regione Toscana, ha annunciato di volere sfidare Matteo Renzi per la segreteria del partito nel 2017...(continua a leggere)


Enrico Rossi, governatore della Regione Toscana, ha annunciato di volere sfidare Matteo Renzi per la segreteria del partito nel 2017. Si potrebbe pensare che sia solo una mossa tattica. Oppure no. Per quel che conosco di Rossi, sono più propenso a prendere sul serio le sue intenzioni, salvo poi ripensamenti. Ma la notizia è interessante in sé: un'alternativa di sinistra a Renzi, con un Rossi che annuncia: «di avere un progetto da inseguire: quello di una sinistra che non veda in Renzi il proprio nemico». Che Renzi veleggi verso destra e sia continuatore politico di Berlusconi, credo sia al di là di ogni dubbio. 

Una legge elettorale e una riforma costituzionale che diano tutti i poteri all'esecutivo era un obiettivo di Berlusconi e, prima ancora, di Licio Gelli. L'occupazione dei centri di potere e delle società controllate dallo Stato da parte di amici e paesani corrisponde alla stessa presa berlusconiana con gli uomini di Publitalia. La detassazione della casa, che implicherà uno spostamento del reddito dal lavoro al patrimonio, segue la politica di Arcore. E anche le continue comparsate in Tv e ovunque sia possibile mettersi in mostra hanno la stessa logica di conquistare il cuore del popolo della Tv commerciale e del Grande fratello; anche questa è politica.

Ma, allora, cosa intende Rossi per 'sinistra', se è d'accordo sulla riforma del Senato, d'accordo sull'Italicum, d'accordo con la legge "Sblocca Italia" e la "riforma Madia", se ha solo qualche riserva sulla detassazione per tutti della Tasi? Una politica di sinistra, non della vecchia sinistra impersonata da Bersani e da D'Alema, ma di una sinistra moderna e innovatrice, Rossi la può fare proprio nella Regione da lui governata e questa politica sarebbe il miglior viatico per la sua candidatura alla guida del Pd (o di quello che sarà nel futuro). Può iniziare subito: la prima cosa da fare è cancellare il sottoattraversamento della Tav nel sottosuolo di Firenze, opera pericolosa e criminogena. 

La seconda: dare priorità al Parco agricolo della Piana e porre su un piano di assoluta chiarezza il progetto del nuovo aeroporto di Firenze, con una seria valutazione di costi e benefici (per la collettività); opponendosi ai tentativi di eludere le regole e le norme poste a garanzia dei cittadini; promuovendo, come da impegno preso, un vera partecipazione del pubblico. Potremmo aggiungere - sempre come politica di sinistra - il necessario ripensamento di molte altre grandi opere, a partire dagli inceneritori, quello previsto a Case Passerini verrà ad aggravare le già critiche condizioni ambientali della Piana. Se questa fosse la 'sinistra' di Rossi, anticipatrice di una futura politica nazionale, il governatore toscano guadagnerebbe molti voti alle primarie che designeranno il prossimo segretario, molti consensi dei cittadini che militano nei comitati e nelle associazioni ambientaliste.


E' evidente che il 'non voto' che ha offuscato i presunti trionfi elettorali di Renzi e di Rossi dovrà necessariamente trovare uno sbocco politico. Al di là degli annunci, la gente guarda all'agire pratico. Ad esempio, a Livorno, il Sindaco Nogarin sta mostrando come si può unire ragionevolezza a sviluppo. No al faraonico nuovo ospedale, sì a ristrutturare quello esistente. Inutile un fondale di 20 metri nel nuovo porto per un traffico navale non previsto né prevedibile; ecc.. Si può innovare senza diventare schiavi del colossale e dispendioso (ma profittevole per l'establishment). Chi dissente fermamente dalle prese di posizione e dalle intemerate di Grillo e della sua cerchia a livello nazionale non può, tuttavia, non riconoscere che, a livello locale, il movimento Cinque stelle è l'unico attore - Sel purtroppo è fuori gioco - che fa una politica di sinistra. A meno che non la faccia Rossi.
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